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Domande e risposte sulla BEIC

Risponde Antonio Padoa-Schioppa, presidente della Fondazione BEIC

Premessa

L'impostazione che sta alla base del Progetto Beic è la medesima sia per la Biblioteca progettata dall'arch. Peter Wilson ed elaborata nel Progetto esecutivo architettonico del 2009, alla quale è dedicata la prima serie di domande e risposte (I), sia per la Biblioteca digitale Beic (BeicDL), ormai avviata e fruibile autonomamente (www.beic.it), specificamente considerata nella seconda serie di domande e risposte (II).

I due comparti del Progetto, tra loro strettamente integrati, sono più ampiamente illustrati nel volume La Biblioteca europea di Milano, Vicende e traguardi di un Progetto, Milano Skira 2015.

I. Il Progetto della Biblioteca europea

Perchè una nuova biblioteca di grandi dimensioni?

L'esame delle iniziative realizzate o avviate in anni recenti in molti Paesi di alto standard culturale (Inghilterra, Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda e altri) mostra l'attualità dell'esigenza di realizzare anche in Italia una struttura bibliotecaria comparabile per qualità e dimensioni, che oggi da noi ancora non esiste. Se si vuole rispondere a una domanda potenziale di alcune migliaia di utenti al giorno (si pensi solo all'area metropolitana, ben più vasta di quella milanese), accogliere in scaffali ad accesso libero molte migliaia di opere, ottenere buoni servizi di reference, prevedere un congruo spazio per depositi e per moduli complementari (ivi compresi spazi per i ragazzi e per i giovani e servizi di informazione di comunità e di informazione economica), disporre di spazi per lavori individuali e di gruppo, le dimensioni sono necessariamente ampie.

Ma l'avvento del digitale non soppianterà le Biblioteche pubbliche?

No, dichiarano ad una voce gli esperti. Il libro cartaceo non scomparirà. Perché se è vero che già oggi, e sempre più in futuro, molte opere possono venir consultate online collegandosi con banche dati digitali - ma chi lo ha fatto sa quanto sia spesso difficile anche solo reperire l'informazione se e dove un'opera sia stata digitalizzata full text - è d'altra parte non meno vero che tutta una serie di operazioni di lettura può compiersi solo (o comunque assai meglio) direttamente sui volumi cartacei. Per tacere dei servizi di reference di una moderna biblioteca, sovente insostituibili. E la stragrande maggioranza dei volumi degli anni e dei decenni recenti non è reperibile in rete per ragioni di copyright. Inoltre la biblioteca continuerà ad essere un luogo privilegiato di incontro tra le persone e di acculturazione individuale e collettiva.

Quali opere raccogliere nella nuova Biblioteca?

Accanto alle novità librarie più significative italiane e straniere e ai periodici, la dotazione di una vasta selezione di classici e di opere di corredo in tutti i rami del sapere scientifico e umanistico nonché di una grande raccolta di documenti audiovisivi – musica classica, pittura, fotografia, films – tutti liberamente accessibili a scaffale aperto, risponde non solo alle esigenze di una grande biblioteca di pubblica lettura, ma anche a quelle davvero fondamentali delle ricerche scientifiche interdisciplinarei per le quali le biblioteche universitarie e specializzate non sono attrezzate.

Chi saranno gli utenti della Biblioteca?

La nuova Biblioteca è pensata per rispondere alle esigenze di lettori e utenti di ogni età. Lettori desiderosi di conoscere un testo letterario della cultura mondiale nella lingua originale e in traduzione, con opere di corredo e strumenti di approfondimento. Appassionati di musica interessati a confrontare dieci diverse esecuzioni di un classico della musica avendo contemporaneamente davanti lo spartito, le principali analisi critiche e la biografia del musicista. Studenti di liceo alla ricerca di testi che il loro professore ha citato a lezione. Studenti universitari al lavoro per la tesi di laurea o anche per la preparazione degli esami. Cittadini in cerca di informazioni sulla città, sulla regione, sull'Italia, sull'Europa, sulle varie parti del mondo: per programmare un viaggio, per un soggiorno di lavoro, per iniziative commerciali e imprenditoriali, per curiosità e sete di conoscenza storica e geografica. Ragazzi e giovani alla ricerca di uno spazio creativo, che consenta di utilizzare il mediaforum per registrare un brano musicale, per recitare, per esprimere in modo nuovo un'idea insieme con i compagni e gli amici. Lettori della terza età, desiderosi di conoscere testi e documenti dei quali avevano sentito parlare in anni vicini o lontani. Ricercatori e professori universitari interessati per la loro attività scientifica a contatti e interazioni tra discipline diverse.

Perché un edificio nuovo e non l'utilizzo di un edificio esistente?

Perché le caratteristiche funzionali di una tale struttura richiedono un edificio concepito ad hoc, come è avvenuto in Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Stati Uniti. Tra l'altro il riattare adeguatamente per una nuova biblioteca un edificio storico può costare addirittura di più che costruirne uno nuovo.

Come la Biblioteca si raccorderebbe con il contesto bibliotecario?

Una parte dello Studio di fattibilità elaborato nelle prime fasi del Progetto è dedicata a delineare il raccordo tra la nuova Biblioteca e il complesso sistema bibliotecario di Milano: con la Biblioteca Nazionale Braidense, con la Sormani e con una nuova e moderna rete tra le biblioteche civiche milanesi, con le altre biblioteche storiche Ambrosiana e Trivulziana, con le grandi biblioteche universitarie, con la Mediateca di Santa Teresa e con altre biblioteche: funzioni complementari, nuovo spazi di deposito di cui le grandi bilioteche lombarde hanno urgente necessità, nuovo Centro di servizi. Inoltre è previsto un raccordo con il sistema bibliotecario della Regione Lombardia, per la quale la Fondazione Bec già ora gestisce il vasto Archivio regionale delle pubblicazioni, dislocato attualmente a Lacchiarella.

Quanto alle risorse per costruire, avete pensato ai fondi europei?

Il Progetto BEIC è un progetto nazionale, che vuole colmare una grande lacuna del sistema bibliotecario italiano, in una prospettiva europea nel senso di predisporre il meglio del grande patrimonio culturale dell'Europa del passato e del presente. Pertanto il finanziamento dovrà essere anzitutto nazionale, nell'àmbito delle risorse per investimenti del Ministero per le Infrastrutture. Tuttavia potrà auspicabilmente esserci anche un contributo europeo, da ricercare nel quadro degli investimenti per infrastrutture, progetti di digitalizzazione e di formazione superiore. Il Piano Juncker può offrire, insieme con altri strumenti, una via favorevole per la realizzazione del Progetto Beic.

E le risorse per la gestione?

Ogni struttura nuova richiede costi di gestione. Per la Biblioteca europea il Comune di Milano ha previsto che alla Fondazione venga conferita un'area di terziario confinante con quella dello Scalo Porta Vittoria destinata alla Beic, che potrà essere edificata con Project financing e coprire una quota signficativa delle spese di gestione.

Esistono prospettive per un Progetto ridimensionato nei costi?

Il Progetto esecutivo - predisposto sulla base dei dati previsti dal Concorso architettonico bandito dal Comune di Milano nel 2000 - è pronto, approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, validato dal Politecnico di Milano e considerato di valore strategico dal CIPE nel 2011. Ove occorra, però, un progetto ridimensionato può essere messo a punto sacrificando alcuni elementi del Progetto originario (Auditorium e altro) così da ridurre sensibilmente i costi di costruzione e di gestione. Ma occorre a questo fine rielaborare il Progetto, sino alla fase definitiva ed esecutiva, con un investimento di risorse ad hoc.

In definitiva, quali previsioni? Si farà la Biblioteca?

La sua importanza e utilità non è certo venuta meno. L'area è tuttora assegnata alla Beic. Il Progetto è stato elaborato. Il Cipe l'ha valutato positivamente. A questo punto la scelta sarà politica. Ogni previsione è impossibile. L'esperienza non solo milanese mostra che per portare a realizzazione taluni interventi edilizi pubblici programmati ci sono voluti sino a vent'anni e più.

II. La Beic digitale (BeicDL)

Cosa è la Biblioteca digitale Beic?

In attesa di verificare se i finanziamenti per la realizzazione della Biblioteca europea – avviati con le leggi 289/2000, 400/2002, 311/2005 e destinati alla predisposizione dei Progetti definitivo ed esecutivo nonché alla creazione di un primo nucleo del patrimonio librario e digitale – saranno effettivamente stanziati dal Ministro per le Infrastrutture, la Fondazione Beic (partecipata dallo Stato, dal Comune, dalla Regione e da alcuni Atenei) ha deliberato di procedere intanto alla realizzazione della Biblioteca digitale Beic (BeicDL), che è complementare a quella architettonica ma può costituirsi e funzionare anche in autonomia e che non richiede se non spazi ridotti. In anni di intenso lavoro si sono costruite e si stanno implementando venti Collezioni digitali multimediali con caratteristiche peculiari e originali. Alla fine del 2015 sul sito Beic sono riperibili in rete a libero accesso (eccetto che per la musica, per ragioni di copyright) 26.625 oggetti digitali, 74.230 registrazioni bibliografiche relative a 2.977 autori e inoltre 912 siti web.

Perché creare un'altra Biblioteca digitale, accanto a quelle già esistenti?

La specificità del progetto BEIC digitale si riassume in alcune caratteristiche che la differenziano, per uno o per più aspetti, dalle altre numerose Biblioteche digitali esistenti o in via di costituzione.

Selettività. Per talune materie si digitalizza una serie, ampia ma circoscritta, di testi di grande significato scientifico e culturale, in edizioni importanti e rare, mettendoli a disposizione in rete a libero accesso: per altre collezioni digitali di BeicDL, l'obbiettivo è di avere ove possibile la completezza tematica in rete, con la possibilità di reperire tutti i testi oggi dispersi in sedi disparate (ad esempio per le cronache e i documenti medievali editi e inediti, per gli incunaboli in lingua italiana, per l'idraulica, per i Viaggi in Italia e in Europa e così via).

Interdisciplinarietà. La ricerca futura, ma anche la cultura personale e la formazione scolastica, universitaria e professionale avranno sempre più necessità di approcci e stimoli provenieti da una pluralità di settori scientifici e disciplinari diversi e spesso lontani tra loro, per i quali occorrono strumenti di accesso e di documentazione concepiti ex novo.

Multimedialità. Accanto alla pagina scritta, fondamentale fonte di informazione e cultura, oggi spesso trascurata in favore dell'immagine, una moderna biblioteca digitale può e deve contenere anche documenti sonori, musica, pittura, fotografia, immagini, films. BeicDL ha iniziato a realizzare questa struttura multimediale.

Interconnessione. Essa consiste da un lato nella strutturazione coordinata dei metadati tale da facilitare i legami tra i diversi documenti e i diversi settori del sapere entro la Beic, dall'altro nel rendere agevole il collegamento con altre biblioteche digitali italiane straniere contenenti testi e documenti complementari rispetto a quelli digitalizzati da BeicDL (ricerca federata).

Metadati biblioteconomici e tecnici. Il progetto BEIC digitale si caratterizza per l'indicizzazione e lo spoglio delle opere, che agevola grandemente la consultazione. La catalogazione rispetta le procedure rigorose della moderna biblioteconomia, inclusa la soggettazione e l'assegnazione dei dati della classificazione Dewey. La qualità dei metadati bibliografici, la complessità delle mappature interne alle singole opere e la strutturazione dell'accesso e delle procedure di stampa dei documenti differenziano sostanzialmente BeicDL rispetto a imprese di digitalizzazione di ben altra dimensione, quali quelle di Google, che per il numero elevatissimi dei documenti digitalizzati prevedono un corredo di metadati molto meno accurato e completo; e pertanto assai meno agevomente utilizzabile sia per la lettura che per la ricerca.

Come rendere fruibile la consultazione dei volumi antichi digitalizzati a lettori non specialisti?

E' prevista e in parte già in linea un serie di Percorsi e di Mostre virtuali che permettono al lettore di accedere ai documenti digitali mostrandone le diverse e spesso non evidenti potenzialità di informazione e di cultura. Così per gli incunaboli, così per l'idraulica, così per l'astrologia, così in prospettiva per ciascuna delle Collezioni di BeicDL. Per la Biblioteca Pontiggia e per il Fondo fotografico Paolo Monti di proprietà della Fondazione Beic sono già disponibili due Mostre virtuali, realizzate, in questo specifico caso, come tesi di laurea in editoria multimediale.

Sono previsti programmi di formazione e di ricerca per la scuole e per le università?

Una delle finalità di BeicDL è di predisporre e incentivare programmi di didattica avanzata sia per le scuole secondarie che per le università, naturalmente con caratteristiche diverse. Per le scuole secondarie si stanno predisponendo strumenti di approfondimento che saranno incentrati per il settore umanistico sull'analisi critica e sui significati polivalenti dei testi poetici, letterari e filosofici e storici; per il settore scientifico, sulla ricostruzione dell'iter che ha condotto alle grandi scoperte scientifiche e sull'addestramento al ragionamento matematico, all'osservazione dei fenomeni, alla formulazione di ipotesi e di leggi per mezzo di appropriati esperimenti. Per le università la Biblioteca digitale offrirà programmi di approfondimento tematico e metodologico – alcuni Progetti sono già in rete – attraverso un ventaglio di testi scientifici e umanistici per alcuni dei quali si stanno predisponendo anche percorsi organizzati. Tutto ciò con il supporto di strumenti di software che permettano di lavorare in gruppo e in collegamento con il proprio docente.

La Fondazione Beic ha stipulato un accordo di collaborazione con Wikipedia: per quali scopi?

La diffusione universale di Wikipedia permette di raggiungere un numero di utenti di BeicDL enormemente più ampio di quello che si avrebbe se il canale di accesso fosse soltanto quello del sito Beic. Già ora i numeri sono impressionanti: la statistica mensile attesta che ben 4 milioni di immagini di BeicDL sono visionate mensilmente per il canale di Wikipedia. Un sistematico lavoro condotto in collaborazione sta inoltre consentendo di inserire molte opere digitalizzate da Beic nelle voci corripondenti di Wikipedia ed anche di aggiungervi nuovi autori oggi assenti, curati da Beic.

Cos'è l'Archivio della Produzione Editoriale e perché se ne occupa la Beic?

Ogni Regione dal 2006 ha il diritto per legge di ottenere due esemplari di ogni volume periodico o documento pubblicato entro la Regione stessa. In Lombardia si pubblica oltre un terzo dei volumi monografici che escono annualmente in Italia: circa 18.000 su 50.000. Una delle due copie è attribuita ad una delle Biblioteche della provincia cui appartiene l'Editore, per Milano la Biblioteca Nazionale Braidense. L'altra copia affluisce ad un Archvio regionale delle Pubblicazioni che in Lombardia è gestito dal 2008 dalla Fondazione Beic in convenzione con la Regione. La Beic provvede ad accogliere i volumi e i periodici, a classificarli, a catalogarli e a sistemarli in condizioni di sicurezza in un deposito attualmente sito a Lacchiarella, in attesa di una collocazione milanese. Il Catalogo, particolarmente curato, ricco ad oggi di 165.000 monografie e integrato con una capillare Anagrafe degli editori, è disponibile online.

Che ruolo rivestirà la Fondazione Beic in una prospettiva di sistema?

È prevista e in corso di realizzazione la messa a punto del necessario raccordo di BeicDL con Internet culturale. E già in atto l'inclusione di BeicDL in alcune grandi iniziative europee e internazionali tra le quali Europeana. Parimenti auspicabile e già avviata è l'interrelazione organica con le altre biblioteche digitali italiane, lombarde e milanesi. A questo fine la Fondazione BEIC costituisce uno strumento adeguato, in quanto partecipata sin dall'origine dallo Stato (Ministero dei Beni Culturali e Miur), dalla Regione, dal Comune di Milano, da alcune Università milanesi e dall'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere, che della BEIC sono i Membri Fondatori. Vi saranno altri Soci partecipanti pubblici e privati.