Tu sei qui

Incunaboli italiani in lingua volgare

Il progetto di digitalizzazione degli incunaboli italiani in lingua volgare è stato avviato nel 2007 dal Dipartimento di Italianistica e spettacolo dell’Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, allora diretto dal professore Amedeo Quondam, in collaborazione con la Fondazione Beic. La peculiarità del materiale incunabolistico ha richiesto la definizione di standard descrittivi particolari, adatti a questo tipo di documenti cui non sempre è possibile applicare le regole che valgono per il libro antico. Si tratta del più importante progetto di digitalizzazione di incunaboli intrapreso negli ultimi anni in Europa, che si affianca alla Verteilte digitale Inkunabelbibliothek nata nel 2003 dalla collaborazione tra la Universitäts- und Stadtbibliothek Köln e la Herzog August Bibliothek di Wolfenbüttel. VAI ALLA COLLEZIONE

Recentemente la Fondazione Beic è diventata membro del Consortium of European Research Libraries (CERL). Questo ha reso gli incunaboli della Biblioteca Digitale Beic raggiungibili sia dall'Incunabula Short Title Catalogue (ISTC) della British Library sia dal Gesamtkatalog der Wiegendrucke (GW) della Staatsbibibliothek di Berlino

Gianfranco Crupi ha dedicato al progetto un articolo comparso nel 2012 su "DigItalia" e intitolato Il progetto di digitalizzazione degli incunaboli italiani in lingua volgare. Il progetto, come risulta anche dall'articolo, non è ancora concluso: fino ad ora, infatti, sono stati pubblicati 1.315 incunaboli sui 2.433 elencati nell'ISTC. VAI ALL'ELENCO