Biblioteca idraulica

L'Italia è un Paese geologicamente giovane e fragile, prevalentemente montuoso e di antica civilizzazione. Le precipitazioni atmosferiche sono distribuite irregolarmente nel tempo, i fiumi hanno spesso carattere torrentizio; senza l'opera dell'uomo, molte delle limitate pianure sarebbero coperte da paludi e inospitali. Sin dall'antichità, le popolazioni italiche si occupano intensamente di sistemazioni idrauliche e bonifiche. Il primato storico italiano è dimostrato dal fatto che mentre una grande capitale come Parigi beve le acque (non trattate) della Senna fino al tempo di Napoleone III, in Italia già nel Trecento Siena inventa un sistema originale d'approvvigionamento idrico con acqua pluviale filtrata dal suolo e una cittadina come Pitigliano, emergente dal tufo della Maremma grossetana, già nel Cinquecento è dotata di uno splendido acquedotto alla romana, costruito da un architetto come Antonio da Sangallo il Giovane. Le città lombarde (a partire da Milano) sono in grado già nel Medioevo di costruire canali irrigui e navigabili grandiosi, che non hanno uguali in Europa ed ancor oggi stupiscono per le enormi portate derivate dai fiumi. Anche nel periodo della decadenza italiana, gli antichi sistemi irrigui del Ducato di Milano rimangono all'avanguardia e sono presi come modello dalla Francia nella prima metà dell'Ottocento. La politica moderna per la difesa del suolo nasce nella Toscana del Seicento, con Vincenzo Viviani.

Nel corso dei secoli, l'architetto d'acque italiano costruisce le città ed insieme le opere idrauliche ed il paesaggio; egli non si ritrae di fronte alle acque, non può, perché deve difendere le città e le campagne, ma non vuole neppure fare violenza inutile e dannosa alla natura, e preferisce assecondarla fin dove è possibile, cercando in tutto la bellezza e l'armonia, assieme all'utilità, in un mirabile, ma fragile equilibrio. Da qui deriva il paradosso dell'idraulica italiana della tradizione: nessun sistema idrografico è artificiale come il nostro, ma nessuna scuola idraulica europea è attenta alla natura come quella italiana. Nella modernità, il mutamento paradigmatico dei valori, in cui l'utilità immediata spesso cancella ogni ricerca d'armonia, avrà effetti più destabilizzanti in Italia per la fragilità del territorio.

Per riscoprire e valorizzare la grande tradizione idraulica italiana, la Fondazione Beic, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano, ha dato l'avvio alla collezione digitale Biblioteca Idraulica. Si tratta di un'ampia raccolta di testi scientifici e tecnici dal Cinquecento all'Ottocento, dal trattato all'opuscolo. Finora sono state selezionate circa 800 opere, di cui 169 sono già disponibili per la consultazione. VAI ALLA COLLEZIONE

L'importanza delle acque nella cultura europea e la povertà complessiva delle conoscenze disponibili in materia hanno poi suggerito l'avvio di un vasto programma di studi allo scopo di ricostruire la storia di questa grande tradizione. Sono stati finora elaborati cinque volumi, il primo dei quali, La lingua delle acque, è già disponibile. Per introdurlo è stato realizzato un percorso che ne presenta il contenuto in maniera sintetica. VAI AL MINISITO LA LINGUA DELLE ACQUE