Una nuova biblioteca per Milano e per l'Italia

La Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC) è una biblioteca di nuova concezione, almeno per l’Italia, che riprende spunti offerti dalla fisionomia di alcune delle maggiori biblioteche al mondo. Nei decenni scorsi altre importanti città dell’Europa e di altri continenti si sono dotate di nuove grandi biblioteche: questo fenomeno, originatosi nell’era di maggiore sviluppo della virtualità, è di particolare interesse, perché dimostra quanto fortemente sia avvertita la necessità di dotare una moderna metropoli di spazi pubblici, di luoghi fisici deputati alla trasmissione del sapere, di cattedrali laiche che rivestono anche una forte funzione simbolica. Sono centri di aggregazione, ma sono questi i luoghi da cui si dipartono anche servizi virtuali, che da soli non esauriscono i bisogni di cultura e conoscenza. 

A volte si tratta di istituti orientati prevalentemente alla ricerca, all’alta cultura o alla conservazione (British Library di Londra e Deutsche Nationalbibliothek di Francoforte), altre volte queste funzioni vengono coniugate anche a compiti di alta divulgazione (Bibliothèque Nationale de France di Parigi, livello haut-de-jardin), altre volte ancora prevale la fisionomia della biblioteca pubblica, sia pure con accentuazioni a volte particolari, spesso in direzione dell’utenza giovanile o della multimedialità (si pensi, ad esempio, alle public libraries di Seattle, Denver, Phoenix, San Francisco e Vancouver, per quanto riguarda il continente americano, e per l’Europa al Gasteig di Monaco, allo Stadhuis/Bibliotheek dell’Aja, o in Francia alle nuove biblioteche municipali di Bordeaux, Lione e Marsiglia). Anche alcune biblioteche non recenti – una su tutte la New York Public Library – si propongono con la doppia funzione di “biblioteca per la città” ma anche di biblioteca di ricerca a livello internazionale. 

Milano è priva di una grande biblioteca pubblica adeguata alle esigenze del XXI secolo, capace di soddisfare i bisogni di informazione, divulgazione e cultura di un’area metropolitana di oltre 7 milioni di cittadini, e che si proponga anche come luogo d’incontro e di socializzazione.

La BEIC, che viene a colmare anche una lacuna a livello nazionale, intende rivolgersi all’intera comunità metropolitana ed in particolare a quanti sono portatori di bisogni di informazione e cultura di carattere generale ma non banali, di livello elevato ma non specialistici. Alla BEIC potrà ricorrere chiunque abbia un bisogno informativo: il giovane e il comune cittadino di qualsiasi età che sia mosso da una semplice curiosità o da un interesse legato all’attualità o alla sua vita quotidiana, ai suoi rapporti con la società civile e le istituzioni; lo studente che si avvii alla ricerca o che intenda coltivare alcuni settori di studio; lo studioso e il ricercatore che abbiano l’esigenza di ampliare lo spettro della propria ricerca oltre i rigidi schemi degli specialismi; i professionisti, gli imprenditori, i funzionari, i quadri dirigenti e quanti possano avere la necessità di documentarsi su un qualsiasi campo di attività o di aggiornare il proprio bagaglio di conoscenze professionali. Molti altri esempi potrebbero essere proposti: ciò che qui si intende sottolineare è che la biblioteca è un “istituto della contemporaneità”, che non si rivolge solo a chi studia, ma a tutti e a ciascuno, alla società milanese e lombarda, alla città che lavora e produce, cercando di aderire a tutte le pieghe della domanda espressa e inespressa di servizi di accesso alla conoscenza. Come tutte le più grandi biblioteche del mondo, la BEIC si propone quindi di raggiungere fasce di pubblico più numerose e diversificate di qualsiasi altro servizio culturale.      

Caratteristica della BEIC è quella di essere una reference library, cioè una biblioteca fondata su un servizio interattivo di qualità, in cui l'utente viene accolto e messo in condizione di esprimere le sue esigenze di informazione e di cultura in modo che possano essere soddisfatte nel modo migliore, utilizzando i documenti posseduti o ricorrendo a risorse remote, ma accessibili in rete. Le attività di informazione bibliografica, assistenza e orientamento non saranno circoscritte ad un settore della BEIC, ma rappresenteranno il suo "stile di servizio". L’attenzione dedicata a questa attività intende sviluppare nei frequentatori della BEIC elevate competenze di selezione, appropriazione critica e rielaborazione dei contenuti, nella convinzione che l’information literacy sia un fondamentale strumento di inclusione sociale. A questo scopo è stato redatto un piano di sviluppo delle collezioni cartacee e digitali in cui convivono e si integrano tra loro libri, periodici, testi digitali, banche dati e informazioni in rete, selezionate sulla base di criteri scientifici particolarmente curati.

La nuova Biblioteca intende riunire in sé, mediante una coerente programmazione delle sue scelte culturali e organizzative, i caratteri di una grande biblioteca di pubblica lettura con quelli di una biblioteca di ricerca di livello europeo, complementare rispetto alle biblioteche storiche e alle biblioteche universitarie quanto alle esigenze delle ricerche interdisciplinari, che sempre più costituiranno una via fondamentale per l'avanzamento delle conoscenze. Essa ha tra i suoi fini anche quello di costruire un efficace strumento di educazione alla lettura e un centro di servizi di formazione a distanza, in collegamento con le università e con le scuole in un circuito nazionale convenzionato con il Ministero dell'Istruzione, dell’università e della Ricerca.

Questa è una delle ragioni per cui il settore principale della Biblioteca, a scaffali aperti e a libero accesso, sarà strutturato nell'ottica della circolarità del sapere, agevolando i percorsi trasversali ai diversi settori disciplinari. Al cittadino di ogni età verrà offerto un ambiente confortevole, concepito per leggere con passione e per assimilare con calma, per pensare, per scrivere e per condividere con altri lettori i processi di apprendimento e di crescita culturale.