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ASSOCIAZIONE MILANO BIBLIOTECA DEL 2000
STUDIO DI FATTIBILITA' DELLA BIBLIOTECA EUROPEA DI INFORMAZIONE E CULTURA
PROGETTO DELLE COLLEZIONI
A cura di Giovanni Solimine Anno 2000 Realizzato con il contributo finanziario della
La riproduzione con qualsiasi mezzo di tali studi č consentita unicamente al Comune di Milano, Settore Cultura/Biblioteche e alla Regione Lombardia - Unitŕ Organizzativa Beni Librari e Sistemi Documentari e a quanti dagli stessi autorizzati.
Sommario
Cap. 1. Oggetto del documento Il presente documento espone i principi e le scelte di fondo che guideranno la politica delle collezioni della nuova Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC), in via di istituzione a Milano. Nei precedenti elaborati progettuali, ed in particolare nello Stralcio del progetto biblioteconomico prodotto nel settembre 2000, sono già state tracciate le linee principali della fisionomia documentaria della BEIC. Un primo approfondimento era già stato presentato nel Documento preliminare prodotto nello scorso mese di marzo. Il presente documento ritorna su quei punti, approfondendo le questioni generali, risolvendo alcuni problemi rimasti insoluti, fornendo precise linee guida per lo sviluppo, la gestione e il trattamento delle collezioni. Naturalmente, il presente Progetto delle collezioni richiederà periodiche revisioni e andrà poi tradotto in pratica dai responsabili della struttura nel momento in cui la BEIC verrà formalmente istituita: si precisa però che sarà necessario dare avvio all’impianto delle collezioni con qualche anno di anticipo rispetto al completamento dei lavori di costruzione della sede della biblioteca, in modo che alla data della sua apertura al pubblico sia già disponibile un nucleo significativo di documenti. Il diseguale livello di approfondimento a cui si spinge il presente progetto è dovuto, in alcuni casi, alle specifiche caratteristiche di alcuni ambiti disciplinari (che rendono più difficile una previsione a distanza di anni dalla formazione delle raccolte), e in altri casi a questioni particolari, che saranno di volta in volta evidenziate. Non per tutti i settori, ad esempio, era possibile formulare delle stime dei costi correnti sufficientemente precise, ma si è ritenuto di doverlo fare specie per alcuni ambiti (come la sottoscrizione di periodici correnti) per i quali ciò non riguardava solo l’impegno finanziario necessario per formare la dotazione iniziale, ma costituiva anche una quota significativa del budget da destinare annualmente allo sviluppo delle collezioni. Lo Stralcio del progetto biblioteconomico della BEIC individuava tra le azioni da compiere lo svolgimento di un modulo di progettazione delle collezioni documentarie, cui ha provveduto un apposito Gruppo di lavoro, di cui hanno fatto parte
Cap. 2. Fisionomia documentaria 2.1. Considerazioni preliminari Il progetto delle collezioni intende dare alla BEIC una fisionomia documentaria coerente con le sue finalità e la sua strategia di servizio. La BEIC intende dare una risposta di elevata qualità ai bisogni informativi e culturali dell’area metropolitana milanese, con il "semplice" obiettivo di mettere a disposizione del pubblico la più vasta offerta possibile di libri, periodici e altri documenti, senza distinzione di supporti. Ma la BEIC vuole essere una biblioteca capace di "andare oltre" il pur doveroso soddisfacimento di questo tipo di domanda e vuole ancorare tali servizi ai trend di sviluppo di una moderna metropoli europea e proporre una sintesi tra fisionomie differenti di servizi informativi e documentari, praticando con decisione i terreni della multimedialità e delle politiche di rete, aggiungendo nuovi pubblici a quanti già usufruiscono solitamente dei servizi bibliotecari, collegando i servizi di base alla formazione permanente, fino a toccare quei filoni specialistici che sono maggiormente vicini alle tradizioni culturali della società milanese e lombarda. La denominazione di Biblioteca Europea di Informazione e Cultura nasce dall’assunto di fondo che l’ambito di riferimento culturale è quello dell’Europa, intesa come realtà storico-geografica ma anche istituzionale: la vocazione europea della BEIC si concretizzerà in una particolare attenzione alla documentazione della storia, della cultura, delle lingue, della realtà socio-economica del continente europeo e in un sistematico impegno nella educazione delle giovani generazioni alla dimensione europea della vita collettiva. La BEIC rappresenterà nelle proprie raccolte la produzione editoriale, sia letteraria che saggistica, dei paesi europei, anche attraverso l’acquisizione di molte opere in lingua originale e si proporrà alle principali biblioteche europee come interlocutore per progetti di scambio e collaborazione a livello internazionale. Essere biblioteca "di informazione e cultura" significa poi impegnarsi nell’offerta di servizi informativi, ma cercando di offrire ai cittadini gli strumenti per un’appropriazione e una rielaborazione critica dei contenuti, favorendo l’esercizio di attività di lettura, di studio e di svago direttamente rivolte allo sviluppo della conoscenza e della persona umana. La BEIC dovrà caratterizzarsi nella ricerca di un nuovo punto di equilibrio tra gli specialismi e la diffusione della cultura e dovrà proporsi al tempo stesso come biblioteca pubblica moderna di eccellenza, capace di soddisfare le esigenze di informazione e consultazione generale, e come strumento di raccordo tra queste esigenze e quelle del mondo della ricerca e dell’alta divulgazione. Di conseguenza, la fisionomia documentaria della BEIC sarà molto composita e variegata, ma dovrà essere al tempo stesso molto precisa e organica: l’obiettivo può essere raggiunto solo se le diverse tipologie di materiali documentari e le diverse sezioni della Biblioteca, le quali copriranno aree di interesse diverse e si rivolgeranno a fasce diverse di utenti, saranno ricondotte a unità dai servizi che la BEIC impianterà. La garanzia di organicità può essere assicurata solo da un sistema integrato di gestione delle informazioni e dall’allestimento di strumenti di mediazione molto efficaci. Pur senza anticipare in questa sede le scelte sulla politica dei servizi che la BEIC dovrà darsi, può essere utile precisare che l’architettura delle collezioni che qui si sta definendo dovrà mantenere la sua coerenza e integrità. Ad esempio, andranno conciliate le politiche del prestito – che per una biblioteca come la BEIC, che intende avere una forte vocazione al servizio pubblico, sono molto importanti – con la fisionomia documentaria: ciò vuol dire che la BEIC, come ad esempio la Bibliothèque publique d’information del Centre Pompidou di Parigi, punterà essenzialmente sulla consultazione in sede. Vengono ora ripresi, a scopo di illustrazione introduttiva, alcuni degli obiettivi di offerta contenuti nello Stralcio, che hanno fatto da sfondo a tutto il lavoro della équipe che ha lavorato al Progetto delle collezioni. 2.2. Attualità e prime informazioni La BEIC acquisirà tutte le novità editoriali (libri, giornali, riviste, audiovisivi) italiane, nonché la più significativa produzione straniera, che saranno ritenute pertinenti con la sua fisionomia di biblioteca generale. L’organizzazione di questi materiali (si prevede una esposizione contemporanea, continuamente rinnovata, di circa 10.000 documenti) seguirà il modello biblioteconomico del "settore di ingresso" diffuso nelle biblioteche pubbliche britanniche e tedesche. Questo settore precede, fisicamente e funzionalmente, le sale di lettura. Anche per questo motivo l’esposizione del materiale e la sua fruizione avranno la caratteristiche dell’informalità e somiglierà più a quella delle librerie che a quella tradizionalmente usata nelle biblioteche: scaffali, vetrine e bacheche saranno dedicate a presentare il materiale secondo "aree di interesse" il più possibile aderenti ai gusti più comuni e mutevoli dell’utenza; molti volumi verranno esposti di piatto e saranno accompagnati da estratti di recensioni e commenti; i lettori potranno aggirarsi liberamente tra le novità e potranno consultare tali pubblicazioni accomodandosi su poltrone o divani, sfogliarli stando seduti al bar. In quest’area della biblioteca troverà posto anche una sezione di letteratura corrente di circa 10.000 titoli, pari al totale della migliore produzione annua italiana di fiction e a un’ampia selezione delle corrispondente produzione straniera, in primo luogo europea. Tale sezione verrà sottoposta ad un continuo turn over, sostituendo le opere che saranno spostate nella sezione di "letteratura" delle aree dipartimentali con le ultime novità. Un modulo speciale, di fatto strettamente connesso alla sezione attualità, riguarderà l’offerta del materiale relativo al tempo libero (viaggi, sport, hobby, bricolage e così via), per il quale si prevede una dotazione di circa 20.000 documenti.
2.3. Consultazione e reference Una prima caratterizzazione della fisionomia della BEIC sarà quella di essere una reference library in cui vi è una forte integrazione fra risorse professionali (i bibliotecari), risorse informative (cataloghi, repertori bibliografici, banche dati on line) e materiale documentario posseduto. A corredo del settore di reference, la biblioteca sarà dotata di un ricchissimo apparato di materiali di consultazione a carattere generale. Questo servizio, che pure dovrà contare su una notevole quantità di materiale cartaceo (circa 100.000 volumi), si avvarrà di molti prodotti multimediali, che tendono sempre più spesso a sostituire le pubblicazioni a stampa con testo discontinuo (annualmente vengono immessi sul mercato moltissimi repertori, cataloghi, bibliografie su CD-Rom). Essenziale sarà anche il collegamento con banche dati remote e servizi automatizzati di informazione, che dovranno essere disponibili in grande quantità e facilmente accessibili. Ad una prima area di consultazione generale faranno seguito alcune sezioni di consultazione specialistica e le sezioni a scaffale aperto organizzate per aree tematiche. Nei sottoparagrafi che seguono vengono illustrate le caratteristiche di alcune sezioni di consultazione specialistica. 2.3.1. Servizio di informazione di comunità e di documentazione locale Scopo di un servizio di informazione di comunità è quello di soddisfare esigenze informative primarie della cittadinanza, concentrando e diffondendo le informazioni di varia natura prodotte dai soggetti, pubblici e privati, erogatori di servizi e prestazioni di utilità comune, riguardanti la casa, la scuola, il mercato del lavoro, il tempo libero, la tutela della salute e dell’ambiente ecc. Questo servizio andrà impiantato in collaborazione con i produttori di informazioni (istituzioni locali, camere di commercio, enti di promozione turistica, ordini professionali, associazioni di categoria ecc.) e allestito a partire da altri servizi informativi già esistenti (reti civiche, Televideo, Informagiovani ecc.). L’allestimento del servizio dovrà ovviamente tener conto del fatto che la comunità di cui qui si sta discutendo è una comunità sempre più compita, non solo da un punto di vista sociale e culturale, ma anche per origine, etnia, lingua, credo religioso, e così via. La BEIC sarà quindi anche una biblioteca multiculturale e questa sezione avrà in particolare la funzione di favore l’incontro e l’integrazione di culture diverse. Per quanto riguarda la necessità di documentare la storia e le tradizioni locali, va considerata la peculiare identità milanese e lombarda e l’esigenza di soddisfare anche i bisogni di una maggiore attenzione verso questo genere di servizio. La BEIC si occuperà in molte sue sezioni di rappresentare l’identità culturale e sociale lombarda. Pertanto, anche la sezione di informazione di comunità – pur essendo prevalentemente orientata all’attualità – non dovrà trascurare un’attività di vera e propria documentazione locale. Per questa sezione si prevede una dotazione di circa 20.000 documenti. 2.3.2. Servizio di business information Questa sezione si rivolge ad un segmento particolare di utenza e riguarda chi esercita attività imprenditoriali e commerciali. Il servizio mira a creare maggiori e più qualificate opportunità di informazione economica, rendendo disponibili indagini di mercato, documenti tecnici, brevetti, fonti statistiche, informazioni sulla concorrenza, repertori specialistici, letteratura grigia (progetti di studio e di ricerca, rapporti tecnici, standard e normative tecniche ecc.), raccolte di abstracts, archivi legislativi e raccolte di norme e direttive (regionali, nazionali, comunitarie), spogli di articoli, rassegne stampa, banche dati specializzate. Anche in sintonia con le nuove guidelines prodotte dall’IFLA per le biblioteche pubbliche, secondo le quali tali strutture hanno anche il compito di "agenzia per il cambiamento" all’interno della comunità servita, il servizio di business information avrà un carattere di fattore di innovazione, formazione, crescita, sviluppo economico-sociale e rivolgerà la sua attenzione in particolare alla PMI. Tale servizio potrà essere organizzato e gestito in collaborazione con la Camera di Commercio, la Confindustria, le associazioni degli imprenditori e di altre categorie produttive, e per la sua erogazione ci si potrà avvalere anche della cooperazione di biblioteche e centri di documentazione specializzati: i destinatari privilegiati sono le piccole aziende, prive di un proprio ufficio studi, ma potrà essere offerto anche a liberi professionisti e a studenti e studiosi di discipline economiche, sociali e giuridiche. Anche per questa sezione si prevede una dotazione di circa 20.000 documenti.
2.4. Aree dipartimentali Dal servizio di consultazione generale l’offerta della BEIC si irradierà in diverse aree tematiche, in cui saranno collocate almeno 500.000 opere a scaffale aperto. L’assunto di partenza è che i campi di interesse che la Biblioteca intende coltivare non hanno praticamente alcuna limitazione e che essa dovrà puntare molto sull’interdisciplinarità e quindi, anche se i diversi settori saranno articolati per aree tematiche e/o d’interesse, non dovrà venir meno l’unitarietà delle sue raccolte, garantita dai collegamenti thesaurali predisposti a livello del catalogo sistematico e del sistema informativo della Biblioteca. Per i motivi appena illustrati alcune sezioni si svilupperanno attorno ad aree tematiche e disciplinari, mentre alcune saranno rivolte a particolari ambiti di interesse. Per quanto riguarda le sezioni di lettura e consultazione più tradizionali, organizzate secondo un approccio di tipo disciplinare, si pensa ad una organizzazione per grossi nuclei tematici, corrispondenti a interessi consolidati: il progetto prevede la realizzazione di tre dipartimenti tematici di ampio respiro, dotati anche di notevole autonomia funzionale e gestionale. Ogni dipartimento avrà una sua "area di consultazione", a carattere propedeutico, che fungerà da introduzione alle varie materie rappresentate in quel determinato settore e svilupperà una particolare attenzione ai collegamenti di tipo "orizzontale" fra le discipline, ai percorsi trasversali che le uniscono e ai nuovi filoni di studio, che portano anche alla nascita di nuovi saperi. L’organizzazione delle sale "a grappoli" attorno a grandi aree disciplinari consente anche l’attivazione di più punti di distribuzione: per il materiale non collocato a scaffale aperto, ma di pertinenza di quella determinata area, ciascun dipartimento farà riferimento anche ad uno spazio dei magazzini e potrà alimentarsi attraverso uno specifico punto di distribuzione. Inoltre, ciascun dipartimento disporrà di un suo piccolo magazzino accessibile agli utenti, dove sarà sistemato il materiale che non dovrà essere necessariamente a portata di mano o che verrà sottoposto a periodica revisione. I tre dipartimenti potranno coprire le seguenti aree:
Il materiale di queste sezioni sarà sottoposto ad un continuo svecchiamento, trasferendo periodicamente nel magazzino i documenti che abbiano perso il carattere della immediata utilità o che possano essere sostituiti da edizioni più aggiornate. Il principio che verrà applicato è che l’offerta va organizzata attorno ai contenuti e non alle forme dei documenti. Le sezioni tematiche, quindi, saranno articolate per aree funzionali e non per supporti documentari: in ogni dipartimento, quindi, saranno disponibili documenti cartacei (monografie e periodici), documenti audiovisivi, CD-Rom, postazioni di lavoro multimediali. Quindi i supporti multimediali riguardanti le diverse aree disciplinari e tematiche saranno integrati nelle varie aree funzionali della BEIC. La scelta della multimedialità come linguaggio da privilegiare non significa solo disporre di documenti su diversi supporti, ma assumere l’impegno a costruire "collezioni multimediali", con una concezione unitaria delle collezioni, in cui dovranno convivere media diversi. Un altro aspetto a cui fare molta attenzione nella organizzazione di queste aree dipartimentali è la consapevolezza del fatto che i contenuti cambiano, si evolvono, si intersecano: l’idea di una biblioteca a carattere generale, cioè enciclopedico, oggi corrisponde ad una concezione interdisciplinare del sapere. La struttura di queste aree dipartimentali dovrà essere perciò estremamente flessibile e tale flessibilità dovrà essere evidente anche dal punto di vista logistico: i temi e le discipline "di confine" fra un’area dipartimentale e l’altra dovranno trovare una collocazione fisica negli ambienti "di cerniera" tra una sezione dipartimentale e l’altra. Tutto ciò richiede che le caratteristiche dell’edificio che sarà progettato siano coerenti con questa impostazione del servizio e con questa concezione reticolare del sapere. Per ciascun ambito tematico saranno disponibili – in lingua originale e nelle migliori traduzioni italiane – le opere di riferimento generale e a carattere introduttivo, le sintesi attraverso le quali orientarsi e avvicinarsi ad un tema, i classici, le più autorevoli collezioni di testi (nel caso, anche concordanze e altri sussidi), le fonti, i manuali e i trattati, le monografie fondamentali, le opere che meglio documentano la storia della scienza e delle singole discipline, gli atti dei principali congressi scientifici, bollettini di abstracts, bollettini delle ricerche in corso, annate correnti delle principali riviste, rapporti recenti di organizzazioni e associazioni professionali, atti e calendari di congressi e manifestazioni espositive, rassegne stampa tematiche, e ogni altro genere di documenti (pubblicazioni a stampa, letteratura grigia, audiovisivi, documenti elettronici ecc.) che siano atti ad offrire un panorama il più possibile completo dell’evoluzione delle conoscenze su un determinato tema, dello stato dell’arte, delle tendenze più innovative delle ricerche sull’argomento. Per le opere letterarie saranno presenti gli autori classici e quelli contemporanei, sia in edizione originale che nelle migliori traduzioni nelle principali lingue. L’obiettivo ovviamente non deve essere quello di acquistare tutto su tutto, né di inseguire la produzione scientifica nei vari ambiti di specializzazione, bensì quello di fare alta divulgazione assicurando la documentazione dello stato delle conoscenze in un determinato settore, fornendo poi gli strumenti bibliografici e di localizzazione per chi voglia condurre presso altre biblioteche le sue ricerche specialistiche. Vi saranno poi delle sale di lettura, destinate prevalentemente agli studenti per lo studio individuale (anche di libri propri), in cui saranno collocati 1000 volumi di consultazione generale.
2.5. Servizi multimediali Come si è detto, i documenti multimediali e, ovviamente, le attrezzature per il loro utilizzo, in genere troveranno posto nelle varie sezioni della biblioteca e non saranno concentrati, quindi, solo in uno spazio apposito. La sezione multimediale alla quale qui ci si riferisce ospiterà prevalentemente documenti audiovisivi (sonori, videocassette, videodischi ecc.), ma anche documenti cartacei, relativi alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo, all’informazione radiotelevisiva (con postazioni attrezzate per la ricezione di canali satellitari di intrattenimento, informativi e tematici). Essa (prevista per almeno 50.000 documenti audiovisivi e 10.000 documenti cartacei di supporto) sarà attrezzata per la consultazione individuale, per la consultazione di gruppo, per attività di laboratorio, per l’organizzazione di gruppi di ascolto. Sarà dotata di sala per prove e registrazioni, di locali per la riproduzione dei documenti audiovisivi ecc. e di una sala attrezzata per la realtà virtuale e proiezioni tridimensionali. Lo scopo è quello di fare di questa sezione un "mediaforum", luogo di presentazione e discussione sull’arte e la cultura dei nuovi media e dell’electronic publishing, in cui si possano organizzare conferenze e workshop, punto di incontro fra i produttori e la grande utenza dei media elettronici. Questa sezione, quindi, sarà fortemente orientata all’attualità e funzionale all’uso del documento multimediale (per consentire, ad esempio, ad una gruppo di amici di visionare insieme un film o registrare un CD o un’audiocassetta), mentre nelle sezioni a scaffale aperto saranno presenti i materiali da utilizzare in prevalenza per lo studio del cinema, della musica ecc.
2.6. Servizi e sezioni speciali I moduli e servizi speciali ai quali ora si farà riferimento si caratterizzano per il fatto di essere rivolti a particolari categorie di utenti, di ospitare materiale specialistico oppure di limitarsi a particolari supporti. Non si tratta quindi di un’offerta accessoria o "periferica", ma, viceversa, di settori ai quali la BEIC dedicherà uno specifico interesse, accanto all’offerta di tipo generalista allestita nei settori passati in rassegna finora. Coerentemente con quanto sopra indicato, non esisterà una sezione periodici, intesa in senso tradizionale, perché i periodici "speciali" che si propongono di approfondire solo determinate materie saranno collocati nelle diverse aree disciplinari. Verrà realizzata solo una emeroteca dotata di 300 testate di quotidiani, periodici di informazione e cultura generale, sia su supporto cartaceo che digitale. Un altro modulo di grande rilevanza, è quello destinato ai ragazzi, agli adolescenti e ai giovani. Nello Stralcio viene data per acquisita l’esigenza di prevedere spazi così articolati:
Altre sezioni della BEIC e altri moduli riguarderanno specifici servizi o saranno destinati ad ospitare biblioteche specializzate. La via attraverso la quale si possono individuare questi settori da coltivare con particolare attenzione può essere duplice: da una parte pensare all’accorpamento di importanti biblioteche preesistenti che per diversi motivi vivano una vita precaria e non abbiano altre e certe prospettive di sviluppo se non addirittura di sopravvivenza (per queste biblioteche andrebbe trovata una soluzione che ne salvaguardi comunque l’identità), dall’altra pensare di incrementare quei settori tematici che corrispondano in modo peculiare alle vocazioni della città di Milano e della Lombardia, e che al momento risultino in tutto o in parte trascurati da altre istituzioni bibliotecarie.
2.7. Riepilogo della dotazione documentaria Lo Stralcio del progetto biblioteconomico prevede complessivamente la seguente dotazione documentaria a scaffale aperto:
La capienza prevista per il magazzino di conservazione è di circa 3.500.000 volumi.
Cap. 3. Politica delle collezioni All’interno della BEIC la politica delle collezioni sarà il risultato di un progetto ben definito, gestito attraverso un lavoro sistematico, affidato ad équipes di bibliotecari esperti e di consulenti, sottoposto ad un continuo monitoraggio. Dagli elaborati progettuali su cui si fonda l’ipotesi culturale della BEIC vengono estratti gli elementi-chiave per dichiarare la "missione" affidata alla politica delle collezioni, "goals ed obiettivi" della biblioteca, in modo da costituire le solide basi su cui progettare il tipo e il livello delle raccolte documentarie da proporre per la BEIC al momento della sua costituzione, e delle politiche di acquisto che si prescrivono per il futuro. Si tratta di un’attività molto impegnativa. Le caratteristiche del sapere contemporaneo e la necessità per la BEIC di intercettare le complesse necessità di chi deve orientarsi di fronte ad una produzione sempre più vasta dal punto di vista quantitativo, sempre più variegata nelle forme e nei contenuti, sempre più facilmente deperibile e che invecchia sempre più rapidamente, comporta che nella biblioteca si radichi una teoria consapevole su cui fondare il metodo ed a cui ispirare le scelte in materia di politica di sviluppo delle raccolte.
3.1. La qualità delle collezioni Una struttura complessa e ambiziosa come la BEIC ha bisogno di progettare e realizzare con metodo e rigore le sue collezioni, ma ha la necessità al tempo stesso di non trasformare questo "nodo" in una "questione erudita", privandola della sua essenza prevalentemente biblioteconomica. Il peso specifico che la politica delle acquisizioni riveste è solo in parte legata alla quantità di risorse destinata a tale scopo, e si prevede che la BEIC investa molto in questa funzione, ma dipende principalmente dalla consapevolezza con cui questa attività verrà perseguita. Infatti, se si vuole partire correttamente dalle condizioni che una biblioteca deve rispettare per adempiere i propri fini istituzionali, ed individuandole nella necessità di rispondere alle esigenze di documenti e di informazioni della sua utenza e nella necessità di rendere accessibili tali risorse attraverso la mediazione catalografica e informativa, la qualità e il valore della BEIC dipenderanno da quanto e da come queste condizioni saranno soddisfatte. La "capacità di risposta" della BEIC dipenderà dalla direzione che verrà impressa allo sviluppo delle risorse e dei servizi, considerati unitariamente. Va in primo luogo ricomposta una dicotomia spesso presente nella cultura biblioteconomica italiana: occorre considerare che il processo di collection management investe l’intero ciclo gestionale del "sistema biblioteca", a partire dalla fase di definizione degli obiettivi, passando poi a quella che lo riguarda solo apparentemente più da vicino, vale a dire la fase della scelta del materiale da acquisire, e coinvolgendo via via tutti gli altri momenti, come quello del trattamento fisico e catalografico del materiale, quello del monitoraggio sull’uso delle collezioni da parte degli utenti. Tanti altri sono i temi coinvolti, più o meno direttamente: dalla scelta dei criteri di collocazione e ordinamento alla individuazione di un sistema di classificazione bibliografica che favorisca il rapporto fra utenti e documenti, dalla gestione dello spazio alle politiche di conservazione e sicurezza, dall’atteggiamento con cui affrontare il dilemma possesso/accesso alla regolamentazione dei servizi di riproduzione e prestito, e altro ancora. A tali complesse questioni si cerca di dare una prima risposta col presente documento. Pertanto, come si può intuire da quanto è stato detto finora, il problema della qualità delle collezioni non è tanto legato alla qualità intrinseca dei documenti che verranno acquistati, né alle dimensioni delle raccolte, ma alla coerenza con cui la politica di sviluppo delle collezioni aderirà alla mission della BEIC. Risulta evidente, infatti, che dallo sviluppo e dall’organizzazione delle collezioni – e cioè dall’attività di selezione, acquisizione e revisione – la BEIC trarrà gli elementi per inserirsi in modo incisivo nei processi di circolazione del sapere e che da qui essa trarrà uno dei connotati essenziali della propria identità, mostrandosi capace di soddisfare i bisogni del bacino d’utenza al quale si rivolge.
3.2. Responsabilità e organigramma funzionale Per i motivi sopra illustrati la responsabilità delle collezioni è inscindibile dalle responsabilità tecnico-biblioteconomiche e va saldamente ancorata allo staff professionale. La cultura professionale del bibliotecario addetto alla gestione delle collezioni è la migliore garanzia di una sintesi tra esigenze di servizio e politica delle acquisizioni. I responsabili dei dipartimenti e delle diverse sezioni cureranno tutti gli aspetti del servizio: dalla progettazione all’erogazione del servizio stesso, dalle acquisizioni alla circolazione dei documenti, e così via. Pertanto, la politica delle accessioni sarà decentrata al massimo, anche se dovrà inserirsi in un progetto complessivo organico e unitario. Anche se è prevedibile che chi si occuperà degli acquisti avrà bisogno di avvalersi di consulenti e specialisti nei vari ambiti disciplinari, bisognerà fare molta attenzione a non ribaltare i livelli di responsabilità, proprio se si vuole evitare di spostare i criteri di scelta solo sul valore intrinseco del singolo documento. La scelta andrà affidata invece a un mix di giudizi che dovranno riuscire a individuare il valore bibliologico (valore dell’oggetto libro nella sua forma e nella sua entità fisica), bibliografico (valore di relazione di un documento rispetto allo stato delle conoscenze e alla produzione editoriale in una determinata area di soggetto) e biblioteconomico (valore del documento rispetto alle finalità della BEIC e alle sue collezioni pregresse, ponendo in risalto all’apporto che esso potrà dare al miglioramento della "capacità di risposta" della biblioteca rispetto ai bisogni informativi e culturali dei suoi utenti) dei documenti. Il giudizio globale che deriverà dalla combinazione di queste diverse valutazioni e conferirà oggettività alle operazioni di scelta. È per questi motivi che la responsabilità della scelta compete al "bibliotecario/bibliografo": soltanto questa figura, infatti, può, utilizzando a fini biblioteconomici anche gli strumenti della bibliografia, aggiungere alle valutazioni critiche degli esperti le sue specifiche valutazioni, che attengono proprio alla sfera di cui qui si sta discutendo: vale a dire la funzione di un determinato documento all’interno delle raccolte della BEIC, in relazione alle sue finalità. La delicatezza del compito richiede che allo sviluppo delle collezioni sia preposta una figura con una notevole rilevanza nell’organigramma della biblioteca. Anche se la gestione delle collezioni sarà materialmente demandata ai dipartimenti e alle diverse sezioni della BEIC, è opportuno che venga costituito un apposito ufficio di coordinamento (con funzioni definibili come funzioni "di ricerca e sviluppo"), per il quale si propone il seguente organico:
3.3. La "carta delle collezioni" La BEIC elaborerà una sua "carta delle collezioni", di cui il presente documento vuole essere una premessa, se verrà ritenuta valida da chi avrà la responsabilità gestionale della biblioteca. La necessità di programmare la fisionomia e la crescita di una raccolta con consapevolezza e ad ampio raggio è comune a tutte le biblioteche, a prescindere dalle loro caratteristiche e dimensioni, ma è ancor più stringente in quelle strutture che dispongono di budget cospicui e che sono chiamate a soddisfare esigenze variegate, come la BEIC. Nella stesura di un documento di policy statement verrà formalizzata la politica degli acquisti, in modo da esplicitare e comunicare – a tutto lo staff, agli utenti, agli amministratori e finanziatori della BEIC, agli enti con i quali essa stipulerà un contratto di servizio, alle altre biblioteche con cui si intratterranno rapporti di cooperazione – gli obiettivi di tale politica, le priorità che si intendono perseguire, il livello di approfondimento nelle varie aree tematiche che si ritiene di dover garantire, i criteri che si intendono adottare per la selezione del materiale, e così via. Lo "statuto" delle collezioni non è solo una dichiarazione di principi ma uno strumento quotidiano di lavoro e la sua concreta applicazione ha le seguenti funzioni:
In questo senso, la "carta delle collezioni" può essere intesa anche come un documento complementare alla "carta dei servizi". Infatti in quest’ultimo documento, che va inteso come una carta dei diritti degli utenti, vanno dichiarati gli impegni che la BEIC pensa di poter assumere nei confronti del suo pubblico: per esempio, è necessario dichiarare in modo esplicito l’atteggiamento che la biblioteca assumerà rispetto alle proposte d’acquisto formulate dai lettori, e inoltre andranno fissati anche alcuni standard di qualità che la biblioteca si impegna a rispettare (tempi medi tra la data di pubblicazione e la data di acquisizione, tempi assegnati ai partner commerciali per la fornitura, tempi di trattamento catalografico, accessibilità e disponibilità ecc.). La carta delle collezioni della BEIC includerà
Il presente documento, avendo lo scopo principale di indicare il livello qualitativo e quantitativo di copertura delle diverse aree di soggetto, soddisfa gran parte di tali esigenze iniziali. Esso andrà integrato, nel caso in cui si deciderà di trasferire all’interno della BEIC collezioni già esistenti, al momento possedute da altre biblioteche milanesi e lombarde. L’eventuale acquisizione di intere collezioni, provenienti da privati o da istituti, consentirà di dare profondità alle collezioni della BEIC in un alcuni settori, al di là di ciò che è possibile fare sul mercato librario con quanto è attualmente in commercio: si potranno arricchire le raccolte anche dal punto di vista retrospettivo e raggiungere un maggiore livello di completezza. Al momento dell’apertura della BEIC andrà effettuata una verifica, allo scopo di valutare quanto del programma di sviluppo qui delineato sarà stato realizzato.
La definizione di una politica di sviluppo a regime è in parte anticipata nel presente documento, laddove si forniscono indicazioni sul fabbisogno corrente e sulle necessità di aggiornamento. Alcune questioni sono ancora da definire, in quanto soggette a decisioni al momento non ancora maturate, come ad esempio quelle relative a una possibile devolution del deposito obbligatorio per le edizioni lombarde dalle strutture statali a favore della Regione. Infatti, la tendenza complessiva ad un alleggerimento delle funzioni esercitate direttamente dallo Stato e ad generale decentramento, può far ipotizzare che il Ministero per i beni e le attività culturali mantenga per sé solo il deposito obbligatorio a livello nazionale per le due biblioteche centrali di Roma e Firenze, mentre in molti casi si punti a creare a livello regionale raccolte complete della produzione editoriale locale, concentrata presso la principale biblioteca esistente presso il territorio regionale. Viceversa, se non verranno introdotte modifiche di carattere normativo, si può ipotizzare che, anche per venire incontro ai seri problemi di spazio che affliggono attualmente la Biblioteca nazionale Braidense, venga stipulato un contratto di servizio che, pur lasciando al Ministero e quindi alla Braidense la titolarità dell’esemplare d’obbligo, affidi alla BEIC il compito della gestione e della conservazione fisica dei documenti. Questa collaborazione rientrerebbe nelle politiche di integrazione e razionalizzazione dell’intero "sistema" delle collezioni delle biblioteche lombarde.
3.4. Procedure di acquisizione Non è compito di questa fase progettuale entrare nel merito di attività procedurali che attengono alle responsabilità gestionali che a suo tempo verranno individuate per la BEIC e su cui sta lavorando un apposito gruppo di lavoro. A puro titolo indicativo e in sede preliminare, è però opportuno fornire qualche opzione di massima. Una descrizione standardizzata della procedura di acquisizione è al momento prematura e andrà effettuata alla luce delle scelte che saranno compiute in materia di organizzazione del lavoro. A titolo esemplificativo, si può ipotizzare la seguente descrizione di questa linea di attività. Proposte di acquisizioni
Controlli
Valutazioni e decisioni
Inserimento dei dati nell’archivio degli ordini Ordinazione
Variazione, sollecito e sospensione degli ordini in corso
Ricezione del materiale
Inventariazione
Smistamento
Raccolta dei dati a fini statistici e valutativi Le dimensioni delle collezioni della BEIC e i notevoli ritmi di incremento che sono stati previsti, richiedono l’individuazione di procedure di acquisizione molto agili ed efficaci, che facilitino i rapporti con i fornitori. L’efficacia della politica degli acquisti dipende in gran parte anche dalla collaborazione fra la biblioteca ed i suoi partner, con i quali si possono concordare preventivamente criteri sistematici di fornitura di informazioni e di documenti, basati sulla definizione di profili molto precisi, fino ad arrivare all’emissione di ordini permanenti (opere in più volumi, pubblicazione in serie) e a selezionare preventivamente intere collane e la produzione corrente di alcune case editrici o in determinati soggetti e settori disciplinari, che il libraio invierà direttamente alla biblioteca sulla base degli accordi presi.
3.4.1. La metodologia "approval plan" Con i partner commerciali si possono concordare preventivamente criteri sistematici di fornitura di informazioni e di documenti, basati sulla definizione di profili molto precisi, fino ad arrivare all’emissione di ordini permanenti (opere in più volumi, pubblicazione in serie) e a selezionare preventivamente intere collane e la produzione corrente di alcune case editrici o in determinati soggetti e settori disciplinari, che il libraio invierà direttamente alla biblioteca sulla base degli accordi presi. L’Approval Plan designa ad un tempo una modalità di acquisizione e una politica di sviluppo del patrimonio bibliotecario. Si tratta di un metodo adottato negli USA da oltre due decenni e che più recentemente ha trovato diffusione presso le biblioteche europee. Il principio di fondo che sostiene tale metodologia è quello di sostituire al flusso incrementale (cioè passivamente dipendente da scelte passate, non sempre ben calibrate sulle complesse esigenze degli utenti) o addirittura arbitrario di ordinativi (solitamente originato dalla biblioteca sulla base delle decisioni di bibliotecari o della somma delle decisioni di responsabili scientifici o di altri utenti privilegiati), un flusso di monografie con caratteri di automatismo e di sistematicità, originato da un profilo di pertinenza accuratamente determinato e comunicato ai fornitori. È molto importante selezionare i fornitori in base a criteri rigorosi e monitorarne le prestazioni. In questo caso potranno essere di grande aiuto alcuni sottoprodotti delle funzioni automatizzate ed in particolare le statistiche attraverso le quali ricostruire le performance dei vari partner commerciali della BEIC: incrociando i dati sui tempi medi di consegna, sul numero di solleciti e reclami che si sono resi necessari, sugli ordini inevasi, con quelli dei diversi fornitori, è possibile non solo decidere se in alcuni casi conviene troncare qualsiasi rapporto di collaborazione, ma, in positivo e facendo così un lavoro ancora più utile, definire un profilo per ciascun fornitore. Per una biblioteca come la BEIC, che avrà un volume d’affari notevole, sarà molto utile monitorare i comportamenti dei librai presso i quali si servirà abitualmente, in modo da poter sfruttare le informazioni sui rapporti intercorsi e contrattare anche condizioni migliori.
3.4.2. Procedure di "teleordering" Di grande utilità può essere l’adozione di procedure automatizzate attraverso le quali gestire le transazioni con i partner commerciali. La telamatica consente ai clienti delle principali librerie commissionarie ed agenzie di distribuzione di connettersi direttamente per la ricerca in linea dei titoli disponibili, per l’inoltro di ordini e solleciti, per altre verifiche. La Comunità europea ha finanziato e incoraggiato studi e progetti finalizzati alla messa a punto e sperimentazione di formati e protocolli per le transazioni commerciali fra librai e biblioteche, attraverso cui veicolare lo scambio di ordini, fatture e dati amministrativi. Per le attività di teleordering è stato elaborato da tempo un apposito standard, lo standard EDI (Electronic Data Interchange): si tratta di un sistema di scambio di messaggi commerciali strutturati che avviene direttamente tra sistemi informativi. Con questo sistema il flusso informativo diretto tra fornitore e cliente avviene in modalità telematica (utilizzando cioè la rete, anticipando quello che oggi va sotto il nome di commercio elettronico).
3.5. Revisione e svecchiamento Per mantenere costantemente elevata la qualità delle sue collezioni, e per offrire ai propri utenti una collezione sempre aggiornata, la BEIC le sottoporrà ad un costante lavoro di verifica e svecchiamento. La revisione è una delle fasi di cui si compone l’attività di gestione delle collezioni e non va concepita come un’operazione che si rende necessaria solo in casi di emergenza e per motivi di spazio. Infatti, accanto alla scelta del materiale da acquisire, non si può ignorare l’esigenza di un lavoro di revisione periodica, basato anche, ma non solo, sui dati relativi all’uso. Infatti, la procedura di revisione rientrerà nella normale prassi gestionale e verrà considerata una delle fasi della pianificazione dello sviluppo delle collezioni. Il fatto che la BEIC non avrà, almeno per alcuni anni, problemi di capienza sugli scaffali, non la esime dalla necessità di eliminare quelle pubblicazioni che risulteranno non più coerenti con la mission che il presente progetto ha voluto evidenziare. La biblioteca intende soddisfare esigenze di informazione corrente, che richiedono un patrimonio sempre aggiornato, ed esigenze di ricerca, che invece rendono necessaria anche una maggiore profondità "storica" delle collezioni. Pertanto, nelle diverse sezioni della BEIC si applicheranno parametri diversi per valutare l’opportunità di trasferire a magazzino o di eliminare del tutto alcune pubblicazioni non più funzionali agli obiettivi di servizio che la biblioteca si è dati. I responsabili della gestione delle collezioni produrranno un protocollo che formalizzi i principi cui ispirarsi. Tale metodologia dovrà tenere conto
In base a questi parametri è possibile indicare – per ciascuna delle aree di soggetto – la soglia oltre la quale una edizione è candidata all’eliminazione: ad esempio, per la psicologia si può pensare che un volume che abbia più di 10 anni, che non sia andato in prestito da almeno 3 anni, e che sia affetto da uno dei fattori negativi sopra indicati, possa essere scartato. Per ciascun ambito, inoltre, si può tenere conto di alcune annotazioni, che suggeriscono accorgimenti particolari o deroghe ai parametri di tempo in alcuni casi specifici (un esempio può essere questo: rispetto ad altri settori della scienza medica, per le opere di anatomia e di fisiologia i parametri temporali possono essere applicati meno rigidamente, perché si tratta di campi nei quali il tasso di obsolescenza è inferiore alla media degli altri volumi di medicina), oppure di fare eccezioni per alcune tematiche (il materiale cronachistico o polemico va eliminato quando cala l’attenzione rispetto alle questioni trattate) o tipologie di documenti (i manuali tecnici vanno conservati fino a quando sono ancora in circolazione i prodotti ai quali si riferiscono). In linea di massima, l’invecchiamento di un’opera sarà maggiore non solo per quei campi in cui lo sviluppo scientifico e tecnologico è più rapido, ma anche se essa contiene dati effimeri (come prezzi, quotazioni e altri dati economici e statistici) e se si tratta di un pre print che anticipa qualcosa che può essere espresso in forma più dettagliata nella pubblicazione definitiva, mentre sarà minore nei casi in cui l’opera abbia un carattere teorico, descrittivo, definitorio, metodologico, critico, storiografico. Lo schema che segue, pensato essenzialmente per il materiale di uso corrente collocato nel settore d’ingresso e nelle sezioni dipartimentali, può fungere da traccia per una revisione del patrimonio librario, anche se le segnalazioni riferite agli anni sono da intendersi per il momento come puramente indicative, poiché solo dopo qualche anno dall’apertura la BEIC potrà tarare il limite di scadenza oltre il quale trasferire un volume nel magazzino o eliminarlo, prendendo come riferimento la tipologia di utenza e le relative esigenze, il fabbisogno di spazio nelle sale a scaffale aperto dei dipartimenti ed il ritmo delle nuove acquisizioni. Nella prima colonna sono indicate le classi o i gruppi di classi della cdd; la seconda colonna riporta l’età oltre la quale un volume andrebbe sottoposto ad una prima revisione; la terza colonna indica il numero di anni trascorsi dall’ultima richiesta oltre il quale dovrebbe "suonare un campanello d’allarme"; alcune osservazioni aggiuntive sono incluse nella colonna delle note. I volumi che non riescono a passare attraverso uno o più di questi filtri potrebbero non "superare" la revisione. Naturalmente, questo tipo di revisione non si applica ai classici e alle sezioni di consultazione propedeutiche dei dipartimenti, per le quali prevarranno criteri di aggiornamento diversi.
Come si può vedere, i parametri mutano in relazione alle diverse aree disciplinari e al differente tasso di obsolescenza che caratterizza il materiale, ma possono anche essere adottati con una certa flessibilità: col passare del tempo, a mano a mano che il patrimonio comincerà a invecchiare, si potrà passare da una revisione "a maglie larghe" a una prassi più stringente e severa.
Cap. 4. Criteri per lo sviluppo e il dimensionamento delle collezioni Si può riprendere qui quanto è stato già accennato nel paragrafo relativo alla "carta delle collezioni", entrando più nel dettaglio, in modo da illustrare anche la metodologia che è stata utilizzata per la stesura del presente Progetto delle collezioni. Si è già detto che la carta delle collezioni assume una funzione di raccordo tra gli obiettivi generali della politica documentaria della BEIC e le ipotesi di servizio alle quali si ispira la vita della biblioteca. In questa fase, quindi, all’interno dell’analisi di fattibilità e della progettazione complessiva della struttura si è ritenuto doveroso dedicare ampio spazio al Progetto delle collezioni, che però non va inteso come un documento "chiuso" e "definitivo", bensì come un contributo a chi avrà poi la responsabilità di impiantare la BEIC. In futuro, il documento andrà sottoposto ad un costante lavoro di aggiornamento e revisione (preferibilmente con cadenza quinquennale, anche alla luce di una valutazione della soddisfazione degli utenti). Esso sarà il risultato di una elaborazione collettiva, concertata con chi porta la responsabilità politica di una supervisione sulla biblioteca (la Fondazione e gli Enti che finanzieranno la BEIC) e sottoposto alla loro approvazione, e infine portato a conoscenza del pubblico e delle strutture con cui la biblioteca interagisce, affinché l’utenza reale e potenziale sia in grado di valutare fino a che punto si riconosce negli obiettivi della biblioteca. Sulla base:
è possibile delineare analiticamente i connotati delle collezioni, definendo le caratteristiche delle collezioni e delle relative politiche di sviluppo, articolandole per le diverse aree di soggetto. 4.1. Metodologia adottata Prendendo a modello la metodologia usata per il progetto Conspectus, ed adattandola alle esigenze specifiche della BEIC, si può valutare per ciascun campo del sapere se la consistenza della raccolta iniziale e l’impegno da mettere nelle acquisizioni correnti corrispondano a una raccolta esaustiva, a una raccolta adeguata ai bisogni della ricerca, o a un livello di sostegno all’istruzione, a un livello di documentazione di base, a un livello minimale o se addirittura la biblioteca possa decidere di non possedere materiale in quel determinato settore. Questa qualificazione della copertura bibliografica va integrata con la valutazione della copertura per aree linguistiche e geografiche, periodi cronologici, tipologie di materiale – ad esempio monografie, periodici, giornali, microforme, manoscritti, pubblicazioni ufficiali, audiovisivi ecc. –. La metodologia Conspectus può essere brevemente illustrata nel modo seguente. Il progetto parte nel 1978 negli Stati Uniti per iniziativa del Research Library Group (RLG), allo scopo di creare una mappa delle collezioni delle principali biblioteche di ricerca, per favorirne la condivisione e lo sviluppo coordinato. Ai nostri fini è interessante la codifica che la metodologia Conspectus ha messo a punto per descrivere il livello di copertura bibliografica di una determinata area disciplinare (a partire dalla classificazione della Library of Congress sono state individuate 24 suddivisioni, articolate in 7000 soggetti). Per ciascuna di queste partizioni va indicato un codice standard di tipo numerico, sia per la consistenza della collezione (ECS: Existing Collection Strenght), che per l’impegno messo nelle acquisizioni correnti (CCI: Current Collecting Intensity). Ovviamente, nel nostro caso, per i primi anni le due codifiche potranno coincidere, per differenziarsi poi una volta completata l’acquisizione della documentazione iniziale, in relazione alle scelte di maggiore o minore approfondimento di determinati settori del sapere. Sulla base dell’universo delle pubblicazioni disponibili su qualsiasi supporto (nel nostro caso si possono utilizzare bibliografie di riferimento, bibliografie nazionali, cataloghi di grandi biblioteche ecc.), si determinano i livelli di copertura che la biblioteca intende garantire:
Accanto a questa classificazione della consistenza, è prevista un’altra codifica, relativa alla copertura linguistica e con la quale si indicano le priorità ed i limiti della politica degli acquisti:
Per descrivere il progetto delle collezioni della BEIC è stata adottata, con ulteriori aggiornamenti e adattamenti, una variante della codifica Conspectus messa a punto ed utilizzata dal Washington Library Network per le esigenze delle biblioteche pubbliche (cioè per collezioni che non mirano prevalentemente a sostenere ricerche approfondite di livello universitario). Infatti, le definizioni dei valori numerici di Conspectus, applicabili uniformemente a tutti i soggetti, sono state rivedute nel 1996 e nel 1997 sotto gli auspici del Research Libraries Group (RLG), dell'Association of Research Libraries (ARL) e del Washington Library Network (WLN). Le definizioni rivedute degli indicatori riflettono la natura mutevole delle collezioni in ambiente elettronico e le esigenze dei formati non a stampa, per esempio ai multimediali. Con gli indicatori o codici di profondità di Conspectus, la costruzione e la gestione delle collezioni BEIC sarà quindi caratterizzata, da tre punti di vista differenti:
La variante WLN prevede la seguente codifica: Brief Definitions for Collection Code Indicators
NA = Not Assessed 0 = Out of Scope 1 = Minimal Level 1a = Minimal Uneven Coverage 1b = Minimal Even Coverage 2 = Basic Information Level 2a = Basic Information Introductory 2b = Basic Information Advanced 3 = Study or Instructional Support Level 3a = Basic Study 3b = Intermediate Study 3c = Advanced Study 4 = Research Level 5 = Comprehensive Level Gli indicatori di profondità della collezione rappresentano un continuum, dal livello "Informazione di base" fino al livello "Ricerca". La loro gradazione non è però uniforme, dato che la differenza fra un livello e il successivo può essere misurata sia in termini di quantità sia di qualità e il volume di materiale necessario per salire da un livello al successivo aumenta fortemente quanto più si avanza di grado. Nella maggioranza dei casi, il livello successivo comprende gli elementi, i formati e le caratteristiche dei livelli precedenti. Questo significa che una collezione di livello Ricerca contiene non solo gli elementi della definizione di livello Ricerca, ma anche gli elementi di ciascuno dei livelli precedenti - Informazione di base (1), Studio (2) e Supporto didattico (3). Le definizioni del presente documento si rifanno al modello Conspectus di WLN comprendenti suddivisioni per un totale di 13 indicatori di profondità di collezione, più il livello NA = Not Assessed. Il modello WLN Washington Library Network è meglio adattabile alle peculiarità della BEIC in quanto pone ulteriori distinzioni e chiarimenti che il modello RLG Research Libraries Group non specifica. Gli indicatori fondamentali di profondità di collezione forniscono le definizioni-ombrello generali e le suddivisioni della WLN producono ulteriori distinzioni che sono comunque coerenti con la struttura più larga RLG.
4.1.1. Applicabilità degli indicatori per particolari tipologie di materiale Per il materiale multimediale e per le risorse elettroniche si presentano particolari problemi di applicabilità del modello proposto:
4.1.2. Indicatori di profondità delle collezioni Sulla base di quanto previsto dal modello WLN, è ora possibile definire il valore che si intende attribuire agli indicatori di profondità. NA. Not Assessed [NON CONSIDERATO] 0. FUORI TEMA [NON PERTINENTE] La biblioteca di proposito non raccoglie materiale di qualsiasi formato in quest’area di soggetto 1. LIVELLO MINIMO D'INFORMAZIONE Collezioni che servono ricerche minime su questo soggetto e che comprendono una collezione molto limitata di risorse generali, comprendente monografie e opere di orientamento. Non si raccolgono periodici che trattano direttamente quest'area tematica e risorse elettroniche di informazione approfondita. La collezione dovrebbe essere frequentemente e sistematicamente revisionata in funzione dell'attualità dell'informazione. Dovrebbero essere ritirate le edizioni obsolete e i titoli contenti informazione non aggiornata. Materiali classici o standard retrospettivi possono essere mantenuti. 1a. LIVELLO D'INFORMAZIONE MINIMO, COPERTURA DISEGUALE - Poche selezioni e una rappresentazione non sistematica del soggetto - Serve esigenze limitate e specifiche - Aggiornato sistematicamente, anche se la copertura è limitata 1b. LIVELLO D'INFORMAZIONE MINIMO, COPERTURA FOCALIZZATA - Poche selezioni, ma una rappresentazione sistematica del soggetto - Comprende autori fondamentali, alcune opere di rilevanza centrale e un ventaglio di punti di vista - Costantemente aggiornato 2. LIVELLO D'INFORMAZIONE DI BASE Collezioni che introducono e definiscono un soggetto, indicano diverse specie di informazione disponibili altrove, e rispondono alle esigenze di utenti generali di biblioteca fino al primo biennio universitario, comprendono:
La collezione dovrebbe essere frequentemente e sistematicamente riveduta in funzione dell'attualità dell'informazione. Dovrebbero essere ritirate le edizioni obsolete e i titoli contenti informazione non aggiornata. Materiale classico o standard può essere mantenuto. 2a. LIVELLO D'INFORMAZIONE DI BASE, INTRODUTTIVO Collezioni limitate di monografie di introduzione e strumenti di orientamento che comprendono: - Opere esplicative di base - Storie dello sviluppo della materia - Opere generali sull'area e sulle sue personalità rilevanti - Enciclopedie generali, indici di periodici e fonti statistiche Questa collezione basta a soddisfare le ricerche di utenti e studenti fino alla scuola media superiore, che cercano informazioni generali su un soggetto. 2b. LIVELLO D'INFORMAZIONE DI BASE, AVANZATO Collezioni di periodici generali e uno spiegamento più esteso e più approfondito di monografie introduttive e strumenti di orientamento che comprendono:
Questa collezione basta a soddisfare le esigenze di lettura e informazione di un pubblico generico istruito e di studenti fino al primo biennio universitario. 3. STUDIO O SUPPORTO DIDATTICO Collezioni che forniscono informazione su un soggetto in modo sistematico, ma ad un livello di intensità inferiore alla ricerca e rispondono alle esigenze di utenti generici di biblioteca fino al primo ciclo e all'inizio del secondo ciclo universitario, comprendono: - Un'ampia collezione di monografie e opere di orientamento generali e monografie e opere di orientamento specialistiche selezionate - Un'ampia collezione di periodici generali e una collezione rappresentativa di periodici specialistici - Collezioni limitate di materiali adeguati in lingue diverse dalla lingua principale della collezione e del paese, per esempio, materiali per aiutare l'apprendimento di una lingua a parlanti che non sono di quella madrelingua, o letteratura in lingua originale, come la poesia tedesca in tedesco o la storia spagnola in spagnolo. - Collezioni estese delle opere di autori ben noti e selezioni dalle opere di autori meno noti - Accesso definito a un'ampia collezione di risorse elettroniche, quali strumenti bibliografici, testi, raccolte di dati, periodici, ecc., possedute o ad accesso remoto. La collezione dovrebbe essere sistematicamente riveduta in funzione dell'attualità dell'informazione e per assicurarsi che sia mantenuta l'informazione essenziale e importante, comprese quantità significative di materiali retrospettivi. 3a. LIVELLO DI STUDIO O DI SUPPORTO DIDATTICO DI BASE Risorse adeguate a acquisire e aggiornare le conoscenze sulle aree tematiche principali della materia, che comprendono: - Un'alta percentuale della letteratura più importante o delle opere centrali nel campo - Un'ampia collezione di monografie generali e opere di orientamento - Un'ampia collezione di periodici generali e di repertori bibliografici e di abstract - Materiali diversi da quelli nella lingua principale della collezione, sono limitati a materiali per l'apprendimento della lingua per parlanti che non sono di quella madrelingua e autori significativi in lingua originale, principalmente per l'apprendimento della lingua - Accesso definito alle risorse elettroniche adeguate Questa collezione serve ai corsi universitari di secondo livello, così come alle esigenze di studio indipendente dei cittadini che portano avanti in permanenza attivià di studio e apprendimento. 3b. LIVELLO DI STUDIO O DI SUPPORTO DIDATTICO INTERMEDIO Risorse adeguate a acquisire e aggiornare le conoscenze sulle aree tematiche più specializzate della materia, che forniscono una copertura più comprensiva del soggetto con uno spiegamento più esteso e più approfondito di materiali che comprende: - Un'alta percentuale della letteratura più importante o delle opere centrali nel campo, comprese risorse retrospettive - Un'ampia collezione di monografie e opere di orientamento generali e monografie e strumenti di orientamento specialistici selezionati - Un'ampia collezione di periodici generali e una collezione rappresentativa di periodici specialistici e di repertori bibliografici e di abstract - Un'ampia selezione di risorse in altre lingue, compresi autori ben noti in lingua originale - Accesso definito a un largo spettro di risorse elettroniche specialistiche Questa collezione serve ai corsi universitari predottorato. 3c. LIVELLO DI STUDIO O DI SUPPORTO DIDATTICO AVANZATO Risorse adeguate a acquisire e aggiornare le conoscenze su tutti gli aspetti dell'area tematica, che sono più ampie del livello intermedio ma meno di quelle necessarie per ricerche a livello di dottorato o indipendenti, che comprendono: - Una collezione pressoché completa di opere fondamentali, comprendente numeri significativi di materiali e risorse significativi - Una collezione più estesa di opere specialistiche di autori meno noti, oltre alle opere degli autori principali - Un'ampia collezione di monografie generali e specialistiche e di opere di orientamento - Un'ampia collezione di periodici generali e specialistici e di repertori bibliografici e di abstract - Una selezione di risorse in altre lingue, compresi autori ben noti e una selezione di materiali specifici in lingua originale - Accesso definito a un largo spettro di risorse elettroniche specialistiche Questa collezione risponde a programmi a livello di diploma di master come pure a altre ricerche specialistiche. 4. LIVELLO DI RICERCA Collezioni che contengono le fonti pubblicate più importanti, richieste per studi di dottorato e ricerca indipendente, comprendono: - Una collezione molto ampia di monografie e opere di orientamento generali e specialistiche - Una collezione molto ampia di periodici generali e specialistici - Ampie collezioni di materiali in lingue diverse dalla lingua principale del paese e della collezione, con particolare riferimento alle lingue più rilevanti per la materia - Ampie collezioni delle opere di autori sia ben noti sia meno noti - Accesso definito a una collezione molto ampia di risorse elettroniche, quali strumenti bibliografici, testi, raccolte di dati, periodici, ecc., possedute o ad accesso remoto. Il materiale più vecchio è mantenuto e conservato sistematicamente per ricerche di tipo storico. 5. LIVELLO DI COMPLETEZZA Collezioni in un campo specificamente definito della conoscenza, che tendono all'esaustività per quanto ragionevolmente possibile (cioè, "collezioni speciali") in tutte le lingue e supporti, comprendono: - Collezioni esaustive di materiali pubblicati - Collezioni molto ampie di manoscritti - Collezioni molto ampie in tutti gli altri formati pertinenti Il materiale più vecchio è mantenuto e conservato sistematicamente per ricerche di tipo storico. Una collezione di livello comprensivo può coprire funzioni di risorsa nazionale o internazionale. 4.1.3. Indicatori di copertura linguistica Gli indicatori di copertura linguistica del modello WLN rappresentano un forte cambiamento rispetto a quelli inizialmente sviluppati per la versione RLG di Conspectus. Gli indicatori di lingua sono stati riveduti dal modello WLN in modo da poter essere utilizzati in molti paesi e culture diverse. Il progetto delle collezioni della BEIC si baserà sul modello WLN anche per questo tipo di indicatori. La copertura linguistica è strettamente collegata ai livelli di profondità della collezione. L'estensione della collezione nella lingua principale del paese e della biblioteca, come pure l'estensione di altre lingue nella collezione contribuisce a determinare l'indicatore di livello della collezione per ciascun segmento. La copertura linguistica qualifica e definisce in modo più dettagliato i livelli di collezione. Oltre alla lingua principale o predominante, una copertura linguistica diversificata è essenziale per le collezioni ai livelli 3, 4 e 5. Generalmente, quanto più alto è il livello di valutazione, tanto più allargata o estesa è la copertura linguistica aggiuntiva che ci si attende. Gli indicatori di lingua possono essere aggiunti agli indicatori di profondità di collezione per il livello della collezione, l'impegno d'acquisizione e gli scopi della collezione, quando sono appropriati. Di seguito i quattro indicatori linguistici proposti per le collezioni BEIC: P = Principale. Prevale nella collezione la lingua principale del paese. Materiali in altre lingue sono poco o niente affatto presenti. S = Selettivo. La collezione comprende materiali selezionati in altre lingue, in aggiunta a quelli nella lingua principale A = Ampio [in originale W = Wide]. È rappresentata un'ampia selezione di lingue X = Lingua diversa da P Il materiale è per la maggior parte in una lingua diversa da quella principale della biblioteca e del paese. Gli indicatori di lingua specificati qui sopra possono essere adattati alla maggioranza delle situazioni reali. Il campo delle osservazioni dovrebbe essere utilizzato per indicare quali lingue sono rappresentate oltre alla lingua principale. L'uso del campo delle osservazioni per questo scopo fornisce informazioni specifiche per chiarire l'uso di un codice di lingua diverso da "P" (Principale).
4.2. Schema descrittivo Su questa base è stato elaborato uno schema per descrivere gli obiettivi di copertura bibliografica che la BEIC si propone di raggiungere nei diversi ambiti. Tale scheda è stata utilizzata per il materiale periodico e monografico e per le sezioni dipartimentali, in cui andrà collocato gran parte del materiale della BEIC, mentre per altri settori (ad esempio, per il Mediaforum o per le sezioni di consultazione) le caratteristiche del materiale che verrà inserito nelle collezioni ha richiesto l’adozione di altri criteri. Si tratta di una scheda "narrativa", attraverso la quale descrivere per ciascuna area disciplinare le inclusioni e le esclusioni, il livello di approfondimento che ci si propone di raggiungere, la tipologia di bisogni e di destinatari ai quali ci si rivolge. Per il momento tale lavoro non può assolutamente dirsi concluso e viene qui presentato a livello di proposta. Lo schema che è stato adottato per la stesura del presente documento e che si propone di adottare a regime, quando la BEIC dovrà elaborare la sua "carta delle collezioni" è il seguente.
Nei capitoli che seguono vengono fornite indicazioni di dettaglio per tutti gli ambiti disciplinari e tipologici per cui ciò è già stato possibile allo stato attuale della progettazione. Non bisogna dimenticare, infatti, che siamo in una fase di analisi della fattibilità e non ancora di progettazione esecutiva. Spetterà poi ai responsabili della politica documentaria della BEIC accettare, rivedere, completare, integrare tali suggerimenti, in sede di stesura della "carta delle collezioni" vera e propria. Nella versione ufficiale e definitiva del documento, che verrà approntata dallo staff della BEIC quando dal presente progetto delle collezioni si passerà alla vera e propria carta delle collezioni, bisognerà soddisfare le seguenti esigenze:
4.3. Prime stime di costi Secondo quanto è previsto dalle proposte finora formulate e sulla base delle caratteristiche attuali dei prodotti editoriali e dei loro prezzi medi al momento in cui viene steso il presente studio di fattibilità, si possono ipotizzare alcune stime dei costi, che ovviamente andranno verificate e ricalibrate nel momento in cui si darà avvio concretamente alle acquisizioni. Negli anni che precederanno l’apertura al pubblico della BEIC, bisognerà cominciare ad acquistare dalle 50.000 alle 100.000 unità documentarie (il ritmo degli acquisti sarà condizionato dalla disponibilità di risorse finanziarie e umane e dagli spazi in cui organizzare il trattamento e lo stoccaggio del materiale). Negli anni successivi questo ritmo d’incremento potrà sicuramente rallentare, assestandosi, a seconda delle disponibilità, fra un minimo di 30.000 e un massimo di 50.000 unità documentarie all’anno. Si consideri che la BEIC dovrebbe acquisire gran parte delle novità editoriali (libri, giornali, riviste, audiovisivi) italiane, e la più significativa produzione straniera. Pertanto, un obiettivo di 50.000 acquisizioni annue appare congruo. Il prezzo medio di ciascun documento può essere stabilito sulla base di quelli che sono attualmente i costi medi sostenuti da biblioteche paragonabili alla BEIC, e quindi intorno ad un prezzo unitario di almeno 50.000 lire. Nei primi anni i costi unitari saranno senz’altro più elevati (verosimilmente intorno alle 90.000 lire a volume), dovendosi costituire una collezione di base di opere di consultazione, classici, testi fondamentali e altre opere piuttosto costose. Pertanto, senza considerare l’investimento straordinario iniziale, si può ipotizzare un fabbisogno a regime di almeno 2,5 miliardi per le monografie, che va ad aggiungersi al preventivo per i periodici di poco superiore a 1,5 miliardi (come analiticamente illustrato nel successivo capitolo 7). Risulta pertanto verosimile una stima del fabbisogno per acquisto documenti pari a circa 4,5 miliardi all’anno, al valore della lira nel giugno 2001.
Cap. 5. Sezioni di consultazione Il presente capitolo si pone l'obiettivo di definire i caratteri generali del servizio di consultazione che la BEIC dovrà offrire, di distinguere e precisare la fisionomia del servizio di consultazione generale e di quelli previsti all'interno delle aree dipartimentali, di ipotizzarne infine l'articolazione e le dimensioni. Solitamente la progettazione, la costruzione e l'organizzazione di un servizio di consultazione e di conseguenza l'allestimento del relativo apparato si fondano sull'analisi di molteplici elementi: la fisionomia della biblioteca che deve erogarlo, le caratteristiche delle sue collezioni, la tipologia di utenza a cui si rivolge o intende rivolgersi, il contesto istituzionale e territoriale in cui si inserisce. In questo lavoro di progettazione, sono di grande aiuto i dati sull’utenza pregressa e gli effetti di una stratificazione storica delle collezioni. Il caso della BEIC è reso più difficile dal fatto che si procede simultaneamente alla progettazione dell’intera biblioteca e dei suoi servizi. I punti di riferimento che si sono tenuti presenti sono stati unicamente i criteri generali per la formazione e lo sviluppo delle raccolte. È stato poi necessario delineare le caratteristiche essenziali del tipo di servizio prefigurato e costruire griglie dettagliate, che facessero emergere, in modo sintetico, ma chiaro, struttura e contenuto degli apparati di consultazione generale e dipartimentali, che dovrebbero costituire il fulcro attorno al quale costruire il servizio. A causa delle difficoltà sopra esposte e in considerazione della rapida evoluzione che i materiali di consultazione stanno subendo, transitando dal supporto cartaceo a quello digitale, non è stato possibile effettuare credibili previsioni in merito ai costi di impianto delle sezioni di consultazione. 5.1. Ruolo e fisionomia del servizio di consultazione Gli apparati di consultazione generale e dipartimentali sono stati progettati in funzione delle esigenze di una grande biblioteca pubblica
Nonostante il progetto delle collezioni non sia stato ancora messo a punto in modo definitivo, al momento attuale è possibile prefigurare che le raccolte della BEIC abbiano le seguenti caratteristiche:
Non è fra gli obiettivi di questo capitolo delineare le modalità organizzative del servizio di consultazione, anche perché le particolari caratteristiche della BEIC la configurano decisamente orientata verso un modello di reference library, con una forte integrazione fra patrimonio documentario e attività di assistenza e consulenza, ma anche con una accentuata diversificazione del servizio, modulato secondo fasce di utenza e di bisogni differenziati, sottolineato anche dalla prefigurazione di spazi diversi in rapporto a servizi diversi (ragazzi, giovani, informazione di comunità, business information, ecc.). L'oggetto specifico del presente capitolo è la progettazione di una collezione di consultazione, generale e dipartimentale, che costituisca il fulcro di un'attività di servizio informativo diretta al soddisfacimento di bisogni di informazione e di cultura di carattere generale, ma di livello medio-alto, anche se non specialistico. Le caratteristiche generali del modello che è stato tenuto presente nella fase di progettazione sono
Da un'impostazione del genere sono derivati:
5.2. Tipologia fisica del materiale Gli apparati di consultazione, generale e dipartimentali, risulteranno da una forte integrazione fra documenti pubblicati su supporti tradizionali, cartaceo essenzialmente, ma anche altri tipi di supporto (microfiches ad esempio, quando non esistano alternative) e quelli disponibili su supporti elettronici, intendendo per tali sia i CD-Rom, che le basi dati on-line, sia di accesso gratuito che a pagamento. La compresenza di strumenti su supporti diversi e quindi, di fatto, non allineabili sugli stessi scaffali, non inficia la concezione unitaria di fondo dell'apparato. La disponibilità sul mercato di più versioni dello stesso strumento (edizioni tradizionali e su CD-Rom; CD-Rom e accesso in linea, tipico per esempio dei cataloghi di grandi biblioteche) comporterà la necessità, nel momento dell'acquisizione, di operare delle scelte. In linea di massima si può affermare che il supporto elettronico sia preferibile per gli strumenti di carattere bibliografico (bibliografie e cataloghi), anche se non sempre tale affermazione può essere del tutto sottoscrivibile. Ad esempio l'architettura, fortemente strutturata in senso bibliografico, di uno strumento classico, come il catalogo a stampa della British Library, pre-1975, si frantuma nella versione su CD-Rom e on-line, rendendo preferibile per alcune ricerche particolari la versione a stampa, o comunque l'utilizzo sincronico delle due versioni. Indicazioni più particolari sono offerte successivamente, talvolta caso per caso, ma si è ritenuto opportuno elencare qui di seguito i criteri di massima da tenere presenti per operare una scelta precisa oppure per optare, in alcuni casi per l'acquisizione di uno stesso strumento su più supporti. La compresenza di uno stesso strumento su più supporti può essere giustificata quando
Occorrerà anche tener presente, a parità di capacità informativa e di previsione di uso, di fattori di tipo economico, ma anche di altro tipo, non ultima la possibilità che le postazioni in linea, per la consultazione di basi dati e CD-Rom, per quanto numerose, possano presentare picchi di sovraffollamento.
5.3. Dimensionamento dell’apparato di consultazione Non è facile quantificare la consistenza di un apparato di consultazione, esprimendola in un valore numerico. Solitamente in letteratura viene sottolineato il pericolo di sovradimensionamento dell’apparato, che rischia da una parte di agire come elemento catalizzatore con il risultato di innescare una crescita fine a se stessa, senza garantire dall’altra una maggiore funzionalità ed una capacità informativa più intensa. Nel caso della BEIC, questa osservazione va sicuramente corretta, almeno parzialmente, a fronte della particolare fisionomia che si tende a farle assumere: soprattutto è la sua caratteristica di fondo di porsi come reference library, come struttura fortemente informativa, rivolta agli utenti, ma anche ad altre biblioteche, che consente di pensare ad un dimensionamento consistente dell’apparato. Con particolare riferimento alle acquisizioni che la BEIC dovrà effettuare, resta, comunque, la difficoltà di esprimere numericamente questo dimensionamento, per una serie di motivi. La notevole espansione della produzione di repertori su supporti elettronici e la tendenza delle biblioteche a riversare i cataloghi tradizionali sui nuovi supporti rendono abbastanza difficoltoso prevedere al momento la situazione del mercato fa alcuni anni. Strumenti che oggi sono accessibili solo nella versione cartacea, o per i quali il supporto tradizionale continua al momento ad avere una sua convenienza, potrebbero presentarsi in condizioni del tutto diverse fra pochissimo tempo. Un altro elemento che è non semplice valutare è la possibilità di reperire fra alcuni anni sul mercato una serie di repertori, che pur non essendo recentissimi, possono ancora avere una loro valenza informativa. Un’ultima incertezza deriva da quanto esposto nel paragrafo precedente, la possibilità cioè di ritenere opportuna la compresenza di uno stesso strumento su supporti diversi. Di conseguenza se la valutazione numerica (circa 100.000 volumi, non opere) indicata nello Stralcio del progetto biblioteconomico intende sottolineare una dimensione significativa dell’apparato, quantitativamente più ampia di quella che possiamo trovare documentata in situazioni analoghe, può essere accettata come indicazione di massima, ferme restando le osservazioni appena avanzate. Le due parti che seguono entrano in merito all’articolazione interna dell’apparato di consultazione generale e di quelli delle aree dipartimentali. Data l’impossibilità in questa fase di indicare in modo puntuale tutti gli strumenti che saranno inseriti negli apparati, si è cercato di predisporre delle griglie analitiche che saranno riempite successivamente, al momento dell’allestimento concreto e della BEIC e delle sue varie sezioni. Tali griglie dovrebbero essere sufficienti a documentare le caratteristiche future dell’apparato e ad evidenziare la tipologia di strumenti previsti, unitamente alle note esplicative che accompagnano nella prima tutte le divisioni interne, e nella seconda, quelle sezioni che presentino specifiche peculiarità. In molti casi si sono citati anche alcuni repertori, ma solo a titolo esemplificativo. Nel momento in cui si arriverà alla scelta, all’acquisizione e all’effettivo inserimento di repertori ed altre opere di consultazione, sarà opportuno procedere con il supporto di griglie di valutazione: non mancano in questo senso strumenti messi a punto e appositamente calibrati per questa tipologia di documenti, dalla griglia di Kenneth Whittaker, a quella di William Katz, alle norme redatte all’interno dell’A.L.A., strumenti per altro già sufficientemente divulgati e commentati anche dalla letteratura professionale italiana.
5.4. Sezione di consultazione generale In premessa, si può dire che la sezione di consultazione generale dovrebbe rispondere ai seguenti obiettivi:
La griglia che segue è essenzialmente costituita dalla progressione, organizzata secondo il criterio prevalente della copertura bibliografica, di vari tipi di repertori, che garantiscono nel loro complesso, da una parte la possibilità di un’esplorazione bibliografica, retrospettiva e corrente, all’interno dell’universo della produzione documentaria, dall’altra quella di un’eventuale localizzazione di documenti utili e pertinenti a bisogni specifici di varia natura. Questa tipologia di strumenti costituisce il nucleo forte dell’apparato generale ed è affiancata da strumenti, come enciclopedie, annuari, dizionari biografici, ecc., che garantiscono anche il soddisfacimento immediato, senza ulteriori ricorsi ad altri tipi di fonti documentarie, di alcuni bisogni informativi. La griglia è organizzata in 20 sottosezioni, alcune delle quali ulteriormente articolate sulla base di criteri formali, linguistici, cronologici. Le note che seguono sono di carattere esplicativo e mirano a chiarire la tipologia degli strumenti inclusi, il grado di copertura della sottosezione in senso geografico, linguistico e cronologico, ma anche il livello di approfondimento dell’analisi. La griglia, inoltre, può consentire in futuro sia ulteriori articolazioni ed approfondimenti di analisi al momento non ritenuti funzionali o non previsti, sia anche l’inserimento di altri tipi di materiali, che chi gestirà il servizio riterrà opportuno inserire. Sottosezione 1. Conoscenza in generale Si collocheranno qui gli strumenti che affrontino aspetti generali o specifici della conoscenza, della cultura e del sapere. Sottosezione 2. Bibliografie di bibliografie La sottosezione è destinata a raccogliere gli strumenti indispensabili ad orientarsi nella produzione bibliografica, quegli strumenti cioè che registrano, in modo più o meno selettivo, la produzione di repertori bibliografici, ordinandoli in griglie precostituite. Sarà opportuna la presenza degli strumenti prodotti nelle lingue italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola. La progressione potrà coincidere con quella proposta nelle aree dipartimentali che prevedano sezioni caratterizzate geograficamente o linguisticamente. Si prevedono tre ulteriori articolazioni: Bibliografie di bibliografie, Manuali di bibliografia e Guide alle opere di consultazione. Sottosezione 2.1. Bibliografie di bibliografie Sono compresi qui quegli strumenti che consentono il controllo delle bibliografie che vengono via via prodotte, sia corrente, come ad esempio il Bibliographic Index, sia retrospettivo, come ad esempio l'IBB. Internationale Bibliographie der Bibliographien. Sottosezione 2.2. Manuali di bibliografia Si intendono per tali quegli strumenti che recensiscono bibliografie, e spesso anche cataloghi di biblioteche, ma che offrono anche contributi di carattere metodologico e teorico, come i classici manuali dello Schneider o della Malclès. Sottosezione 2.3. Guide alle opere di consultazione Sono gli strumenti che segnalano oltre alle bibliografie e ai cataloghi, anche altre tipologie di opere di consultazione (ad esempio i classici Totok-Weitzel o Walford's). Sono comprese anche le guide alle opere di consultazione progettate per piccole e medie biblioteche, particolarmente numerose nell'area area anglo-americana, ma presenti anche in altri contesti. Sottosezione 3. Bibliografie generali internazionali È questo un genere bibliografico ormai non più praticabile, se non limitando l'ambito di copertura o la tipologia di pubblicazioni comprese. Tuttavia alcuni esempi di bibliografie generali a impianto internazionale prodotte nell'Ottocento (ad esempio quello del Brunet) possono ancora essere utili per la ricerca retrospettiva. Questa tipologia troverà accoglienza nella sottosezione 3.1, mentre la 3.2 potrà accogliere quei repertori che recensiscono le pubblicazioni edite in archi cronologici definiti (ad esempio il Gesamtkatalog der Wiegendrucke o l'Index aureliensis), o repertori che registrano particolari tipi di pubblicazioni, quando non trovino accoglienza in altre sottosezioni (ad esempio l'Index translationum sarà collocato nella sottosezione 8). Sottosezione 3.1. Bibliografie generali internazionali ad ambito e copertura ampi Sottosezione 3.2. Bibliografie generali internazionali ad ambito e copertura limitati Sottosezione 4. Bibliografie nazionali La sottosezione dovrà comprendere le bibliografie correnti e retrospettive delle principali aree geografiche e linguistiche: inizialmente dovranno essere coperte almeno le aree italiana, francese, tedesca, spagnola e anglo-americana. Ulteriori espansioni ad aree linguistiche europee potranno essere valutate successivamente. La sottosezione andrà articolata in ulteriori suddivisioni, relative alle varie aree, adeguandosi ai criteri previsti per le sezioni dell'area dipartimentale Arti e letterature. Gli strumenti relativi alle singole aree geografico-linguistiche saranno ordinati secondo un criterio cronologico. Sono possibili due ipotesi di ordinamento: a) far precedere la bibliografia nazionale corrente e procedere poi a ritroso con gli strumenti che assicurano il controllo bibliografico dei successivi periodi, dal momento in cui è nata la bibliografia nazionale ufficiale fino al Quattrocento; b) seguire un criterio strettamente cronologico, partendo quindi dagli strumenti che coprono i periodi più lontani per concludere con le bibliografie nazionali correnti. Dato il carattere della BEIC appare preferibile il primo dei criteri ora indicati. Agli strumenti che assicurano il controllo bibliografico corrente e retrospettivo, dovranno seguire i repertori relativi alla letteratura anonima e pseudonima. Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di costruire per questi strumenti una sottosezione specifica, ma è preferibile legarli alla produzione bibliografica delle singole aree, di cui costituiscono una naturale integrazione. Si ritiene opportuno inserire qui anche quegli strumenti non propriamente bibliografici, ma che hanno acquisito ormai tale funzione (ad esempio, gli Short-title costruiti sul patrimonio della British Library e di altre biblioteche angloamericane). Questi strumenti sono effettivamente cataloghi, ma la loro caratterizzazione linguistica li trasforma in utili strumenti per il controllo bibliografico retrospettivo delle singole aree: è dunque più opportuno il loro inserimento in questa sottosezione, piuttosto che in quella dedicata ai cataloghi, dove troveranno ospitalità i cataloghi dell'intere raccolte di singole o di più biblioteche. Le bibliografie nazionali correnti delle principali aree linguistiche sono ormai prodotte su supporto elettronico, ma non in tutti i casi sono state cumulate integralmente e non sempre assicurano la stessa copertura (è il caso della BNI, come già si è detto). La versione su CD-Rom è generalmente aggiornata trimestralmente, mentre la versione cartacea ha una cadenza più ravvicinata. Occorrerà quindi valutare la compresenza dei due supporti, e la possibilità di assicurare la presenza della versione cartacea per i periodi non compresi nelle eventuali cumulazioni della versione automatizzata. Si richiamano a questo proposito le osservazioni avanzate nella premessa.
Sottosezione 5. Strumenti del commercio librario Si intendono quei repertori (Books in print) prodotti autonomamente dalle organizzazioni del commercio librario per sostenere la propria attività. Pur non essendo assimilabili a vere e proprie bibliografie, possono risultare utili dal momento che consentono di verificare la disponibilità sul mercato in un determinato momento e in un certo paese di una serie di pubblicazioni. Rientrano in questa tipologia anche i cataloghi storici delle singole case editrici, prodotti in particolari occasioni (generalmente cinquantenari o centenari). Sottosezione 5.1 Cataloghi di libri in commercio Anche in questo caso le aree linguistiche coperte dovrebbero essere quella italiana, francese, tedesca, spagnola e anglo-americana. La progressione delle aree seguirà i consueti criteri, già visti precedentemente. In genere questo tipo di strumento viene pubblicato nella doppia versione, cartacea e su CD-Rom. La seconda rispecchia più da vicino la situazione del mercato, dal momento che spesso è aggiornata bimestralmente o trimestralmente, ma è anche vero che strumenti del genere sono solitamente usati per brevi consultazioni, non per ricerche bibliografiche complesse. Di conseguenza può essere sufficiente (a meno che esigenze di servizio non facciano preferire soluzioni diverse) la versione cartacea, nella cumulazione annuale. Sottosezione 5.2 Cataloghi storici di case editrici Sarebbe importante almeno la presenza dei cataloghi storici delle case editrici italiane (e forse dei principali editori europei): oltre che ad una funzione bibliografica retrospettiva, essi costituiscono la documentazione di base per studi di storia dell'editoria e del commercio librario. Sottosezione 6. Cataloghi I cataloghi delle grandi biblioteche europee, prodotti a stampa o su altri supporti fisici (microfiches) sono stati ormai sistematicamente riversati su supporto ottico, o sono addirittura accessibili in linea, gratuitamente. Pur non essendo le due versioni totalmente intercambiabili, dal punto di vista della ricerca bibliografica, è congruo limitarsi alla versione in linea, o a quella su supporto ottico, nei casi in cui le due versioni abbiano coperture diverse. Al di là dell'effettivo inserimento fisico, restano teoricamente valide le tre suddivisioni previste. Sottosezione 6.1 Cataloghi collettivi Saranno inseriti a questo punto, idealmente o fisicamente, i cataloghi collettivi sia internazionali, sia nazionali, sia di livello geografico più ristretto, per esempio regionali, purché contengano intere raccolte, senza cioè distinzioni di carattere disciplinare o tipologico. I cataloghi collettivi di periodici, ad esempio, troveranno ospitalità nella sottosezione specifica. Alcuni esempi di cataloghi collettivi: il National Union Catalog americano (da verificare l'eventuale disponibilità sul mercato, ma anche un prossimo eventuale riversamento su supporto ottico); il Primo catalogo collettivo delle biblioteche italiane. Sottosezione 6.2 Cataloghi di singole biblioteche Per questa sottosezione vale quanto detto al punto 6. Sottosezione 6.3 Cataloghi di fondi o di raccolte di singole biblioteche Diversamente che per le altre tipologie di cataloghi, i cataloghi di singoli fondi, o di porzioni di singole biblioteche, continuano, almeno per il momento, ad essere prodotti su supporto tradizionale. È fra l'altro, almeno in Italia, una produzione alta dal punto di vista quantitativo, ma disomogenea da quello qualitativo. Sono stati prodotti in genere cataloghi di fondi o di raccolte particolarmente importanti dal punto di vista storico o bibliografico, cataloghi con copertura cronologica ristretta (di incunaboli, di cinquecentine), cataloghi che accolgono tipologie particolari di documenti (manoscritti, periodici, ecc.) o cataloghi infine con copertura disciplinare specifica. Ad esclusione dei cataloghi di manoscritti e periodici, che troveranno accoglienza nelle sottosezioni 7 e 16, e di quelli speciali (relativi cioè a biblioteche o raccolte specializzate disciplinarmente), che saranno collocati negli apparati dipartimentali di pertinenza, dovrebbero essere raccolti qui almeno i cataloghi di questo tipo relativi alle biblioteche lombarde e successivamente a quelle italiane. Resta da valutare l'estensione anche a quelli relativi alle biblioteche straniere. Sottosezione 7. Bibliografie e cataloghi di periodici Le particolari caratteristiche di questa tipologia di pubblicazione hanno determinato la nascita e lo sviluppo di una varietà notevole di strumenti destinati al controllo bibliografico, corrente e retrospettivo, il che giustifica la presenza di una sottosezione specifica, pur assicurando le bibliografie nazionali correnti, il controllo delle testate che vengono a mano a mano pubblicate. La complessa articolazione interna di questa sottosezione rispecchia il corrispondente panorama bibliografico, caratterizzato da una tipologia variegata di strumenti. Anche dal punto di vista dei supporti la situazione è molto variegata: hanno preso avvio numerosi progetti di automazione, soprattutto per quel che riguarda i cataloghi collettivi (es.: Catalogue collectif nationale des publications en série; Zeitschriften-Datenbank; per l’Italia l’Archivio ISRDS-CNR), che hanno vita a basi dati accessibili in rete, ma distribuite talvolta anche su supporti diversi (CD-Rom, microfiches, o anche supporto cartaceo); ma sono ancora importanti, soprattutto per il controllo retrospettivo, una serie di repertori su supporto tradizionale. Difficile è poi prevedere gli sviluppi della situazione da qui a pochi anni: si rimanda quindi al momento dell’acquisizione la scelta fra i possibili supporti disponibili. Sottosezione 7.1 Bibliografie di bibliografie di periodici Questa sottosezione è destinata ad ospitare repertori del tipo: T. Bestermann, Periodical publications. A bibliography of bibliographies, Totowa, 1971, 2 v. Sottosezione 7.2 Bibliografie internazionali di periodici Questa sottosezione prevede repertori come l’Ulrich's. Sottosezione 7.3 Bibliografie nazionali di periodici Si può ipotizzare un’articolazione di questa sottosezione in due ambiti: Sottosezione 7.3.a Bibliografie nazionali di periodici correnti Saranno collocate qui le serie speciali che le varie bibliografie nazionali dedicano ai periodici, ma anche strumenti assimilabili (ad esempio, per l'Italia, il repertorio curato da Roberto Maini, o quello dell'U.S.P.I.). La copertura geografica coinciderà con quella offerta dalla sottosezione relative alle bibliografie nazionali. Sottosezione 7.3.b Bibliografie nazionali di periodici retrospettive A questo livello troveranno ospitalità una serie di strumenti dalle caratteristiche molto diverse. Per le aree geografico-linguistiche straniere (nei limiti ovviamente della copertura decisa per tutto l'apparato) si può pensare di includere soltanto i repertori che registrano i periodici a livello nazionale, nati e/o morti entro archi cronologici prederminati (ad esempio, per la Francia, Jean Sgard, Bibliographie de la presse classique (1600-1789), Genève, 1984 od altri, più antichi, se disponibili in anastatica o ristampa; per l'area inglese R.S. Crane - F.B Kaye, A census of british newspapers and periodicals. 1620-1800, London, 1966). Per l'Italia può essere invece opportuno approfondire la documentazione, inserendo, oltre a quelle a carattere nazionale (sostanzialmente le cumulazioni, tratte dal "Bollettino" e dalla BNI, curate dall'ICCU), anche le bibliografie a carattere retrospettivo e a copertura geografica e cronologica limitata, pubblicate via via nel corso del tempo (es.: Bibliografia dei periodici mantovani. 1898-1945, Milano, 1993; R. Beccaria, I periodici genovesi dal 1473 al 1899, Genova, 1994, ecc.). Per quanto riguarda la progressione degli strumenti oltre al livello più alto geografico-linguistico, dovrà essere prevista una scansione basata sul criterio cronologico, a seconda della copertura dei singoli repertori e, per l'Italia, un ulteriore livello geografico, di carattere regionale o locale. Sottosezione 7.4 Cataloghi collettivi Sono naturalmente compresi sia i cataloghi collettivi a base nazionale, che, almeno per l'Italia, quelli a base locale (ad esempio un catalogo collettivo delle biblioteche lombarde). Sottosezione 7.5 Cataloghi di singole biblioteche Straniere e italiane, con i consueti criteri di copertura geografico-linguistica. Sottosezione 7.6 Bibliografie analitiche di periodici a copertura generale (interdisciplinare) La quasi totalità delle bibliografie analitiche di periodici, gli strumenti cioè che indicizzano gli articoli contenuti nei periodici, ha carattere disciplinare e costituirà, quindi, l'asse portante degli apparati di consultazione dipartimentali. Carattere generale ha l'IBZ, disponibile anche in linea e su CD-Rom, ma solo dal 1984. È da valutare l'acquisizione del pregresso su supporto cartaceo, se disponibile al momento della costituzione della BEIC. Di carattere multidisciplinare sono le due basi dati Francis e Pascal (disponibili in linea, su CD-Rom, ma anche su supporto tradizionale) e la recente base dati PCI: appare però più opportuno sistemare questi strumenti al livello più altro (quello interdisciplinare) degli apparati di consultazione dipartimentali. Sottosezione 7.7 Bibliografie di recensioni Sottosezione 7.8 Repertori di abbreviazioni Sono i repertori che registrano le sigle utilizzate per abbreviare i titoli di periodici nelle citazioni. Sottosezione 7.9 Indici pluriennali di periodici a carattere generale Saranno collocati qui quelli dei periodici di cultura generale, di informazione, ecc. Quelli relativi ai periodici di carattere disciplinare saranno collocati nelle varie aree dipartimentali. Sottosezione 8. Bibliografie di traduzioni Comprenderà sia le bibliografie di bibliografie di traduzioni che le bibliografie di traduzioni. Sottosezione 9. Bibliografie di pubblicazioni ufficiali La sezione dovrebbe avere articolazione minima, limitata alle bibliografie e alle guide internazionali, che informano sull'attività editoriale delle istituzioni pubbliche e sugli strumenti disponibili per il controllo bibliografico. Per il resto, sembra ridondante assicurare anche in questo ambito la copertura geografico-linguistica delle altre sezioni ed è, quindi, sufficiente, la presenza del poco che esiste per l'Italia. Gli strumenti bibliografici relativi al controllo bibliografico di importanti organismi internazionali sono inserite nell'apparato di consultazione relativo alla Sezione 10= Organismi europei ed internazionali dell'area SUS=Scienze umane e sociali. Esistono ormai siti specializzati relativi alla documentazione di fonte pubblica ed è molto probabile che il servizio informativo riguardante questa tipologia di materiale privilegerà le fonti on line. Sottosezione10. Bibliografie di tesi e pubblicazioni accademiche Anche in questo settore la situazione è difforme: particolarmente abbondante la produzione anglo-americana, ma anche nella Germania e in Francia il controllo di questa tipologia di pubblicazioni è stato abbastanza costante. Forse è sufficiente un livello internazionale (bibliografie e guide ai repertori di tesi) e la documentazione della situazione italiana (la serie della BNI dedicata alle tesi di dottorato). Sottosezione 11. Bibliografie di congressi Sono compresi sia i calendari di congressi (retrospettivi e correnti) che le bibliografie di rendiconti di congressi (sia retrospettive che correnti). Sottosezione 12. Il libro manoscritto Almeno in una prima fase, si può decidere di non approfondire eccessivamente questa sottosezione, per la quale esistono strumenti repertoriali presso importanti biblioteche di conservazione milanesi. In un futuro si può prevedere una maggiore articolazione. Anche per quanto riguarda il punto 12.3, al momento ci si potrebbe fermare al livello locale (raccolte di manoscritti in Lombardia, o al massimo nazionale). Se invece si volesse costituire una raccolta significativa in questo settore, non sarebbe indifferente il numero di cataloghi e inventari da inserire. Sottosezione 12.1 In generale Sottosezione 12.2 Descrizione e catalogazione Sottosezione 12.3 Cataloghi e inventari Sottosezione 13. Il Libro a stampa Anche in questa sottosezione, si può evitare per ora un eccessivo approfondimento, ritenendo sufficiente la presenza di una serie di strumenti di carattere introduttivo. Una maggiore analiticità dovrebbe comprendere opere di carattere bibliologico, repertori di filigrane, di marche tipografiche, repertori e annali di tipografi. Sottosezione 13.1 In generale Bibliografie, opere di carattere generale. Sottosezione 13.2 Aspetti tecnici della fabbricazione del libro a stampa Bibliografie, enciclopedie, opere introduttive relative alla fabbricazione del libro a stampa e agli aspetti collaterali, decorazione, illustrazione, legatura. Sottosezione 14. Enciclopedie di carattere generale Dovrebbero essere presenti sia gli strumenti enciclopedici a lessico ristretto che quelli a lessico ampio, ovviamente a carattere generale. Le enciclopedie di carattere disciplinare saranno collocate negli apparati dipartimentali. La copertura linguistica dovrebbe conformarsi a quella delle altre sottosezioni, con una massiccia presenza di strumenti in lingua italiana. È da valutare la opportunità della presenza anche di enciclopedie per così dire storiche, che possono risultare utili per la presenza di lemmi biografici o relativi ad altri ambiti, successivamente ignorati da strumenti più aggiornati. Sottosezione 15. Biografie Sono compresi qui tutti i diversi tipi di strumenti biografici di carattere generale, mentre si rimanda alle aree dipartimentali per i singoli settori di attività e di studio. Sottosezione 15.1 Bibliografie di biografie Sottosezione 15.2 Dizionari biografici a impianto internazionale Sottosezione 15.3 Dizionari biografici a impianto nazionale e locale I dizionari saranno suddivisi secondo il criterio linguistico e geografico. Sottosezione 15.4 Indici biografici ricavati da spogli Indici sia a copertura internazionale (Index notorum hominum), che nazionale (archivi biografici della Saur). Sottosezione 15.5 Who’s Who Repertori internazionali e nazionali, ma di carattere generale. Sottosezione 16. Atlanti geografici Sottosezione 17. Atlanti storici Sottosezione 18. Cronologie Sottosezione 19. Raccolte di dati statistici Sottosezione 20. Dizionari linguistici Può essere opportuno introdurre qui, anche a supporto dell’uso dei materiali presenti nelle diverse sottosezioni, una collezione di dizionari linguistici (bi- o plurilingue lingue), anche se sarà prevista anche nell'area dipartimentale di pertinenza. Appare consigliabile anche per una copertura linguistica molto più estesa rispetto a quella presa normalmente in considerazione. 5.5. Sezioni di consultazione delle aree dipartimentali Ciascuna area dipartimentale sarà preceduta da un settore di consultazione, concepito come momento introduttivo all’area nel suo complesso, e alle singole discipline in essa rappresentate. All’apparato di consultazione – come vedremo meglio tra poco – è in parte anche affidato il compito di rappresentare i collegamenti fra le diverse articolazioni interne a ciascun dipartimento e tra i dipartimenti stessi. Considerate le caratteristiche funzionali della BEIC, gli apparati di consultazione dipartimentali dovranno avere il seguente profilo:
Si è quindi ritenuto opportuno nell’ipotesi di costruzione dei vari apparati di consultazione dipartimentale non solo raccordarli alla copertura disciplinare effettivamente garantita dal profilo delle raccolte della BEIC, ma anche integrarli con una strumentazione sufficiente all’allestimento di una collezione di reference, anche se a un livello di analisi minimo, relativa ad ambiti tematici o disciplinari non specificamente presenti nelle aree dipartimentali, in modo tale da consentire almeno un livello informativo di base e la possibilità di accesso ad altre fonti. Il criterio di base per l’inclusione nell’area di consultazione di una pubblicazione dovrà rifarsi da una parte alla definizione di opera di consultazione, comunemente accettata e rintracciabile nella letteratura specifica (documento su qualsiasi supporto, alle cui parti sia possibile accedere a prescindere dal tutto), ma anche all’opportunità di riunire fisicamente una serie di strumenti, che pur non avendo gli specifici requisiti attribuibili ad un’opera di consultazione, possono comunque, in alcuni contesti, costituire un’utile completamento del quadro introduttivo o essere di sussidio e di riferimento nella fase di impianto o di svolgimento di una ricerca. Abbiamo già accennato che una seconda caratteristica degli apparati di consultazione delle aree dipartimentali dovrà essere quella di far risaltare al massimo le possibili interdisciplinarità e i percorsi di ricerca orizzontali e trasversali. Dovrà quindi essere previsto un primo livello di carattere più generale e di contenuto interdisciplinare, a cui seguiranno i livelli più specifici relativi alle varie discipline, organizzati non gerarchicamente e riflettenti, nella loro progressione, l’organizzazione fisica dell’area. Anche gli apparati delle aree di consultazione risulteranno dall’integrazione di strumenti su supporti fisici diversi. In questo senso le considerazioni esposte nella premessa al servizio di consultazione generale valgono anche per le aree dipartimentali, sia pure con alcuni aggiustamenti. Nell’area tecnico-scientifica la presenza di strumenti su supporto elettronico sarà sicuramente prevalente, almeno per quanto riguarda la copertura dell’informazione bibliografica corrente. Per altri ambiti occorrerà una maggior attenzione alla copertura in senso lato degli specifici strumenti, senza enfatizzare eccessivamente la maggiore duttilità degli strumenti on line. Difficilmente, ad esempio, le bibliografie speciali correnti, a impianto internazionale, di ambito storico o filosofico (generalmente disponibili anche su supporto elettronico), assicurano una registrazione accettabile della produzione in lingua italiana, per cui, di conseguenza sono necessariamente integrabili e non alternative con quelle prodotte in ambito italiano. Quindi una ricerca bibliografica che avesse come obiettivo il reperimento di studi italiani in qualche ambito o tema di carattere filosofico o storico non potrebbe prescindere dalla Bibliografia filosofica italiana o dalla Bibliografia storica nazionale, entrambe edite, almeno per il momento, su supporto cartaceo. Ma lo stesso ragionamento vale anche per strumenti che possono apparire alternativi: ad esempio, il Philosopher Index (disponibile anche su supporto elettronico) e il Repertoire bibliographique de la philosophie (al momento disponibile solo su supporto cartaceo, ma di cui è prevista in futuro la disponibilità anche in versione automatizzata). Entrambi hanno un impianto internazionale ed una base di spoglio quantitativamente analoga (circa 500 testate), ma la copertura non è immediatamente sovrapponibile: il primo comprende anche settori disciplinarmente limitrofi rispetto a quelli più propriamente filosofici (la pedagogia, ad esempio), per cui di conseguenza il secondo risulta tendenzialmente più esaustivo. La scomposizione geografica delle testate spogliate fa emergere poi uno sbilanciamento del primo in senso nord-americano a confronto di una collocazione più europa-centrica del secondo. 5.5.1. Criteri di costruzione per gli apparati di consultazione delle aree dipartimentali. La costruzione degli apparati di consultazione delle aree dipartimentali dovrà seguire una strategia articolata secondo i seguenti criteri:
I punti a)-d) sono funzionali alla costruzione dell’apparato al livello più alto e più generale; i punti successivi serviranno alla costruzione dell’apparato a livello disciplinare. La scansione in due livelli, il primo più generale e di carattere pluridisciplinare e il secondo più direttamente riflettente le singole aree tematiche o disciplinari può far sorgere alcune difficoltà, soprattutto in relazione alla collocazione fisica del materiale e all'inserimento di alcuni strumenti. Queste difficoltà sono riconducibili sia alla tipologia e alla complessa varietà dei repertori disponibili, sia alle caratteristiche intrinseche dei vari comparti disciplinari. Ad esempio una base dati come PCI (Periodicals Contents Index), dal punto di vista disciplinare copre in maniera più o meno estesa due aree dipartimentali della BEIC (Scienze umane e sociali, Arti e letterature). Viceversa il classico MLA si pone ad un livello intermedio di copertura per quanto riguarda Arti e letterature (comprende infatti Linguistica e letteratura a livello internazionale, ma non arti e musica), ma assicura anche la copertura di aree tematiche particolari, come il folklore o l'etnomusicologia. Fermo restando che nessuno schema classificatorio e nessun principio organizzativo è in grado di riflettere totalmente il complesso intreccio interdisciplinare del sapere e che, d'altra parte, uno degli obiettivi della BEIC è appunto far risaltare tali percorsi interdisciplinari, i criteri a cui far riferimento saranno
In questo senso può essere opportuno prevedere la costruzione di un livello intermedio fra quello più generale e quelli più specifici, relativi alle varie sezioni o sottosezioni. Tale livello avrà presumibilmente caratteristiche diverse a seconda dell'area tematica o disciplinare. Mentre nell'area dipartimentale Scienze e tecnologie il livello intermedio tenderà a collocarsi immediatamente prima della strumentazione relativa alle specifiche aree disciplinari corrispondenti alle sezioni, è possibile che in altre aree esso invece coinvolga più di una sezione. L'accennato criterio di flessibilità significa che i vari apparati possono anche distinguersi per una serie di caratteristiche, inerenti alla tipologia di materiali inclusi e al livello di analisi. Per quanto riguarda la collocazione fisica, i repertori su supporto elettronico a carattere estesamente interdisciplinare non implicheranno molti problemi: essi, infatti, possono essere inseriti "idealmente" in qualsiasi punto di qualsiasi apparato dipartimentale, dal momento che la loro accessibilità fisica sarà consentita da qualsiasi postazione; per quelli su supporto tradizionale dovrà invece essere valutata anche la possibilità in alcuni casi, ci si augura abbastanza limitati, di duplicare l'acquisto, in modo da poterne collocare un esemplare in ciascuna sezione di pertinenza. 5.5.2. Profilo generale dell'apparato di consultazione di area dipartimentale Sulla base delle considerazioni avanzate fino a questo punto, l'ipotesi di griglia proposta di seguito per la costruzione degli apparati di consultazione delle aree dipartimentali dovrà avere valore di riferimento generale, una sorta di griglia minima, da integrare con le osservazioni relative agli ambiti disciplinari corrispondenti alle singole aree e sezioni. La copertura complessiva è generalmente prevista a livello internazionale; quella linguistica rispecchia le scelte generali della BEIC. Per quegli ambiti dove la strumentazione prevista si fermi al livello introduttivo, sarà prevalente la produzione in lingua italiana. La griglia, come anticipato, dovrà essere costruita su due livelli: A - Livello propedeutico, di carattere interdisciplinare. Saranno riuniti qui gli strumenti utili a delineare un quadro introduttivo all'area dipartimentale:
B - Livello disciplinare specifico. Al livello A seguiranno gli apparati specifici riguardanti i settori disciplinari presenti nell'area, disposti secondo un andamento orizzontale, che rispecchi sostanzialmente l'organizzazione interna del dipartimento. L'articolazione interna vedrà per ogni area disciplinare una progressione del tipo:
Ovviamente l'elencazione tipologica degli strumenti inclusi nell'apparato ai due livelli è solamente indicativa ed è subordinata all'effettiva disponibilità. È possibile, come si diceva prima, che sia necessario individuare, almeno idealmente, un livello intermedio fra A e B, costituito dagli strumenti che non abbiano caratteristiche di copertura dell'intera area, ma che non siano neppure specializzati in un singolo ambito disciplinare. Sono possibili due ipotesi per realizzare concretamente questo livello intermedio:
L'articolazione prevista per i due livelli è quella minima, ipotizzabile per ogni area dipartimentale, ma potrà essere arricchita
5.5.3. Osservazioni sulle singole aree dipartimentali. Tradizionalmente il livello di analisi degli apparati di consultazione disciplinari è collegato strettamente alla copertura bibliografica assicurata dalle raccolte. Pur non potendosi dare del tutto per acquisita la fisionomia delle collezioni di monografie dei dipartimenti, ci sono comunque abbastanza elementi per prefigurarne, almeno in linea di massima le caratteristiche più importanti: una copertura media delle raccolte che si attesta intorno all'indicatore di profondità 3; le particolari funzioni, di grande biblioteca pubblica a copertura generale e con una spiccata vocazione all'informazione, attribuite alla BEIC. Queste caratteristiche consentono di ipotizzare, almeno per quanto riguarda l'apparato di consultazione, un livello di copertura e di analisi tendenzialmente alto.
5.5.3.1. Dipartimento ST - Scienze e tecnologie La forte tendenza alla specializzazione disciplinare consolidata in questa area fa prefigurare un livello A abbastanza snello ed una maggiore analiticità nel livello B. Un ruolo di reference library così pronunciato può essere realizzato solo disponendo del più completo apparato possibile, sul fronte delle risorse informative di orientamento e di indirizzo, sia bibliografiche sia fattuali, in relazione a tutte le esigenze informative che potranno emergere nel bacino d’utenza, indipendentemente dalla consistenza prevista per l’offerta informativa della BEIC, gestita sia in locale sia in remoto, in ogni specifica area tematica. L’offerta informativa di reference della BEIC dovrà quindi assestarsi in ogni settore sul livello delle università e degli istituti specializzati di ricerca, ricorrendo a tutte le forme di cooperazione, condivisione o estensione di licenze, partecipazione a consorzi possibili con gli enti presenti nel territorio. Pur includendo comunque strumenti bibliografici, enciclopedici, biografici ed altre tipologie di opere di consultazione a carattere pluridisciplinare (si pensi, ad esempio, alla base dati Pascal), il primo livello dovrebbe comunque essere caratterizzato dagli strumenti che consentano
Gli apparati costruiti al livello B seguiranno l'andamento delle sezioni e delle sottosezioni previste dall'impianto generale dell'area dipartimentale, accogliendo, dove necessario la strumentazione disciplinare specifica (tavole, formulari, schemi di classificazione, ecc.). Nel capitolo 8 vengono fornite indicazioni di dettaglio anche per il livello di copertura bibliogarfica.
5.5.3.2 Dipartimento SUS - Scienze umane e sociali La costruzione dell’apparato disciplinare di questa area dipartimentale risulta abbastanza complessa e articolata, non solo per presenza di numerose sezioni e sottosezioni, ma essenzialmente per l’ampiezza, e per certi versi, anche per la diversità degli ambiti disciplinari rappresentati. La griglia minima prevista è comunque applicabile anche in questo caso. Tradizionalmente le due macro-aree (le scienze umane e le scienze sociali) hanno una comune derivazione, ma soprattutto sono molto evidenti i percorsi di ricerca trasversali. Di conseguenza è, comunque, prefigurabile la costruzione del livello generale e propedeutico, in cui confluiranno sia quegli strumenti o quei repertori che consentano un’introduzione generale all’area o una copertura, comunque pluridisciplinare (ad esempio la base dati Francis). Sarà invece opportuno prevedere almeno un livello intermedio, relativo alle sezioni 4-6, ma anche un secondo per le sezioni 7-8. La progressione dovrebbe quindi essere la seguente: Livello A - Generale e propedeutico all’intera area dipartimentale. Livello B - Specifico per le sezioni 1-3. Livello intermedio - Propedeutico alle sezioni 4-6. Esso dovrebbe accogliere, oltre ai consueti strumenti bibliografici, catalografici, enciclopedici, ecc., con copertura disciplinare specifica, ma ad ampia copertura cronologica e geografica, anche un certo numero di nicchie, dedicate alle cosiddette discipline "ausiliarie" (Cronologia, Genealogia e araldica, Numismatica, Diplomatica, Paleografia, ecc.) e alla documentazione di settori di studi storici incentrati su ambiti ed aspetti particolari (storia del libro e dell'editoria, storia delle biblioteche e di eventuali altre istituzioni culturali). Per quanto riguarda le discipline ausiliarie resta da definire l'effettiva rappresentazione di quanto già elencato e l'eventuale integrazione con altre più specialistiche (per esempio Sigillografia) e i rispettivi livelli di approfondimento. In prima istanza si può optare per un buon livello di approfondimento per Archivistica (generale e speciale) e Cronologia, limitandosi per le altre ad opere di carattere introduttivo e di livello generale, ferma restando la possibilità di successive possibili integrazioni e approfondimenti. Per quanto riguarda invece gli ambiti storici particolari, si ritiene opportuna almeno la presenza di strumenti che ne consentano la copertura bibliografica corrente e retrospettiva (bibliografie e cataloghi specializzati), di sintesi storiche complessive, ma con particolare attenzione all'Italia. Livello B - Specifico delle sezioni 4-6. Livello intermedio - Propedeutico alle sezioni 7-8 Livello B - Specifico delle sezioni che seguono (7-13). NOTA. La griglia predisposta sopra può anche avere un andamento diverso, secondo le osservazioni già avanzate in precedenza: è cioè possibile, soprattutto se ciò si dimostra più conveniente dal punto di vista della collocazione fisica dei documenti, accorpare i due livelli intermedi con il livello A e fare poi seguire i livelli B specifici delle singole sezioni.
5.5.3.2.1. Osservazioni sugli apparati delle singole sezioni del Dipartimento SUS Sezione 3=Geografia Dovrebbero essere presenti, oltre ai consueti strumenti previsti dalla griglia generale:
Si consiglia di optare per l'inserimento anche delle opere di consultazione relative al settore viaggi ed esplorazioni (bibliografie e cataloghi specializzati, sintesi storiche). Sezione 4=Storia del mondo antico Comprenderà anche gli strumenti di consultazione relativi all'Archeologia. Sezione 5=Storia generale d'Europa L’apparato relativo a questa sezione avrà un’articolazione interna basata ad un primo livello su un criterio geografico (la progressione sarà quella prevista dalla Dewey) e quindi secondo l’andamento della griglia minima prevista per ogni sezione. Particolarmente consistente dovrebbe essere la strumentazione relativa alla storia d'Italia. Per questa parte resta da definire l'estensione dell'articolazione dell'apparato fino al livello locale, ma bisognerà prevedere almeno un particolare riguardo alla storia della Lombardia. Sezione 6=Storia generale degli altri continenti L’articolazione interna si allineerà alla progressione prevista dalle sottosezioni. Sezione 9=Diritto e amministrazione pubblica Oltre alla consueta strumentazione prevista dalla griglia generale, è opportuna, almeno per l'area italiana, la presenza di raccolte di leggi, codici annotati, testi unici. Sezione 10=Organismi europei e internazionali Comprenderà gli strumenti di base per il controllo, retrospettivo e corrente, della produzione bibliografica almeno di quelli più rilevanti (ONU, UNESCO, OCSE, Comunità europea, ecc.); repertori di organismi internazionali, annuari. Sezione 12=Scienze dell'informazione e organizzazione della cultura Oltre alla strumentazione consueta relativa alla biblioteconomia, alla documentazione e all'archivistica, comprenderà anche annuari e guide di biblioteche, archivi, centri di documentazione, repertori di istituzioni e fondazioni culturali, accademie, ecc., repertori di musei di ogni tipo; repertori di associazioni professionali. I repertori di musei relativi alle arti figurative potranno trovare accoglienza nel dipartimento Arti e letterature, o essere duplicati. Ovviamente, se per l'ambito internazionale sarà sufficiente la presenza degli strumenti fondamentali, va approfondito finché è possibile l'ambito nazionale e locale. 5.5.3.3. Dipartimento AL - Arti e letterature L’articolazione dell’apparato di questa area dipartimentale ricalcherà l’andamento delle sezioni, che, a parte quella dedicata alla musica, spettacoli e sport, offrono la copertura di due ambiti specifici, quello artistico e quello linguistico-letterario. Si può ipotizzare uno schema del genere: Livello A - Generale e propedeutico a tutta l’area dipartimentale. Livello intermedio - Propedeutico alle sezioni 1 e 2. Livello B - Specifico delle sezioni 1-2, della sezione 3 e della sezione 4. Livello intermedio - Propedeutico alle sezioni 5-11. Livello B - Specifico delle sezioni 5-11. NOTA. Anche in questo caso, per quanto riguarda la progressione dei livelli A, intermedio e B, valgono le osservazioni già avanzate per l'apparato di consultazione dell'area dipartimentale Scienze umane e sociali. 5.5.3.3.1. Osservazioni sugli apparati delle singole sezioni del Dipartimento AL Sezione 1=Arti figurative Comprenderà anche repertori di musei, sia a livello internazionale che nazionale. L'apparato di questa sezione, come quello della Sezione 2=Arti grafiche e fotografia, sarà caratterizzato anche dalla presenza di materiale iconografico (ad esempio cataloghi di grandi mostre a carattere tematico o che documentino particolari periodi o filoni artistici). Sezione 3=Musica, spettacoli, sport Anche se una buona parte del materiale attinente a questi ambiti avrà una collocazione esterna all’area dipartimentale (poiché appare preferibile offrire questo materiale nel Mediaforum o nella sezione dedicata al tempo libero), è comunque opportuno l’allestimento dello specifico apparato di consultazione (livello B). L’articolazione ricalcherà la progressione delle tre sottosezioni. Il livello di analisi sarà più alto per le prime due sottosezioni, semplicemente introduttivo per la terza. Sezioni 4-11 Gli apparati relativi alle sezioni linguistiche e letterarie saranno costruiti seguendo l'ipotesi generale della griglia prevista per il livello B. Le collezioni di testi e le edizioni nazionali dei classici saranno collocate direttamente, insieme agli altri documenti, nelle sezioni specifiche. Sezione 4=Lingue e letterature classiche L’apparato relativo alla sezione lingue e letterature classiche, oltre alla strumentazione prevista dal livello B della griglia comune, dovrà prevedere la presenza di una buona collezione di dizionari e thesauri, ma anche di grammatiche. Sezione 5= Lingua e letteratura italiana L’apparato di questa sezione avrà un livello di analisi particolarmente alto. Oltre che della consueta strumentazione prevista dal livello B della griglia comune, l’apparato sarà caratterizzato da:
Sezioni 6-11 Le sezioni coprono gli ambiti linguistico e letterario dei paesi europei ed extraeuropei. Anche in queste sezioni obbligatoria è la presenza di una collezione di dizionari linguistici, compresi quelli storici almeno per le aree linguistiche più significative (per il francese, il tedesco, l’inglese e lo spagnolo). Per le stesse aree si propone un buon livello di analisi, anche se non così approfondito, come quello indicato per la Sezione 5. Per le aree linguistiche extraeuropee, può essere sufficiente un livello introduttivo.
Cap. 6. Risorse elettroniche Per una biblioteca come la BEIC – considerando i suoi obiettivi, la sua fisionomia di servizio ed il momento in cui viene fondata – una riflessione sulla tipologia, la quantità e l’uso delle risorse elettroniche costituisce uno dei principali contributi alla progettazione complessiva della biblioteca. Le questioni implicate sono molto delicate e soggette a continue trasformazioni, per cui si rende necessario accompagnare il progetto delle collezioni di documenti elettronici con una esposizione analitica dei problemi sul tappeto. Inoltre, nella esposizione che segue, i problemi dello sviluppo delle raccolte di risorse elettroniche si incroceranno più volte con altri temi di carattere gestionale e con i problemi relativi ai servizi al pubblico. Infatti, il peso che le risorse elettroniche rivestiranno all’interno della BEIC condizionerà in larga misura il modo di essere e di funzionare della biblioteca stessa. 6.1. Considerazioni preliminari. In primo luogo sono necessarie alcune riflessioni di fondo: A. La rilevanza e l'impatto delle fonti informative elettroniche sullo sviluppo delle collezioni digitali presentano ad oggi cambiamenti continui difficilmente fotografabili, se non a ritroso, e mutazioni di comportamento rapide e imprevedibili. La crescita numerica esponenziale delle risorse elettroniche e la loro evoluzione verso nature ancora non del tutto chiare rende questi oggetti difficilmente inquadrabili in modellizzazioni preventive teoriche. B. Anche le dinamiche e i flussi di mercato riflettono uno scenario alquanto in movimento tale da rendere improbe previsioni finanziarie non immediatamente applicabili. C. Tali considerazioni preliminari richiedono che la stesura della parte del progetto riguardante la collezione di risorse elettroniche venga rivista ed aggiornata due anni prima dell'apertura effettiva della BEIC e che comunque ogni politica che regoli in futuro lo sviluppo e la crescita delle collezioni digitali della biblioteca venga rivista ed aggiornata su base annuale. D. L'andamento di crescita numerica delle risorse elettroniche prive di supporto produce un grafico non sovrapponibile, o in qualche modo comunque non parallelo, alla crescita dei contenuti su supporto cartaceo. Tale condizione si differenzia anche tra crescita di produzione intellettuale di contenuto posta su supporto cartaceo e quella registrata (nata o riprodotta) su supporto CD-Rom. E. In relazione al punto precedente si possono individuare diversi orientamenti che tengano conto di due opzioni diverse a cui dare priorità: a) data una massa critica calcolata sulla base del totale delle collezioni fisiche della BEIC, si può individuare quale debba essere la percentuale di risorse elettroniche da mettere a disposizione in servizi da offrire all’utenza. Oltre ad un approccio numerico quantitativo in tale opzione si applicherebbero anche dei correttori basati sui contenuti delle collezioni; b) indipendentemente dal dimensionamento delle collezioni fisiche (quantitativo e qualitativo) si potrebbe agire sui bisogni dell’utenza direttamente, andando a creare collezioni basate sulla domanda, espressa o inespressa, che andrebbero ad affiancarsi e ad integrarsi all’interno delle altre collezioni/servizi. Si può dire che il dimensionamento fisico della biblioteca non è un fattore strettamente correlato alla dimensione della collezione digitale, che dovrà piuttosto basarsi sulla fisionomia della biblioteca stessa e sull’impatto che tale collezione digitale (o insiemi di collezioni) deve avere sull’utenza, o meglio su utenze differenziate, soprattutto potenziali. Il ruolo e la fisionomia della biblioteca, più che il suo dimensionamento fisico, sono i cardini su cui basarsi per la costituzione di una collezione di risorse elettroniche che soddisfi le necessità di fasce di utenza sofisticata, che anticipi le richieste di fasce di utenza in crescita offrendo servizi all’avanguardia affinché bisogni inespressi concretizzati portino movimento culturale e ricchezza economica. Questo flusso circolare di bisogni/servizi comporta, se legato all’analisi della domanda potenziale, un miglioramento della qualità della vita della cittadinanza che afferisce alle collezioni di risorse elettroniche attraverso una crescita culturale e, di conseguenza, anche economica, che inizialmente può coinvolgere fasce di utenza più colta, a livello trasversale (categorie imprenditoriali, medici di base, insegnanti ecc.) ma che, poco per volta, dilagherebbe in modo orizzontale coinvolgendo le fasce di utenza partendo dal basso. Le fonti e gli strumenti concretizzati in servizi virtuali fungerebbero quindi da intermezzo logico tra domanda e offerta. F. La fisicità della biblioteca appare comunque come nocciolo imprenscindibile dal momento in cui ogni servizio virtuale, che offra collezioni di risorse elettroniche, deve necessariamente svolgersi all’interno della biblioteca stessa (utenti registrati, ma anche walking users che in seguito potrebbero fidelizzarsi a determinati servizi). Ciò al fine di valorizzare il contesto in cui tali servizi nascono e si sviluppano, servizi che sono tesi a creare momenti di aggregazione sociale. G. La questione delle definizioni ai fini del documento risulta fondamentale: che cosa si intende per risorsa elettronica (fonti elettroniche informative, servizi online, risorse multimediali ecc.), classificazione per tipologia (OPAC, banche dati, e-journals, e-texts ecc.) all’interno del progetto generale Questa distinzione risulta fondamentale in quanto se una fonte informativa quale una banca dati bibliografica può andare a sostituire eventuali strumenti repertoriali cartacei costosi e meno efficaci, per i servizi online la questione risulta assai diversa. Infatti nel caso di banche dati bibliografiche, una volta che si è deciso di optare per il solo online (o per un affiancamento transitorio) difficilmente si torna indietro; caso mai si può cambiare il fornitore o il produttore o per differenti versioni della banca dati più convenienti (in termini di costi/benefici). Per i servizi online (offerti da aggregatori esterni) la questione risulta più complessa in quanto presentano una serie di servizi a valore aggiunto che possono ruotare (oppure no) attorno a dei prodotti banche dati, e che si evolvono continuamente a livello di offerta, ma anche di costi. I servizi online richiedono quindi una taratura continua in rapporto all’impatto che essi hanno sull’utenza. Nei paragrafi che seguono viene proposta una prima elencazione di questioni (talvolta solo per punti), per alcune delle quali si è già raggiunto un primo livello di sviluppo, che saranno compiutamente affrontate nel documento finale.
6.2. Fattori di background da considerare: esterni I fattori da considerare sono:
6.3. Fattori di background da considerare: interni Altri fattori da considerare sono:
6.4. Criteri generali Le risorse elettroniche saranno selezionate sulla base degli stessi principi con cui sarà selezionato il materiale su supporto cartaceo o fissato su altri media. Ciò che va considerato ai fini della selezione sono due condizioni:
Nei paragrafi che seguono vengono passate in rassegna varie tipologie di risorse documentarie elettroniche. 6.5. Suddivisione primaria: condizione In questo contesto possiamo suddividere le risorse elettroniche in due grosse condizioni:
Ai fini della selezione delle risorse elettroniche le condizioni di cui sopra non sempre fanno la differenza in termini di qualità. Vi sono risorse assai prestigiose ad accesso completamente gratuito e risorse che si pagano a caro prezzo che invece non meritano grande attenzione. Ciò è evidente non solo nelle fonti che possono essere di interesse per le biblioteche a carattere informativo-divulgativo, cui può in linea di massima essere assimilata la BEIC, ma anche per fonti di interesse specialistico che vengono solitamente utilizzate da biblioteche di ricerca di altissima specializzazione. Il servizio PubMed che ruota attorno a MEDLINE, la banca dati di settore biomedico più importante a livello internazionale, che comprende ben 12 milioni di riferimenti bibliografici con abstract è ad accesso completamente gratuito, come decine di altre banche dati di alto livello qualitativo offerte da siti istituzionali. Vi sono anche esempio di noti e prestigiosi periodici elettronici che sono ad accesso gratuito come per esempio il BMJ British Medical Journal o il JHEP di fisica delle alte energie della SISSA di Trieste. Vi sono siti che raccolgono importanti testi monografici digitalizzati e quindi sono fonte notevole di informazione su determinati settori, per esempio i 571 testi a carattere storico per la matematica sul sito della Cornell University. Notevoli anche tutte gli archivi di pre-print ad accesso gratuito contenenti materiale di alto livello qualitativo, seppur specialistico (anche se non sempre) che offrono materiale 'grigio' nei vari settori della ricerca. Un'attenta valutazione di tutto quello che è offerto gratuitamente potrebbe già essere un buon punto di partenza per un portale della conoscenza organizzato per materia e suddiviso per grosse tipologie (OPAC esclusi): - banche dati - e-journals - e-texts - open archive Le risorse a pagamento sono tutte le altre e naturalmente in questo ambito è bene muoversi in un contesto di condivisione e cooperazione (vedi § 6.12). Per l'editoria scientifica, ad oggi, quasi tutto il materiale corrente presente a stampa è anche presente in versione elettronica e/o online di rete. Esiste ad oggi una grande massa critica di materiale STM (scientifico-tecnico-medico) disponibile in formato elettronico-digitale, contro una scarsa presenza di collezioni di risorse all'interno delle biblioteche. 6.6. Suddivisione secondaria: il supporto versus RER Due le grandi categorie seppur molto frastagliate all'interno
Vediamo separatamente queste due categorie, partendo dalle risorse elettroniche su supporto fisico. Per le risorse su CD-Rom (per il momento altri media sono accantonati) è necessario suddividere ulteriormente tra:
Per quanto riguarda invece le risorse elettroniche su server, sostanzialmente possono coesistere due categorie:
6.7. Tipologie di accessi ad oggi esistenti
6.8. Costi 6.8.1. Database networking Quando si parla di costi in relazione al database networking o ai servizi informativi on-line offerti dagli aggregatori di database dobbiamo riferirci a un meccanismo di analisi piuttosto complesso che tocca più aspetti, e che passa per più direttrici:
Per i sistemi di database networking si dovranno quindi valutare i costi in relazione a:
6.8.2. Aggregazioni di database Per i sistemi in aggregazioni di database vanno valutati invece i seguenti costi:
6.9. I produttori e distributori di risorse elettroniche Va posta estrema attenzione alle dinamiche, tra l'altro in continua evoluzione in uno scenario mutevole, in rapporto sia al prodotto banca dati, al suo supporto, sia in relazione al sistema d'accesso: database networking oppure on-line a singola banca dati su Web. Risulterebbe assai antieconomico dotarsi di un sistema di database networking (per quanto si possano fare previsioni del genere rispetto a ciò che sarà disponibile da qui a 5-8 anni, quando i servizi della BEIC saranno realizzati) contenente un singolo database, in quanto in quel caso risulterebbe sicuramente più funzionale un accesso via Web, laddove esistente, allargato all'intero dominio del sistema. In ogni caso vanno valutati i costi anche laddove vi sia una macchina server già disponibile per altri sistemi. Possiamo provare a tracciare alcune linee guida per una valutazione del prodotto banca dati in relazione al tipo di sistema che si intende scegliere:
6.10. Nucleo degli elementi da considerare quali criteri di base
6.11. Risorse elettroniche e proprietà intellettuale 6.11.1. Problemi della proprietà intellettuale La questione è assai complessa e delicata, e su di essa ci si soffermerà diffusamente nella stesura del documento finale. Sostanzialmente l'attenzione va posta su due versanti:
Per quanto riguarda i problemi che la BEIC potrebbe incontrare in qualità di fruitore dell'informazione, si segnala che nell'acquisizione delle risorse elettroniche va posta estrema attenzione alle clausole contrattuali relative alle manovre consentite e a quelle vietate. Si può suggerire di regolamentare questi aspetti attraverso la stesura di una carta dei diritti (o di un contratto tipo, anche se è preferibile una 'carta dei diritti dell'acquirente' sganciata dal contratto, ma citata all'interno del contratto stesso). Nella carta dei diritti dovranno essere indicati tra i vari punti che cosa si intende per servizi di biblioteca e che cosa si intende per utente autorizzato. Nei servizi di biblioteca si faranno ricomprendere tutte le manovre che si dovranno poter operare sulle risorse elettroniche (in particolare le banche dati), che permetteranno di creare servizi a valore aggiunto e di diffondendere e trasmettere 'a distanza' informazioni a utenze anche remote. Tali manovre (su cui comunque si esplorerà a fondo nel documento finale) dovranno prevedere: circolazione delle informazioni, estrazione dei dati, re-impiego dei dati (a vari livelli), oltre alla conservazione di quanto acquisito. Ma la BEIC sarà anche produttore/gestore dell’informazione. In questo senso sarà importante conoscere bene le normative esistenti al fine di avere capacità negoziali per acquisire/chiedere la cessione di eventuali diritti esclusivi ai detentori di diritti (sfera dei diritti parimoniali economici). Ciò consentirebbe, per esempio, di porre la BEIC non solo nella condizione di 'service provider' creando e gestendo servizi per la disseminazione dell'informazione (punto a), ma di divenire 'data provider' realizzando archivi differenti integrati tra loro e supportando l'attività di raccolta dati informativi attraverso interfacce dinamiche. Questo porrebbe la BEIC all'interno del mercato dell'editoria elettronica in qualità di attore e soggetto attivo con probabili ricadute positive in termini di immagine ma anche in termini economici. 6.11.2. Normative In relazione al punto di cui sopra, va sottolineato come a livello internazionale vi siano differenti sistemi normativi che regolano la proprietà intellettuale. A livello europeo il sistema che regola la proprietà intellettuale è quello basato sul diritto d'autore. La BEIC, essendo inserita appunto in un contesto europeo, dovrà porre particolare attenzione ai movimenti attorno alle direttive europee, partecipando attivamente alle discussioni e proponendosi parte attiva all'interno delle istituzioni. Il comprendere i meccanismi che sottendono ai sistemi normativi che regolano la proprietà intellettuale può risultare strategico. Per le collezioni digitali la BEIC potrebbe offrire un 'servizio-ponte' tra le Direttive dell'UE e i bibliotecari (attività informativa/formativa, tutorial virtuali, forum di discussione, linee guida). Allo scopo è bene ricordare che, a livello normativo, il contratto ha valenza superiore rispetto alle leggi. Laddove una norma nazionale, una direttiva europea o un trattato internazionale stabiliscono "eccezioni" alle tutele a vantaggio del diritto di accesso all'informazione è fondamentale quindi che tali 'limitazioni dei diritti' non vadano perduti in contratti capestro che siano più repressivi rispetto a quanto previsto dalle norme. Questo concetto è fondamentale se si tratta materiale digitale anche nella qualità di semplici fruitori di informazioni, per esempio per le normali attività di circolazione delle informazioni (servizi di document delivery, stampe e scarico di documenti dalla rete ecc.) 6.11.3. Tutela Ogni documento che viene trattato in biblioteca può essere oggetto di tutela: sullo stesso possono gravare differenti diritti. Se per i documenti fisici tangibili la questione può essere relativamente semplice, il discorso si complica per l'informazione elettronica dove il puro contenuto può subire manipolazioni, essere copiato in modo da risultare perfettamente identico all'originale, essere riprodotto in copie infinite. Per questi motivi tutto il discorso sulla proprietà intellettuale dovrà essere costantemente presente nelle politiche di creazione e sviluppo delle collezioni di risorse elettroniche e tenuto in considerazione in ogni operazione sulle stesse.
6.12. Fattore cooperazione Visti gli alti costi sia per l'accesso a risorse elettroniche in remoto sia per l'acquisizione di collezioni da gestire in locale, è auspicabile procedere in modo cooperativo lungo queste direttive:
Queste quattro linee di intervento si orientano ad un modello che preveda accordi con le Università del territorio (che sono tra gli enti che fin dall’inizio hanno promosso la nascita della BEIC e che hanno maturato significative esperienze nel campo della condivisione dei documenti elettronici, anche dando vita a forme consortili) per rientrare come nodi IP di rete BEIC negli accessi alle risorse elettroniche (locali e remote) in dominii di tipo allargato. Questo per soddisfare per esempio l'utenza studentesca che afferirà alla BEIC, ma anche per offrire strumenti di alta qualità per studi trasversali. Accessi a sistemi coordinati di banche dati con raccolte di norme e standard (ISO; ANSI, AFNOR, UNI ecc.) potrebbero risultare strategiche per un settore di grande interesse come quello attuale della qualità, di particolare interesse per i servizi di business information che la BEIC intende attivare. Vi sono sistemi client/server su mainframe che consentono accessi condivisi tra enti diversi. Naturalmente questo modello di accessi condivisi per risorse comuni, presuppone capacità di muoversi all'interno di consorzi con attività negoziali che richiedono personale con competenze particolari. Nell'ottica di tale cooperazione potrebbe risultare interessante una cooperazione con attori diversi del mercato dell'editoria elettronica al fine di offrire servizi all'avanguardia incardinati entro altri servizi della biblioteca. Tali cooperazioni potrebbero concretizzarsi in progetti di digitalizzazione per collezioni particolari, o di servizi innovativi quali per esempio un servizio di Print on Demand o stampa a richiesta. Tale idea viene descritta al successivo § 6.13. 6.13. Servizio Print on Demand I libri, l’editoria elettronica, ma principalmente le biblioteche, rivestono un ruolo essenziale in relazione al diritto di accesso all'informazione quali veicoli nella promozione dell'educazione, della cultura e delle diversità linguistiche. Due gli indirizzi principali delle linee guida del Consiglio d'Europa:
Premessa ad un discorso sul Print on Demand in contesto europeo è la bozza delle linee guida del Consiglio d'Europa sulla legislazione e sulle misure politiche per lo sviluppo del libro e dell'editoria elettronica. In tale documento si riconosce la funzione che i libri e l'editoria elettronica giocano come vettori della libertà di espressione, senza limitazioni di accesso all'informazione e il contributo fondamentale che svolgono nel rafforzamento della democrazia e del rispetto dei diritti umani all'interno della società. On demand printing è una tecnologia che rivoluziona il modo di produrre, di distribuire e di acquistare libri e quindi rivoluzionerà il mercato dell'editoria e coinvolgerà anche le biblioteche. Print on demand è un servizio, un'attività lanciata in Europa nel 1998, negli Stati Uniti e Canada sin dagli inizi degli anni novanta, in risposta ai bisogni dei creatori di contenuti e alle necessità dei piccoli e medi editori, dovuti in parte alle grosse difficoltà nel processo di distribuzione. Le biblioteche potrebbero avere un ruolo determinante nel confezionamento di servizi alternativi e personalizzati a utenze specifiche. La BEIC in questo contesto potrebbe esercitare un ruolo prevedendo un servizio di Print on Demand, posto nelle adiacenze della sala "attualità e prime informazioni" da una parte e in un punto dedicato al "materiale fuori stampa" (tipico della tecnicologia PoD) dall'altra. Un terzo punto potrebbe essere coinvolgere l'utenza studentesca per la stampa a richiesta di testi didattici. Il Print on Demand potrebbe essere una soluzione alternativa alle questioni sulla proprietà intellettuale e sulla gestione dei diritti, diritti di proprietà che inficiano il diritto di accesso all'informazione da parte della collettività. Il modello Print on Demand, facile ed economico potrebbe risultare vincente stabilendo il giusto equilibrio tra le legittime esigenze degli aventi diritto (autori ed editori) e il diritto di accesso all'informazione che le biblioteche devono poter assicurare ai propri utenti per l'interesse generale collettivo. Le nuove opportunità che il Print on Demand potrebbe offrire alla BEIC si concretizzano principalmente in due ambiti:
Questo secondo punto rientra nei temi della digitalizzazione, che pure figura tra le opzioni di fondo che sono state indicate nei primi elaborati progettuali riguardanti la BEIC. In talune biblioteche degli Stati Uniti il Print on Demand è entrato a far parte dei nuovi servizi offerti all'utenza, e talvolta è incardinato all'interno del servizio di prestito. Questo a riprova che bibliotecari ed editori non sono sempre in disputa. L'esperienza attuata in alcune biblioteche pubbliche statunitensi permette di distribuire all'utenza differenti copie per documenti con un alto tasso di richieste, soddisfacendo una fetta di mercato che ha esigenze culturali meno impegnative, ma che comunque si rivolge alle biblioteche. In contesti più specialistici, per la distribuzione di testi accademico-scientifici, in accordo con varie biblioteche di università, tale servizio consentirebbe una stampa a richiesta per contenuti di livello altamente specializzato, in modo da soddisfare le esigenze di utenze specifiche. Il Print on Demand quale opzione all'interno dei servizi di prestito e di document delivery della BEIC vedrebbe, per certi versi, il superamento di alcuni punti critici. Tre i punti trasversali, individuabili in un primo momento, raccolti comunque all'interno di un unico servizio PoD, dove sarà disponibile una macchina stampatrice adeguata e preposta al servizio (per le caratteristiche tecnologiche delle macchine, una progettazione di dettaglio potrà essere effettuata solo poco prima dell'apertura della BEIC):
Il primo punto verrebbe incardinato all'interno dell'esposizione contemporanea continuamente rinnovata, con circa 10.000 documenti fisici presenti. Il settore editoria elettronica è in evoluzione e quindi per il 2007 sicuramente vi sarà ampia disponibilità di testi già digitalizzati dagli editori e messi su server remoti. Alcuni dei testi 'esposti', ovviamente esclusi dal prestito, potranno essere 'stampati a richiesta' dagli utenti, con costi relativamente bassi: decisamente inferiori all'acquisto, poco superiori ai costi di fotocopiatura, offrendo un servizio assai interessante e rispettoso delle norme sui diritti di proprietà intellettuale. Il secondo punto riguarderebbe materiale fuori stampa presente in rete e comunque recuperabile per stampe a richiesta. L'individuazione di tali materiali su server di editori o stampatori online rientrerebbe all'interno delle informazioni organizzate nel portale di cui al punto b) del § 6.17. Altro servizio interessante, che in talune esperienze estere viene affiancato anch'esso ai servizi di prestito in biblioteche accademiche è la possibilità di stampare testi dei corsi universitari in modalità Print on Demand e di "affittarli" agli studenti. La BEIC potrebbe pensare di creare un terzo punto per questo tipo di materiale didattico (scuole superiori e università). Si tratta di testi ad alta frequenza di prestito giornaliero o di dispense che vengono richiesti dagli studenti per poche ore, al fine di una loro riproduzione, tra l'altro spesso illegale. Del resto il testo universitario ha costi elevati e quindi la reprografia consente allo studente di avere a disposizione del materiale su cui studiare. Al fine di sanare questo circuito vizioso e tramutarlo in un circuito fruttuoso per tutti, il Print on Demand offre l'opportunità di stampare tirature più basse a costi modesti, di ristampare tutte le volte che serve il testo eventualmente aggiornato, di evitare una fotocopiatura dei testi indiscriminata. Un testo stampato a richiesta costa poco più di un testo fotocopiato, ma la qualità è assai migliore. Il fatto quindi di piazzare sul mercato molte più copie, rispetto alla stampa tradizionale, torna a vantaggio anche dell'autore (vedi progetto europeo HERON Higher Education Resources ON demad). Lo scenario in Europa presenta, oltre alle esperienze nordiche già abbastanza collaudate, alcune interessanti esperienze PoD in via di sviluppo, sebbene limitate e circoscritte, a differenza degli Stati Uniti e Canada dove l'attività di Print on Demand trova spazio, come abbiamo visto, all'interno dei servizi di biblioteca. La BEIC potrebbe inserirsi quale ponte tra il mondo dell'editoria elettronica e l'utenza, all'interno di un esperimento pilota che coinvolga un numero definito di editori e materiali, individuati a seconda del target a cui si rivolge il servizio.
6.14. Criteri di selezione del materiale La natura e proporzioni della collezione di risorse elettroniche da acquisire sono in relazione sia alla fisionomia (carattere e peculiarità) sia al dimensionamento (strutturale e organizzativo) della biblioteca stessa e non per ultimo alle risorse finanziarie a disposizione. I fattori da valutare sono quindi prima di tutto quelli legati alla biblioteca e ai suoi servizi, quindi alla sua utenza:
Questi fattori possono essere raggruppati in quattro filoni:
6.15. Criteri di scelta del materiale La scelta delle risorse elettroniche da mettere a disposizione all'utenza, ma anche da utilizzare all’interno, come strumento di lavoro per i bibliotecari, rispecchierà quella che è la fisionomia stessa della BEIC, quindi una buona scelta renderà un buon servizio di informazione, ma anche sarà di supporto al lavoro quotidiano del bibliotecario:
Particolare attenzione va posta nell’attività di scelta del materiale da acquisire. Infatti, la forma e i modi in cui una risorsa elettronica si presenta possono essere numerosi e a prima vista ci si può facilmente confondere, per cui bisognerà saper individuare e scegliere all'interno di una attenta valutazione. I tradizionali criteri di scelta applicati alle bibliografie ci dicono in cinque punti chiave quali sono i criteri base da prendere in considerazione, e risultano validi anche per l'acquisto di database. In particolare si tratta di individuare:
Scendendo più in dettaglio e in rapporto ad una scelta ben più complessa rispetto al materiale cartaceo, prima di acquistare delle fonti di informazione digitale, i criteri da prendere in considerazione possono essere più numerosi. Utilizzeremo il termine banca dati, per la griglia di seguito riportata, e per questo tipo di analisi, tenendo fermo il concetto che nelle banche dati vengono qui ricomprese:
*OPAC in generale * cataloghi di grosse case editrici, i quali permettono il controllo dei dati bibliografici e la disponibilità effettiva del documento prima di effettuare un ordine; * banche dati accademiche ad accesso gratuito contenenti reports, preprints, cataloghi; * manuali (anche a larga diffusione) e volumi full-text; * consorzi di biblioteche (vedi OCLC), interrogabili in modalità client/server o anche via web; * pagine informative o pagine Web di cui si parlava sopra; * bulletin boards, annunci di conferenze, convegni, ecc.
In questa griglia si possono riassumere i target che scaturiscono dai cinque criteri base di cui sopra, ampliabili in una ventina di punti fondamentali che permettono di analizzare in modo più analitico lo strumento nel suo complesso. Scopo: ambito disciplinare in rapporto all'utenza, specificità della banca dati Tipo di supporto e versione digitale: floppy, Cd-Rom (per accesso stand alone o multiutenza), abbonamento on-line Tipologia: banca dati fattuale, bibliografica, catalografica ecc. (analisi del tipo di fonte) Analisi strutturale: composizione architetturale dell'insieme: database singolo o collettivo (insieme di più database) anche in relazione alle vari versioni (insiemi che variano rispetto ai supporti) Edizione: nuova edizione, banca dati intera o parte di una banca dati più ampia, sezione di un database unita ad altro Natura: monografica oppure seriale Area temporale: corrente o retrospettiva (o anche opera aperta o chiusa) Area geografica di copertura: locale, nazionale, europea, internazionale Esausitività: copertura in relazione a quando prodotto per quella determinata disciplina e in quell'ambito geografico Aggiornamento: legato alle differenti versioni e supporti Struttura del database: analisi del record, dei suoi campi componenti, presenza o meno di abstract o recensione Autorevolezza: produttori del database, indicizzazione da parte di software house, distributori intermediari, fonti dell'informazione originarie; metodo e realizzazione della banca dati Trattamento: accuratezza dei dati, formato di presentazione dei dati, comprensibilità Indicizzazione: presenza di thesauri o schemi di indicizzazione Caratteristiche particolari: tipologia particolare della banca dati per aspetti legati alla documentazione che descrive o dei dati che tratta Interfaccia di accesso: modalità di connessione, interfaccia (CUI, GUI) in rete o su client (Z39.50, o altre tipologie di client); amichevolezza di approccio con l'utente Linguaggi di interrogazione: flessibilità nelle ricerche, sessioni di ricerca per raffinamenti successivi, utilizzo di operatori Modalità di interazione e di colloquio: possibilità di salvataggio dati, di stampa o di invio di ricerche anche via mail, possibilità di memorizzare le sessioni di ricerca, funzionalità SDI, Library Holding, connessioni con link dinamici a eventuali full-text, modalità colloquiale in uscita e in ingresso Rapporto con banche dati similari: unicità, eventuali sovrapposizioni di informazioni con altre banche dati simili per disciplina, complementarietà, comparazione nella struttura dei dati in relazione al tipo di informazione e ad eventuali presenze di abstract o recensioni con altre banche dati analoghe Costi: in relazione alle versioni differenti, e a tutti gli aspetti citati 6.16. Fattore integrazione Nei precedenti elaborati progettuali che sono stati predisposti, si sostiene in modo netto che all’interno della BEIC i materiali non saranno suddivisi per supporto e che si promuoverà un uso combinato di documenti cartacei ed elettronici. Tale scelta viene anche ribadita in più punti del presente documento. Anche il dimensionamento e le peculiarità delle collezioni fisiche della biblioteca rivestono la loro importanza per alcuni aspetti fondamentali. Gli aspetti dell'integrazione si muovono lungo queste linee:
Vari i tipi di integrazioni che si descrivono di seguito:
Il modello di interfacce dinamiche differenziate potrebbe assomigliare a quello strutturato per la Internet Public Library (www.ipl.org), sebbene integrato con altre tipologie di risorse elettroniche e sicuramente più moderno nell'impianto generale.
6.17. Fattore visibilità Come già è stato detto il problema delle risorse elettroniche è immediatamente correlato a quello della loro fruibilità e più in generale a quello dei servizi al pubblico. Dalle integrazioni di cui al § 6.16 si potrebbe prevedere la creazione di due "ambienti" virtuali:
Sono attualmente disponibili sul mercato software anche gratuiti (per esempio sviluppati da Università statunitensi) che consentono di catalogare e organizzare le risorse informative da inserire all'interno del portale. Comprese quindi anche le risorse contenitori 'interne' alla biblioteca (OPAC, collezioni digitali, altre collezioni ecc.). Questi strumenti sono in grado di mettere a disposizione sul web da uno a <n> servizi: moduli d'ordine (o form vari), forum e conferenze, mailing list, news, ricerche sugli archivi, negozi virtuali e così via, attraverso la gestione di un semplice archivio. Alcuni di questi software consentono una 'personalizzazione' del portale, realizzando anche a livello virtuale l'idea di "biblioteca centrata sull'utente".
6.18. Ipotesi di servizio e di dimensionamento. I problemi legati all’organizzazione e all’uso delle risorse elettroniche consigliano di inserire a questo punto del documento alcune considerazioni che, sia pure non riferite unicamente a questa tipologia di documenti, sono in gran parte legate alla modalità con cui i documenti elettronici vengono organizzati in funzione dell’uso e poi effettivamente fruiti.
6.18.1. Modalità di presentazione delle risorse informative Una stessa risorsa informativa può essere presentata ad un utente di biblioteca in modalità diverse:
In confronto alle modalità analogiche, i formati digitali permettono l’immagazzinamento in supporti di altissima capacità e l’applicabilità immediata di potenti tecniche di elaborazione dei dati, mentre la possibilità di teletrasmissione, condivisa con alcuni tipi di modalità analogiche (magnetiche), consente quelle velocità di trasferimento dell’informazione che stanno radicalmente cambiando i parametri della civiltà umana. L’informazione in forma digitale elimina quindi la necessità di accumulare voluminose raccolte di supporti presso di cui l’utente deve recarsi per poter accedere in tempi relativamente brevi ai documenti. Tuttavia, almeno per decenni ancora, una parte consistente dell’informazione che verrà scambiata non sarà disponibile in forma digitale, e comunque la presentazione su carta continuerà a essere preferita, per motivi tecnici, culturali o psicologici, anche per l’informazione disponibile in forma digitale. Libri, giornali, riviste continueranno a essere prodotti su carta per un uso più o meno durevole nel tempo, e la conservazione dei supporti in biblioteche di impianto sostanzialmente tradizionale continuerà ad avere motivazioni differenti da funzionalità di tipo museale.
6.18.2. L’offerta informativa della BEIC: risorse digitali e presentazioni multimodali Per una grande biblioteca proiettata nel futuro come la BEIC, la base concettuale dell’offerta informativa è rappresentata dall’unità, che si riconosce nella tendenza alla digitalizzazione globale dell’informazione, nella multimodalità delle presentazioni funzionali per la selezione e la fruizione da parte degli utenti. Già oggi gran parte delle pubblicazioni periodiche di ambito scientifico a stampa sono disponibili in versione digitale. Nelle attività della BEIC risorse a stampa o in formato digitale, immagazzinate localmente o ad accesso remoto saranno considerate unitariamente se sono manifestazioni di una stessa unità informativa. Le acquisizioni di risorse informative su supporto o di licenze d’uso comprenderanno le diverse modalità di presentazione in un’unica soluzione o saranno comunque definite e attuate in modo integrato sulla base di valutazioni delle specifiche convenienze di tali presentazioni, per quanto riguarda le caratteristiche d’uso, i costi di acquisizione, di gestione ecc. Ad esempio, per molte banche dati l’acquisto della presentazione su carta potrà essere ritenuta inutile, mentre per altre potranno essere messi a disposizione degli utenti aggiornamenti o estratti su carta, senza assumersi l’onere di conservarli in permanenza. Così per quotidiani o periodici, la copia cartacea potrà essere acquisita per essere tenuta in sala lettura per un tempo limitato, eliminandola successivamente (scarto) e mantendo per l’arretrato solo l’accesso online. Altri periodici potranno essere conservati, con la gestione tradizionale di biblioteca della rilegatura e della collocazione a scaffale; altri potranno essere accessibili soltanto online, sia che la BEIC provveda a scaricarli e a gestirli localmente sui propri server, sia che li renda disponibili in accesso remoto. Sarà inoltre valutata la convenienza di una gestione locale delle risorse digitali, mediante sistemi di database networking alimentati da CD-Rom o trasferimenti FTP, rispetto all’accesso remoto tramite client proprietario, client Z39.50 o browser Web. Sviluppati inizialmente per la gestione e l’interrogazione di database trasferiti e aggiornati tramite CD-Rom in rete locale o geografica, su architetture di teleassistenza, client-server o Web browser-server, mantenendo le interfacce e i linguaggi di interrogazione originari, oppure con un’unica interfaccia e un unico linguaggio di interrogazione, i sistemi di database networking hanno per qualche tempo accusato maggiori limitazioni rispetto alle versioni su Web in accesso remoto. Tali limitazioni si riferivano e si riferiscono tuttora, alla garanzia di accesso all’aggiornamento più recente del database (cosa impossibile per la modalità di aggiornamento tramite CD-ROM periodici, rilasciati a cadenza di diversi mesi), e alla possibilità di raggiungere agevolmente altre fonti e servizi informativi navigando sui link. L’evoluzione in corso nei sistemi di database networking sta colmando queste lacune, rendendoli di nuovo competitivi nei confronti dell’accesso remoto. In ogni caso le tecnologie di database networking sono comunque indispensabili per CD-ROM che non hanno corrispettivo online. Molte risorse informative resteranno disponibili solo su CD-ROM, soprattutto al di fuori di un determinato ambito scientifico ancora per un lungo periodo.
6.18.3. Il ruolo della BEIC nelle dinamiche del mondo dell’informazione L’offerta informativa della BEIC sarà definita e realizzata, in termini di qualità e quantità dei contenuti, accessibilità, economia, in funzione:
Per ottimizzare il rapporto costi / benefici nell’acquisizione delle risorse informative, saranno attivate le opportune forme consorziali e di condivisione / estensione di licenze, specialmente con le istituzioni universitarie, tecnico-scientifiche e di ricerca operanti nel territorio, o in ambito nazionale o europeo. Tali accordi saranno molto importanti per permettere:
Su questa base la BEIC costituirà il prototipo di un ruolo innovativo e dinamico delle biblioteche nel mercato editoriale italiano e europeo, che avrà importanti conseguenze di ordine economico e culturale. Nel contesto di questi accordi il rapporto con l’industria della produzione, trasformazione e distribuzione del contenuto sarà diretto e collaborativo e punterà a sviluppare e promuovere prodotti informativi a effettivo valore aggiunto, contrastando, con una politica di diffusione spinta, articolata e flessibile, la permanenza di rendite di posizione che ostacolano l’evoluzione e la crescita della cultura in un mondo che sarà in apparenza sempre meno stabile e in realtà sempre più interconnesso attraverso dinamiche complesse e mutevoli. La promozione del tradizionale oggetto libro sarà uno degli obiettivi delle molteplici forme di collaborazione che saranno attuate, ma gli accordi con gli editori potranno spaziare dal deposito in BEIC sia del prodotto cartaceo sia delle matrici in formato elettronico a forme di stampa a richiesta (Print on Demand).
6.18.4 Accessibilità e servizi collegati alle diverse presentazioni di risorse informative Caratteristica della BEIC sarà la multimodalità nell’accesso e nella fruizione delle risorse informative. L’utente potrà agevolmente scegliere la presentazione più agevole e conveniente, fra carta, video e multimediale. Possiamo vedere in parallelo le modalità d’accesso, su carta e a video, alle risorse informative nella BEIC:
La disponibilità a scaffale aperto sarà organizzata all’interno di spazi specificamente orientati verso:
Gli spazi di consultazione si snoderanno attorno a centri di reference. Saranno disponibili servizi a pagamento di fotoriproduzione e scansione elettronica.
Questi VRD funzioneranno innanzitutto da catalogo guidato alle risorse della BEIC pertinenti all’area tematica a cui si riferiscono; da essi inoltre l’utente potrà accedere a una vasta gamma di risorse e di servizi informativi, sia gratuiti sia a pagamento, quali:
Saranno disponibili, gratuitamente o a pagamento, servizi di download, masterizzazione, stampa, elaborazione di parti o interi documenti. Per l’accesso online alla BEIC, sia dalle postazioni interne della biblioteca, sia dall'esterno, si prevede la creazione di due ambienti virtuali:
6.18.5. Selezione e dimensionamento delle risorse digitali Nel quadro delle attività progettuali e di programmazione dei servizi e delle collezioni locali e virtuali della BEIC, si possono individuare diversi orientamenti che tengano conto di due possibili differenti opzioni:
Si può presentare ora un quadro della situazione attuale riferita alle seguenti categorie di risorse:
6.18.5.1. Banche dati e strumenti di reference Data la sua qualificazione di reference library, la BEIC sarà dotata di tutti gli strumenti di reference al massimo livello per ogni area disciplinare. Gli strumenti di reference saranno accessibili all’interno di Virtual Reference Desk specifici per ciascuna area disciplinare; vi sono alcune belle esperienze in rete, soprattutto in ambito australiano, come per esempio l'organizzazione delle risorse di rete nei Virtual Reference Desk tematici predisposti nella pagina "Subject-Based Electronic Resources" della USQ Library: <http://www.usq.edu.au/users/klebansk/> per la parte scientifica <http://www.usq.edu.au/users/eberle/bookmark.htm> Business Bookmarks ecc. L'acquisizione sia di banche dati sia di periodici elettronici dovrà necessariamente prevedere forme consortili di licenze contrattuali: di particolare interesse, in ambito lombardo, le esperienze maturate intorno al CILEA. In quest'ottica va vista anche l'eventuale acquisizione di collezioni pregresse che potrebbero già essere disponibili e accessibili attraverso le università. Da valutare anche la possibilità di PHS (Partner Host Service) per l’accesso alle risorse gestite localmente da parte di utenti remoti. Viceversa, in molti casi potrà risultare conveniente, più che l’acquisto del materiale, l’estensione alla BEIC dei diritti di accesso già acquisiti dalle università.
6.18.5.2. E-journal Per i periodici elettronici la questione si fa ancora più complessa, data la situazione fluida e non fotografabile allo stato attuale. Si consiglia quindi una verifica, al momento opportuno, che vada ad indagare su quello che vi sarà di disponibile sul mercato e in quale modalità. Se per i periodici su carta sarà necessario iniziare due/tre anni prima della data di apertura della BEIC, per i periodici elettronici sarà opportuno attivare gli abbonamenti l'anno immediatamente precedente, avendo cura di tenere sotto controllo la situazione a partire dai due/tre anni precedenti e recuperando eventuale pregresso in formato digitale che nel frattempo potrebbe essere variato (nella quantità disponibile e nelle modalità di acquisizione). Si può ipotizzare che nel 2007, quando si prevede l’apertura della BEIC, i periodici che usciranno su carta avranno una versione elettronica
Dei periodici disponibili in acquisto nelle due versioni,
Attualmente, buona parte dei quotidiani e dei periodici che coprono la fascia prevista per l’Emeroteca danno accesso gratuito a una versione online della pubblicazione, indipendentemente dall’acquisto della versione su carta. Su queste ipotesi, per i 2750 periodici a scaffale previsti, si può calcolare un fabbisogno complessivo annuale per abbonamenti di circa lire 1.571.000.000 a fronte del fabbisogno di lire 1.455.420.000 indicato per le sole versioni a stampa. Due tabelle che si forniscono in allegato illustrano analiticamente queste ipotesi di costo. Restano da considerare i periodici disponibili in acquisto solo in versione elettronica. Generalmente si tratta di periodici altamente specialistici, di vitale importanza per università e istituzioni di ricerca, ma probabilmente fuori dagli interessi della BEIC. In generale le collezioni universitarie sono, nella loro alta specializzazione, di livello superiore rispetto a quanto mediamente previsto per la BEIC; questo è vero soprattutto per l’area scientifico-tecnica. L’estensione alla BEIC dei diritti di accesso a determinate collezioni universitarie di periodici elettronici può alzare al Livello Ricerca, almeno in riferimento ai periodici, l’indicatore Conspectus per le aree tematiche che si prevede siano coperte a livello più basso nelle collezioni cartacee della BEIC. Va sottolineato che oggi sono disponibili in Web a titolo completamente gratuito oltre 2.900 newspaper di tutto il mondo. L'accesso a tali free access newspaper verrà affiancato ai quotidiani su carta acquistati per la sezione Emeroteca. Sono pure disponibili ad accesso gratuito oltre 3.100 periodici di buona qualità e di livello adeguato ad una biblioteca pubblica. Un buon numero di titoli di periodici di questo tipo e di buona qualità sono messi a disposizione dalla IPL, The Internet Public Library, Online Serials <http://www.ipl.org/reading/serials/> Il modello IPL è assai interessante per la presentazione delle pagine dei periodici elettronici ad accesso gratuito suddivise per ambiti disciplinari, ma anche ricercabili da interfaccia di ricerca. Esiste anche un form per l'immissione di nuovi titoli da parte degli utenti. La BEIC permetterà un agevole accesso sia ai periodici elettronici acquistati in versione parallela (carta e online) o solo online, sia a una vastissima selezione di periodici ad accesso gratuito.
6.18.5.3. E-text Per quanto riguarda le monografie digitali, una loro quantificazione all'interno delle collezioni BEIC deve necessariamente viaggiare in parallelo con le collezioni cartacee. Come specificato in altri punti del progetto, accordi con gli editori consentiranno una digitalizzazione delle monografie presenti in BEIC, per le opere sotto tutela, protette dalle leggi che regolano la proprietà intellettuale. Al di fuori di eventuali accordi con editori sarà possibile procedere ad una digitalizzazione delle opere fuori tutela, individuabili in modo trasversale e presenti in biblioteche italiane ed estere, opere di dominio pubblico. Su entrambe queste due tipologie (opere su cui gravano diritti d'autore o editoriali e opere di dominio pubblico) si applicherà la tecnologia Print On Demand. Forme e modi e identificazione delle opere da digitalizzare, tecnologie e tempi di attuazione dei processi dovranno essere valutati dal gruppo digitalizzazione. Possiamo riassumere le attività proponibili per la BEIC in relazione agli e-text nella seguente tabella che fotografa la situazione attuale:
Sempre da quanto recuperato da IPL, The Internet Public Library, la Online Texts Collection presenta un'interfaccia di ricerca a oltre 16.500 titoli monografici, tutti ad accesso gratuito. Tali titoli sono anche organizzati secondo classificazione Dewey e rimandano alle versioni esistenti all'interno delle varie Digital Libraries presenti nel mondo. Le collezioni che raccolgono grosse quantità di testi digitalizzati sono ad oggi, nel mondo, oltre 150 per oltre 20.000 monografie digitalizzate.
6.18.5.4. Open archives Un’altra categoria importantissima di risorse elettroniche si riferisce ai documenti contenuti negli Open Archives. Il termine Open non significa necessariamente "gratuito", come pure il termine Archive non ha il significato tradizionale di "archivio" come è inteso in contesto archivisto-documentario. Si tratta di server, solitamente disciplinari, ma anche istituzionali, contenenti documenti di ambito accademico scientifico che ad oggi sono per lo più ad accesso libero (in seguito l'accesso potrebbe essere regolato da password o IP a riconoscimento di dominio). In tali server sono contenuti spesso documenti di alto livello scientifico che in seguito vengono pubblicati sulle riviste specializzate di settore. Negli ambienti accademici, da qualche anno, gli OA stanno costituendo una zona di scambio ove gli scienziati mettono a disposizione della collettività i lavori scientifici appena creati. In diversi settori disciplinari vi è una gran quantità di questi documenti liberamente disponibili, di solito ad utilizzo degli specialisti, ma che comunque costituiscono un utile punto di riferimento. Per esempio il server della NASA ha centinaia di migliaia di documenti accessibili mediante vari servizi. Il CERN mette a disposizione oltre 170.000 documenti di fisica delle alte energie a testo pieno e liberamente scaricabili in vari formati; sempre per la fisica il server di Los Alamos, arXve.gov, con diversi mirror sparsi per il globo, rappresenta il primo esempio (attivo dal 1991) di rete centralizzata. Reti europee a modello distribuito sono state sviluppate per la matematica (MPPress) e per l'informatica (ERCIM, nell’ambito della Networked Computer Science Technical Reports Library, NCSTRL). L’economia ha una rete internazionale di servizi, NetEC/RePec, dove i dipartimenti economici delle università e degli istituti di ricerca di tutto il mondo fanno confluire i lavori dei loro studiosi. Anche il server CogPrint per le scienze cognitive, neuroscienze, linguistica e filosofia e il server per la chimica Chemical Physics Preprint Database mettono a disposizione documenti specifici in tali aree disciplinari. In campo biomedico vengono utilizzati differenti modelli di comunicazione, ma dal 2000 stanno sorgendo anche in questo settore aree ad accesso libero dove gli studiosi possono collocare i propri lavori. Tali esperienze sono portate avanti dalla collaborazione di editori, biblioteche e associazioni. È il caso, per esempio, di HighWire Press, dell'e-print server NetPrint o di PubMedCentral. Mathematics and Physics Preprint and e-Print Servers è la pagina web predisposta sul sito del CERN e che raccoglie i server di ambito tecnico-scientifico e di economia ad oggi esistenti e che contengono documenti a testo pieno liberamente accessibili: <http://library.cern.ch/derobbio/mathres/preprint.html> Per il settore biomedico esiste una pagina analoga: <http://www.math.unipd.it/~adr/database/e-printmed.htm>
6.18.5.5. Integrazione tra risorse Come già specificato altrove, sarà necessario procedere ad un'integrazione di tali contenitori differenti. Da una parte il sistema gestionale provvederà con un meccanismo di Open URL ad accogliere le descrizioni delle risorse elettroniche in modo aperto connettendole ai relativi contenuti. La connessione di tipo open URL consente una gestione dei profili utenti e un'integrazione tra contenitori differenti. Dall'altra parte il sistema gestionale provvederà, in modo automatico, a presentare visualizzazioni personalizzate per tipologia di utente, ma anche e soprattutto per sezioni disciplinari all'interno del portale e della mappa visuale.
Cap. 7. Collezioni di periodici 7.1. Considerazioni preliminari Per definire il profilo e le caratteristiche della collezione di periodici della BEIC si è tenuto conto degli ordini di grandezza già individuati all’interno dello Stralcio sia per la collezione di periodici nel suo complesso (2750 testate) che per le varie sezioni in cui la collezione si articolerà (Emeroteca: 300 testate; Area dipartimentale Scienze e tecnologie: 600 testate; Area dipartimentale Scienze umane e sociali: 1100 testate; Area dipartimentale Arti e letterature: 750 testate), operando tuttavia una piccola ridistribuzione del numero di testate all'interno delle varie aree e aggiungendo, rispetto a quelle previste, una sezione dedicata a Biblioteconomia e scienze dell'informazione. 7.2. Caratteri originali della raccolta Le peculiarità della BEIC presentano problemi del tutto originali nel momento in cui ci si accinge a progettare le collezioni di periodici. Si è pensato a una raccolta che sia nel suo complesso omogenea, ma che sappia al tempo stesso adeguarsi all'articolazione della biblioteca in differenti aree logiche di servizio e in differenti aree disciplinari, assecondando la natura e le peculiarità di ciascuna di esse e tenendo conto delle diverse tipologie di utenza che si prevede di servire. Tra le varie opzioni possibili, sono da subito apparse impraticabili sia la scelta massimalista, sia quella del giusto mezzo: da un lato, garantire a tutte le aree disciplinari un livello di copertura bibliografica tale da supportare l'attività di ricerca indipendente sarebbe stato, oltre che impossibile, estraneo alle finalità della BEIC; dall'altro, la scelta di un livello di copertura bibliografica medio, uguale per tutte le sezioni, sarebbe risultata inefficace, in quanto avrebbe trasformato la raccolta di periodici in una mera sequenza di titoli senza alcuna caratterizzazione e senza un filo conduttore. Si è quindi optato, nel rispetto della ripartizione in aree dipartimentali prevista dal progetto, per l'individuazione di alcuni nuclei tematici fondamentali intorno ai quali costituire aggregati di pubblicazioni in qualche modo affini. Tali nuclei dovranno costituire la struttura portante dell'intera raccolta; a partire da essi sarà possibile organizzare le collezioni dei singoli settori disciplinari dando vita a un insieme omogeneo. I nuclei tematici attorno ai quali si sono organizzate le varie sezioni sono cinque:
Attorno ai cinque nuclei sopra descritti, si è cercato di organizzare tutte le altre sezioni garantendo a ciascuna di esse una collezione di periodici che offra, come minimo, un livello di informazione di base avanzato, e possa quindi soddisfare non solo le esigenze di lettura informativa e ricreativa di un pubblico generico, ma anche le prime esigenze di studi universitari. Alla luce di questa scelta, sarà quindi di fondamentale importanza non solo l’acquisizione di periodici specifici per ogni singola area disciplinare, ma anche la disponibilità di numerosi periodici interdisciplinari che costituiscano il trait d'union tra le varie sezioni. 7.3. Criteri per la descrizione Nel delineare i caratteri della raccolta di periodici, sono stati definiti il profilo e le caratteristiche di ogni singola area disciplinare sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo, indicando anche i criteri di massima su cui basare la decisione di attivare o non attivare l'abbonamento a ogni singola testata. L'analisi si è quindi soffermata sui seguenti aspetti:
Si rendono necessarie a questo punto alcune altre osservazioni di carattere preliminare, che riguardano anche aspetti molto delicati, come quello del fabbisogno finanziario legato all’impianto e allo sviluppo della collezioni di periodici della BEIC:
7.4. Collezioni di periodici delle aree dipartimentali Ci atteniamo, per questa descrizione introduttiva, all’articolazione in tre aree dipartimentali, dedicate rispettivamente a Scienze e tecnologie, Scienze umane e sociali, Arti e letterature. Tuttavia l’individuazione di alcuni nuclei tematici fondamentali e la descrizione del profilo della raccolta fatta al livello di singola area disciplinare offrono la possibilità di aggregare le singole sezioni nel modo che si ritiene più opportuno, mantenendo inalterato il quadro complessivo della collezione di periodici. La descrizione della collezione è preceduta da alcune considerazioni preliminari sull’utenza potenziale dei tre dipartimenti: tali riflessioni, proposte in questa sede perché qui per la prima volta si entra nel merito della struttura bibliografica delle aree dipartimentali, è da considerarsi valida anche come quadro di riferimento generale per la definizione delle collezioni di monografie. Si ricorda, infatti, che i periodici (tranne i periodici d’informazione e i quotidiani, che saranno collocati in emeroteca) non verranno ospitati in un’apposita sezione, ma saranno integrati nei dipartimenti, per cui non avrebbe senso che le collezioni di monografie e le collezioni di riviste di ciascun dipartimento fossero progettate con criteri disomogenei.
7.4.1. Dipartimento ST - Scienze e tecnologie A differenza della altre aree dipartimentali di cui si parlerà tra poco, per l'area Scienze e tecnologie si prevede un’utenza meno orientata in senso specialistico e più interessata a informazioni di carattere divulgativo e/o bibliografico. È infatti verosimile che gli studiosi delle discipline afferenti a questa area dipartimentale facciano riferimento, per soddisfare i propri bisogni informativi, alle biblioteche estremamente specializzate degli istituti di ricerca o delle università presso cui operano, e che quindi non ritengano di avvalersi della collezione di periodici della BEIC. In ogni caso, per quanto le esigenze degli utenti possano variare in misura anche notevole a seconda delle varie discipline, è possibile individuare almeno quattro situazioni tipo:
Particolare riguardo andrà riservato a quei periodici che, pur conservando un livello scientifico altissimo, non focalizzano la propria attenzione su un’unica disciplina (ad es., Nature, Science ecc.): tali periodici rappresentano uno strumento di fondamentale importanza non solo per gli studiosi, ma anche per chi si occupa più in generale di informazione scientifica (ad es., giornalisti). L’area disciplinare Scienze e tecnologie vedrà necessariamente una preponderanza di periodici stranieri, in particolare in lingua inglese; sarà quindi l’area meno legata all’ambito locale, nella quale il costo medio degli abbonamenti risulterà il più elevato, e nella quale maggiormente si potrà far ricorso a periodici su supporto elettronico. Dato il rapido invecchiamento cui sono normalmente soggette le pubblicazioni scientifiche, all'interno dell'area sarà normalmente evitato l'acquisto di annate arretrate di periodici, con l'eccezione di quelli dedicati alla storia della scienza o che per la loro importanza siano col tempo divenuti essi stessi oggetto di studio da parte degli storici della scienza e fatta salva la possibilità di accesso (a prezzi contenuti) in versione elettronica. Le singole decisioni di acquisto relative ai periodici afferenti a questa area dovranno tener conto dei seguenti elementi:
7.4.2. Dipartimento SUS - Scienze umane e sociali L'area dipartimentale Scienze umane e sociali si rivolge nel suo complesso a tutti i tipi di utenza individuati (illustrati più avanti in un’apposita legenda), anche se con alcune differenza tra le singole discipline, e si propone di soddisfare bisogni informativi molto diversi tra loro. La raccolta di periodici dovrà contribuire al soddisfacimento di questi bisogni, collegando in un insieme omogeneo richieste generiche di informazioni o di documenti, esigenze di approfondimento degli studi da parte di studenti della scuola secondaria, esigenze di aggiornamento e di preparazione dei corsi di insegnamento da parte dei docenti della scuola secondaria, esigenze di supporto agli studi di livello universitario e, in misura minore, di supporto alla ricerca, esigenze infine di accesso a informazioni di tipo fattuale da parte di un'utenza legata al mondo delle professioni, delle aziende, degli affari e della finanza, interessata a ricavare dati e notizie immediatamente spendibili nelle proprie attività. All'interno dell'area, possiamo distinguere due tipologie fondamentali di periodici, che offrono un panorama complessivo estremamente ricco e variegato, sia per quanto riguarda la produzione italiana che estera:
anche se la separazione tra le due tipologie non è sempre nettamente marcata. Nei campi dell'economia e del commercio occorrerà prestare particolare attenzione ai periodici del primo tipo: si tratta infatti di pubblicazioni che possono attrarre un'utenza nuova, costituita da professionisti e imprenditori, interessata più al reperimento di informazioni concrete che allo sviluppo teorico delle discipline, e quindi solitamente poco attratta dai normali servizi offerti dalle biblioteche di pubblica lettura o dalle biblioteche specialistiche. Sarà pertanto necessario porre la massima cura per assicurare alla BEIC tutta quella gamma di periodici pubblicati da associazioni di imprenditori, camere di commercio, associazioni sindacali, e più in generale di periodici di categoria, che spesso si collocano al confine tra la pubblicazione ufficiale e la letteratura grigia e che potranno contribuire ad alimentare il servizio di business information. Questa attenzione verso il mondo produttivo e imprenditoriale non significa tuttavia che debbano essere trascurati gli sviluppi teorici delle aree disciplinari che afferiscono all'area dipartimentale Scienze umane e sociali, così come non vanno trascurati, laddove la materia lo consenta, gli aspetti divulgativi. La collezione di periodici dovrà quindi svilupparsi attorno a un nucleo solido di periodici generali, che garantiscano agli utenti un quadro complessivo chiaro e accurato delle singole aree disciplinari, a cui si affiancherà, in misura diversa a seconda delle varie discipline, un numero rilevante di periodici specialistici. Particolare attenzione andrà prestata ai periodici a carattere interdisciplinare che funzionano da raccordo tra una disciplina e l'altra e che per loro natura più difficilmente trovano spazio nelle raccolte delle biblioteche specialistiche. Alcune delle aree disciplinari afferenti all'area dipartimentale Scienze umane e sociali (in particolare economia, commercio, storia) dovranno infine garantire una copertura approfondita sia per quanto riguarda gli aspetti relativi alla realtà locale milanese e lombarda, sia per quanto riguarda gli aspetti relativi alla comunità europea. Per tutte le aree disciplinari occorrerà garantire una ricca presenza di periodici contenenti abstract e bibliografie, preferibilmente in versione elettronica. Le singole decisioni di acquisto relative ai periodici afferenti a questa area dovranno tener conto dei seguenti elementi:
7.4.3. Dipartimento AL - Arti e letterature Anche l'area dipartimentale Arti e letterature si rivolge potenzialmente a tutti i tipi di utenza individuati, in quanto le discipline in essa rappresentate possono essere oggetto di interesse, a vario livello, da parte di chiunque. Si tratta probabilmente dell’area dipartimentale all’interno della quale si richiede il maggiore equilibrio complessivo tra pubblicazioni di tipo divulgativo e pubblicazioni specialistiche. Occorre rilevare che quasi tutte le discipline rappresentate nell’area sono materia di studio per gli studenti delle scuole secondarie superiori; particolare attenzione andrà dunque dedicata ai periodici orientati verso la didattica, o che comunque possano rivelarsi utili da questo punto di vista, in modo da fornire a docenti e studenti gli strumenti necessari all’approfondimento degli studi, privilegiando, laddove possibile, le pubblicazioni che per le loro caratteristiche possano garantire un maggiore appeal nei confronti di questa fascia di utenza (si tratta, per inciso, di un aspetto del profilo della raccolta che dovrebbe essere adeguatamente pubblicizzato presso le scuole). Si prevede tuttavia che l’area dipartimentale Arti e letterature possa essere frequentata in maniera massiccia anche dagli specialisti delle varie discipline. Dato che nei confronti di questo tipo di utenza, tradizionalmente molto attenta a quanto offerto dalle biblioteche, la visibilità della BEIC non può essere garantita dall’abbondanza di fondi antichi, occorrerà puntare su una raccolta particolarmente ricca di periodici correnti, sull’approfondimento tendenzialmente esaustivo delle discipline "di confine" o dei settori nuovi all’interno delle varie discipline e su una abbondante dotazione di strumenti bibliografici. Tutto questo non significa però che la raccolta non debba dotarsi, nei limiti del possibile, anche dei numerosi periodici, ormai cessati da tempo, che hanno avuto un’influenza decisiva sulla storia della nostra cultura (si pensi, per esempio, ai periodici letterari fioriti in Italia nella prima metà del '900), così come sarà utile, per molti dei periodici correnti, far partire la collezione dal primo numero pubblicato. Anche nel caso dell'area dipartimentale Arti e letterature la raccolta di periodici deve proporsi come fondamentale punto di riferimento per quelle discipline che meglio rappresentano la tradizione culturale milanese e lombarda; in particolare la sezione Musica e spettacoli dovrà offrire un panorama molto ricco della produzione periodica a livello sia nazionale che internazionale e garantire una conoscenza approfondita delle tendenze e degli studi più recenti. La raccolta dei periodici di Arti e letterature dovrà infine garantire, sia pure nell’ambito di una predominante attenzione alle varie culture europee e più in generale "occidentali", anche una informazione di base relativa alla produzione letteraria e artistica delle culture extraeuropee maggiormente rappresentate tra la popolazione del comprensorio milanese. Le singole decisioni di acquisto relative ai periodici afferenti a questa area dovranno tener conto dei seguenti elementi:
7.5. Emeroteca Per l'emeroteca si può prevedere un'utenza estremamente variegata, che va dallo studente allo studioso, dal professionista all'utente generico. I bisogni informativi da soddisfare all'interno di questa sezione possono essere i più disparati, ma sono raggruppabili in due grandi categorie: attualità (politica, economia, cultura, cronaca ecc.) e tempo libero (hobby, sport, viaggi ecc.). Nell'emeroteca possono inoltre essere inserite pubblicazioni divulgative che rispondano prevalentemente a bisogni informativi correnti o effimeri, e che per questo motivo potrebbero non trovare posto nell'area disciplinare di riferimento. Possono invece essere escluse dall'emeroteca alcune pubblicazioni che, pur rientrando in una delle due categorie sopra indicate (attualità e tempo libero), trovano una più utile collocazione in altre sezioni della biblioteca (ad esempio, le pubblicazioni specificamente rivolte ai ragazzi, più utili in un spazio giovani a sé stante). L'emeroteca si propone di rispondere in maniera tendenzialmente esaustiva ai bisogni informativi degli utenti per quanto riguarda l'attualità; in essa troveranno quindi posto tutti i quotidiani nazionali italiani, i principali quotidiani locali di ambito lombardo, alcuni quotidiani locali delle altre regioni italiane e i maggiori quotidiani esteri, in particolare (ma non solo) in lingua inglese, francese, tedesca e spagnola (da considerare anche i quotidiani dei paesi di origine dei nuclei più consistenti di immigrati). Analogo discorso vale per i settimanali e più in generale per i periodici che si occupano di politica, economia e attualità, mentre per i rotocalchi che focalizzano la propria attenzione unicamente su gossip e mondo dello spettacolo la scelta potrà essere meno ampia. Sarà cura della biblioteca offrire non solo una vasta scelta delle più importanti pubblicazioni dei paesi europei, ma anche alcune delle principali pubblicazioni relative alle culture extraeuropee che siano significativamente rappresentate tra la popolazione del comprensorio milanese. Per quanto riguarda i periodici per il tempo libero, si sono individuati alcuni argomenti di particolare rilievo, per i quali la copertura bibliografica dovrà comprendere le principali pubblicazioni in lingua italiana e alcune delle più importanti in lingua straniera. In generale, si prevede di acquistare le pubblicazioni correnti destinate all’emeroteca su supporto cartaceo, riservando eventualmente alle pubblicazioni elettroniche il compito di integrare la collezione, ma non quello di sostituire i periodici tradizionali.
7.6. Descrizione delle collezioni di periodici per aree disciplinari Al di là dell’aggregazione nei dipartimenti, è necessario definire il profilo delle collezioni per specifiche aree disciplinari. Le schede che seguono sono relative alle seguenti aree: Biblioteconomia e Scienze dell’informazione Storia generale d'Europa e degli altri continenti Commercio, comunicazione e trasporti Economia domestica e vita familiare Arti figurative, arti grafiche e fotografia Lingue e letterature classiche Oltre ai codici Conspectus, nella forma adottata dal WLN e che si è deciso di utilizzare anche per il presente progetto, le griglie descrittive delle varie aree disciplinari fanno riferimento anche a un codice che si propone di indicare le tipologie di utenza previste per ciascun ambito. Pertanto, le schede riporteranno un codice per l’utenza, uno per il livello di profondità della copertura bibliografica, e uno per la lingua delle raccolte. L’elenco completo dei codici utilizzati è il seguente:
Seguono le 37 schede descrittive relative alle aree disciplinari sopra indicate.
7.7. Descrizione delle collezioni dell’emeroteca Per descrivere analiticamente i periodici che troveranno posto nell’emeroteca, si è adottata una griglia leggermente diversa da quella finora usata per le aree dipartimentali. La legenda dei codici per le collezioni dell’emeroteca è la seguente:
Sono state predisposte le seguenti schede: Periodici di politica, economia, attualità, costume Periodici per i giovani e fumetti
7.8. Fabbisogno previsto per gli abbonamenti correnti Dall’insieme delle schede che sono state elaborate emerge il seguente fabbisogno finanziario corrente per la sottoscrizione di 2750 abbonamenti: Fabbisogno Area dipartimentale Scienze e tecnologie (in lire) 895.850.000 Fabbisogno Area dipartimentale Scienze umane e sociali (in lire) 314.480.000 Fabbisogno Area dipartimentale Arti e letterature (in lire) 161.450.000 Fabbisogno Emeroteca 73.630.000 Fabbisogno Biblioteconomia e scienze dell’informazione 10.010.000 Fabbisogno totale (in lire) 1.455.420.000 Si prevede che il 44% degli abbonamenti riguardino solo riviste su supporto cartaceo (1.197 testate), mentre il 56% dei periodici (pari a 1.553 testate) saranno disponibili su supporto cartaceo e digitale. Ciò comporterà un aggravio dei costi, per cui il fabbisogno totale può essere stimato in 1.571.274.275 lire. La percentuale di budget da destinare alle varie aree è la seguente: Area dipartimentale Scienze e tecnologie 61% Area dipartimentale Scienze umane e sociali 23% Area dipartimentale Arti e letterature 11% Emeroteca 5% Si ritiene utile disaggregare i costi preventivati per le aree delle Scienze umane e delle Scienze sociali, nel caso in cui si dovesse optare per una diversa organizzazione dei dipartimenti. Il fabbisogno dell'area Scienze umane e sociali nasce da questi sub-totali: Scienze umane 105.520.000 Scienze sociali 208.960.000 Le relative percentuali (rispetto al totale) sono: Scienze umane 8% Scienze sociali 15%
Cap. 8. Collezioni delle aree dipartimentali
8.1. Considerazioni preliminari Nel § 7.4, al momento di descrivere le collezioni dei periodici, si sono introdotte anche alcune considerazioni di carattere preliminare relative agli utenti che verosimilmente si rivolgeranno ai dipartimenti e ai differenti bisogni informativi di cui essi saranno portatori. Si raccomanda di considerare valide tali osservazioni anche in questa sede, per quanto riguarda i principi che hanno ispirato la fisionomia delle collezioni di monografie.
8.1.1. Fisionomia e articolazione delle aree dipartimentali Lo Stralcio del progetto biblioteconomico prevedeva tre dipartimenti, rispettivamente dedicati a Scienze e tecnologie, a Scienze umane e sociali, e a Arti e letteratura. Nel corso della sua attività, il Gruppo di lavoro incaricato del Progetto delle collezioni ha riconsiderato questa suddivisione e, tra le diverse ipotesi avanzate, un certo interesse è stato manifestato nei confronti di una articolazione in quattro dipartimenti, dedicati rispettivamente a Scienze e tecnologie, Scienze umane, Scienze sociali, Arti e letteratura. Alla fine si è preferito mantenere l’impostazione iniziale anche per non introdurre elementi di disorientamento nel momento in cui sta per avviarsi la progettazione architettonica della sede. Comunque tale decisione può essere riesaminata in qualsiasi momento, poiché lo studio di progetto delle collezioni è stato effettuato (sia per i periodici che per le monografie) per aree disciplinari più circoscritte che possono facilmente essere ricondotte ad aggregazioni di tipo diverso, anche se non va enfatizzata più del dovuto l’importanza della segmentazione in dipartimenti, che dovrà essere comunque molto flessibile. La connotazione delle sezioni di reference propedeutiche a ciascun dipartimento dovrà contribuire a favorire le correlazioni tra discipline. Inoltre, va considerato che più che l’etichettatura dei dipartimenti, è importante curare per ciascuna sezione e sottosezione le interrelazioni disciplinari, che a volte scavalcheranno i confini tra i dipartimenti (per esempio, teoria del linguaggio tra neuroscienze, filosofia e glottologia; e in mille altri casi). Anche per questo motivo, le schede segnalano talvolta i problemi di relazione tra aree disciplinari. L’articolazione dei dipartimenti che alla fine si è deciso di adottare nel presente progetto è la seguente:
Dipartimento ST = SCIENZE E TECNOLOGIE Sezione propedeutica di Reference [livello A] Sezioni/sottosezioni
4. Fisica e chimica 4.1 Fisica [530-539] 4.2 Chimica [540-549] 5. Scienze della terra
7. Medicina [610-619] 8. Psicologia e psicanalisi [127; 130-139; 150-158] 9. Agricoltura e veterinaria [630-639] 10. Ingegneria, manifatture e costruzioni 10.1 Ingegneria [620-629] 10.2 Ingegneria chimica [660-669] 10.3 Manifatture [670-679; 680-685; 687-688] 10.4 Edilizia [690-698] 11. Urbanistica e architettura 11.1 Urbanistica [710-719] 11.2 Architettura [720-729] Dipartimento SUS = SCIENZE UMANE E SOCIALI Sezione propedeutica di Reference [livello A]
Sezioni/sottosezioni 1. Filosofia [100-126;128-129;140-149; 160-199] 2. Religione [200-299] 3.Geografia [910-912; 914-919] 4. Storia del mondo antico [913; 930-939] 5. Storia generale d’Europa [940-949] 6. Storia generale degli altri continenti 6.1 Storia generale d’Asia, Estremo Oriente [950-959] 6.2 Storia generale d’Africa [960-969] 6.3 Storia generale dell’America Settentrionale [970-979] 6.4 Storia generale dell’America Meridionale [980-989] 6.5 Storia generale di altre aree [990-999] 7. Sociologia e antropologia [300-307; 398-399] 8. Politica, economia e management 8.1 Scienza politica [320-328] 8.2 Economia [330-339] 8.3 Commercio, comunicazione e trasporti [380-389] 8.4. Management [650-659] 9. Diritto e amministrazione pubblica 9.1 Diritto [340-347] 9.2 Amministrazione pubblica [350-359] 10. Organismi europei e internazionali 10.1 Organismi europei [//] 10.2 Organismi internazionali [//] 11. Servizi sociali ed istruzione 11.1 Servizi sociali [360-369] 11.2 Istruzione [370-379] 12. Scienze dell’informazione e organizzazione della cultura 12.1 Biblioteconomia, documentazione, archivistica [020-027] 12.2 Organizzazioni culturali e museologia [060-069] 13. Costumi, casa e vita familiare 13.1 Usi e costumi [390-395] 13.2 Economia domestica e vita familiare [640-649]
Dipartimento AL = ARTI E LETTERATURE Sezione propedeutica di Reference [livello A]
Sezioni/sottosezioni 1. Arti figurative 1.1 Scultura [730-739] 1.2 Disegno [740-749] 1.3 Pittura [750-759] 2. Arti grafiche e fotografia 2.1 Arti grafiche [760-769] 2.3 Fotografia [770-779] 3. Musica, spettacoli e sport
4. Lingue e letterature classiche 4.1 Lingua latina [470-478] 4.2 Greco classico [480-488] 4.3 Letteratura latina [870-878] 4.4 Letteratura greca classica [880-888] 5. Lingua e letteratura italiana 5.1 Lingua italiana [450-458] 5.2 Letteratura italiana [850-858] 6. Lingua e letteratura inglese e americana 6.1 Lingua inglese [420-429] 6.2 Letteratura americana in inglese [810-819] 6.3 Letteratura inglese [820-829] 7. Lingua e letteratura tedesca 7.1 Lingua tedesca [430-438] 7.2 Letteratura tedesca [830-838] 8. Lingua e letteratura francese 8.1 Lingua francese [440-448] 8.2 Letteratura francese [840-848] 9. Lingua e letteratura spagnola e portoghese 9.1 Lingua spagnola [460-468] 9.2 Lingua portoghese [469] 9.3 Letteratura spagnola e ispano-americana [860-868] 9.4 Letteratura portoghese e brasiliana [869] 10. Lingua e letteratura russa 10.1 Lingua russa [491.7] 10.2 Letteratura russa [891.7] 11. Altre lingue e letterature 11.1 Altre lingue [439; 449; 459; 479; 489; 491-491.6; 491.8-499] 11.2 Altre letterature [839; 849; 859; 879; 889; 891-891.6; 891.8-899] 8.1.2. Schema descrittivo delle collezioni In più di una occasione, nelle pagine precedenti, si è fatto cenno allo schema di descrizione delle collezioni, basato sul modello Conspectus e rivisitato alla luce delle proposte elaborate nell’ambito del WLN, che risultano più rispondenti alle esigenze di biblioteche pubbliche a carattere generale e che si rivolgono ad un’utenza non solo di specialisti. Sono stati anche illustrati i motivi per cui in talune sezioni della BEIC si è reso necessario apportare alcune varianti a tale modello. Ciò è dovuto alle particolari caratteristiche di alcune tipologie di materiali (ad esempio, i periodici) o all’impianto di alcuni settori della biblioteca. Riportiamo qui in sintesi lo schema nella forma che viene utilizzata in linea di massima per le aree dipartimentali e che è stato illustrato in dettaglio nel § 4.1.2.
NA = not assessed (non considerato) 0 = fuori tema 1 = livello minimo d'informazione 1a = livello d’informazione minimo, copertura diseguale 1b = livello d'informazione minimo, copertura focalizzata 2 = livello d'informazione di base 2a = livello d'informazione di base, introduttivo 2b = livello d'informazione di base, avanzato 3 = studio o supporto didattico 3a = livello di studio o di supporto didattico di base 3b = livello di studio o di supporto didattico intermedio 3c = livello di studio o di supporto didattico avanzato 4 = livello di ricerca 5 = livello di completezza
P = Principale S = Selettivo A = Ampio X = Lingua diversa da P Per quanto riguarda l’utenza, i dipartimenti si rivolgONO nel loro insieme ai seguenti tipi di utenza. G = generica H = orientamento storico / letterario I = orientamento artistico / multimediale J = orientamento tecnico / scientifico P = professionisti R = ragazzi S = studiosi U = studenti universitari Praticamente, resta fuori solo l’utenza affari (codice A), per la quale si prevede che possa trovare specifiche risposte nel settore di business information e in emeroteca. Ciò non esclude, ovviamente, che un professionista o un imprenditore frequenti anche le aree dipartimentali, ma in questo caso si pensa che egli sia portatore di interessi di lettura e/o di studio a carattere generale, non etichettabili, in quanto tali, come esigenze "proprie" dell’utenza affari.
8.2. Dipartimento ST - Scienze e tecnologie Per i motivi che esamineremo qui di seguito, si pone la necessità di definire e applicare, per l’Area dipartimentale Scienze e tecnologie della BEIC, una variante dello schema descrittivo proposto, basata da una parte sulla presenza predeterminata di fattori strutturali trasversali rispetto alle aree semplicemente isolabili come divisioni o sezioni della Classificazione Decimale Dewey, dall’altra su un concetto di dinamicità orientata da fattori non determinabili a priori. A tale scopo può essere utile ritornare su alcuni principi di fondo utilizzati per le collezioni di periodici, che possono essere coerentemente estese anche agli altri tipi di risorse informative in serie o comunque "continuing" e alle risorse informative di tipo monografico. Infatti, le linee strategiche attraverso le quali costruire e manutenere le collezioni nell’ambito disciplinare tecnico-scientifico presentano caratteristiche particolari. Quando si è discusso della fisionomia d’utenza dell’area dipartimentale Scienze e tecnologie, è stato detto che, a differenza della altre aree dipartimentali, per l'area Scienze e tecnologia si prevede un’utenza meno orientata in senso specialistico e più interessata a informazioni di carattere divulgativo e/o bibliografico. Viene quindi confermata la fisionomia della BEIC come reference library; ciò è tanto più fortemente significativo in relazione ad aree tematiche che si prevede siano meno rappresentate nell’offerta documentaria della BEIC. Per questo motivo, e unicamente per il dipartimento ST, nelle schede descrittive dei singoli ambiti disciplinari del dipartimento viene indicato anche il livello previsto per la sezione di reference. Va anche detto che per le collezioni di quest’area dipartimentale si incontrano alcuni problemi in ordine alla profondità dei livelli di collezione correlati allo schema Conspecuts. Le diverse discipline afferenti a quest’area dipartimentale si ritrovano trasversalmente in tutto l’arco (o la topologia) disciplinare, in base a caratteristiche che sono proprie delle esigenze di specifiche fasce d’utenza ma anche delle risorse informative che rispondono a queste esigenze. Il discorso sulle risorse informative pertinenti a quest’area dipartimentale, anche sul piano economico dei produttori / fornitori può essere inquadrato come segue:
Per l’Area dipartimentale Scienze e tecnologie si pone quindi una riflessione su almeno due punti cruciali:
Per il momento quindi, nella stesura narrativa delle schede delle collezioni dell’Area dipartimentale Scienze e tecnologie si è privilegiato un livello di profondità Conspectus genericamente basso, "di base avanzato" e "di supporto didattico di base", corrispondente in molti casi al codice 3a. La definizione di un nuovo modello Conspectus italiano, diretta astrazione da queste dinamiche, porrà la BEIC, come il laboratorio teorico-pratico di nuove ed efficienti metodologie per la progettazione e lo sviluppo delle collezioni e dei servizi bibliotecari.
MATEMATICA La collezione matematica è focalizzata sugli interessi generali posti dal mondo della ricerca e dell'insegnamento per un pubblico con necessità di raggiungere conoscenze matematiche più specifiche e approfondite. La collezione che terrà quindi conto delle attualità in matematica, ma che dovrà anche offrire un ampio background storico, in connessione con altre discipline correlate, sarà orientata ad un'utenza alla ricerca di migliorare le proprie basi matematiche, ad insegnanti indipendenti dal contesto universitario o comunque ad un pubblico generale ma di livello culturalmente evoluto. La collezione sarà anche composta di materiali ad utilizzo di studiosi di altre discipline che volessero approfondire la matematica quale applicazione base per migliorare i loro studi. La collezione matematica sarà focalizzata sulla matematica pura e sulla matematica applicata, e più in generale sulle applicazioni statistiche della matematica. Volumi e periodici saranno in prevalenza inquadrati nelle seguenti aree: algebra e teoria dei numeri, aritmetica, sistemi dinamici, geometria e calcolo, topologia, ricerca operativa e matematica finanziaria, probabilità e statistica. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane ed europee (in lingua inglese soprattutto). Sono inclusi, inoltre, testi latini e greci di matematica antica a medievale e testi fondamentali di tutto il mondo. Opere in altre lingue sono rappresentate molto selettivamente, eccetto i testi originali di tutti i maggiori matematici. Per opere secondarie di critica, non si cercherà l’edizione in lingua originale se il materiale è disponibile in traduzione italiana. Copertura geografica. Non è fattore rilevante ai fini della collezione, sebbene nella collezione dovranno essere presenti tutte le opere dei matematici italiani, eventualmente digitalizzate in progetti cooperativi Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Molte opere fondamentali si sono sviluppate nel corso del diciannovesimo secolo. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante, cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Miscellanee a carattere storico dovranno essere prese in considerazione ai fini della salvaguardia del pensiero matematico italiano, per una eventuale digitalizzazione (materiale presente nelle biblioteche locali o nazionali). La maggior parte dei periodici di matematica ha avuto una crescita notevole a partire dal 1980. Si dovrà tener conto per i periodici, ma anche per altro materiale di tipo monografico (soprattutto di area francese), un orientamento alla didattica della matematica per la fascia degli insegnanti delle scuole superiori che non trovano adeguato materiale nelle biblioteche specializzate di ateneo. Altre categorie professionali provenienti dal settore terziario dovrebbero essere individuate al fine di offrire testi utili alle specifiche esigenze. La collezione dovrà porre molta enfasi sulle opere storiche e i lavori biografici. La matematica offre ampie zone per una crescita culturale verso altri orizzonti. Opere di matematici famosi andranno messe a disposizione anche in differenti edizioni. Fondamentali saranno i manuali e i testi didattici soprattutto laddove offrano una buona introduzione agli aspetti della matematica. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni. Va sottolineato che per la matematica come per altre scienze in generale non esistono fondi di magazzino disponibili. Potrebbe essere molto difficile reperire materiale monografico soprattutto straniero anche solo risalente al 1990. La collezione quindi dovrà prevedere digitalizzazione di testi selezionati presenti in altre biblioteche
SISTEMISTICA E INFORMATICA [CDD 003-006] In un’era di conoscenza altamente specializzata, con la richiesta ed il bisogno di studi interdisciplinari, sistemistica e informatica rimangono il suolo comune ed il legame fra aree disciplinari diverse. La collezione comprendente sistemistica ed informatica dovrà supplire alle necessità di una società sempre più immersa nella tecnologia anche a livello casalingo. L'utilizzo di computer nelle abitazioni e negli uffici ha avuto un notevole incremento negli ultimi anni e quindi varie fasce di utenza avranno necessità di reperire in questa collezione informazioni di pronto utilizzo. L'enfasi dovrà quindi porsi su testi per la valutazione di hardware e software per i consumatori, dovrà contenere letteratura a supporto di un'utenza poco esperta che vuole imparare linguaggi e strumenti per migliorare le proprie capacità professionali. La collezione sarà anche orientata sugli aspetti sociali dell'utilizzo dei computer. Ad un primo livello di base per fasce di utenza poco esperta, la collezione conterrà anche tutti gli importanti sviluppi in questo settore per un pubblico più specializzato che volesse trovare momenti di aggiornamento. La collezione offrirà quindi informazioni per amatori, utenti con hobby in tale settore, utenti provenienti dal mondo "small business". Una collezione ben equilibrata includerà analisi dei sistemi, computer engineering, data processing, computer programming ecc. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato alla materia per un vasto pubblico; offrirà un'ampia collezione di monografie in prevalenza in lingua italiana per una fascia di utenza generale, in inglese per i testi adatti ad un pubblico più specializzato sulle novità e tendenze del momento. Cronologia. Materiale recente. Qualche testo a carattere storico. Supporti, tipologia e genere di materiale. Molti saranno i supporti multimediali, allegati a materiale cartaceo o software di supporto. Una selezione di periodici di informatica dovrà venire incontro alle esigenze di fasce di utenti inesperti che si avvicinano al settore informatico. Molti dovranno essere i manuali tecnici software e hardware al fine di creare un ambiente ove reperire informazioni costantemente aggiornate. Questa zona dovrà essere distinta dal quella dedicata agli utilizzatori esperti che dovranno invece poter trovare nella collezione sia periodici specializzati per un aggiornamento continuo sia testi recenti sulle ultime tendenze e ultimi prodotti. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi fondamentali meno recenti.
ASTRONOMIA E SCIENZE
CONNESSE La collezione riguarderà tutti gli aspetti dell'astronomia e scienze connesse, con particolare enfasi agli studi stellari, sui buchi neri, nebulose e galassie, quasar, sulla strumentazione utile all'osservazione degli oggetti del cielo e alla cosmologia in generale. Vi saranno monografie di livello di ricerca al fine di offrire risposte adeguate in un settore ove vi è una grande attenzione da parte del pubblico non specialistico, ma anche da parte di studiosi di altri settori, soprattutto scientifici o da parte di insegnanti. Importante sarà offrire testi di base di buon livello al fine di porre rimedio a tutta quella falsa e deviante informazione e pseudo-divulgazione che imperversa sulla stampa popolare (quotidiani, settimanali). Sarà quindi importante orientare la collezione di modo da contrapporsi a tale modello dis-informativo che, in questo settore come in altre aree (per esempio medicina), purtroppo crea falsa informazione. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane ed europee. Lavori sulla storia dell'astronomia moderna saranno rappresentati nella collezione, sebbene i materiali recenti siano tenuti in maggior considerazione ai fini di un supporto agli studiosi di altre discipline. Copertura geografica. Non è fattore rilevante. Cronologia. Il materiale corrente sarà generalmente preferito, sebbene non vi siano limiti cronologici per eventuale materiale specifico. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. La collezione dovrà contenere tutti quei materiali didattici su supporti multimediali anche online (per esempio siti specializzati per l'insegnamento dell'astronomia online predisposti dagli osservatori astronomici per le scuole). Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
FISICA La collezione sarà orientata ad intercettare i bisogni generali di lettura ai fini di un approfondimento della fisica e dovrà quindi risultare al di sotto di una collezione accademica e specializzata. Il materiale offrirà una copertura per un pubblico non specialistico ma con un approccio alle tematiche trattate in modo pragmatico piuttosto che teorico o accademico. Da tenere presente come gli aspetti correlati alla fisica delle alte energie siano di grande interesse sia per il vasto pubblico che per gli studiosi nei settori dell'ingegneria e della matematica. Sebbene la fisica delle particelle sia considerata di area strettamente specialistica, vi è un ampio dibattito internazionale sull'argomento che richiederà trattazioni particolari. Tutte le scienze fisiche sono comunque strettamente interconnesse con altre discipline come la matematica, l'ingegneria e la tecnologia in generale e le scienze biologiche. Recentemente è sorto un certo interesse per la fisica anche da parte del mondo delle scienze mediche, per esempio per gli aspetti della radioterapia e radioprotezione, terapia con isotopi, sicurezza nei laboratori, che riguardano la fisica nucleare applicata in medicina. Alcune categorie professionali (medici e paramedici) potrebbero essere interessate a trovare in questa collezione testi di base a supporto dei loro studi o professioni. Una collezione ben equilibrata includerà una varietà di documenti che spaziano dagli aspetti sia sperimentali che teoretici, seppure ad un livello non specialistico. Del resto la fisica ha raggiunto oggi un tale livello di specificità e parcellizzazione che, anche a livello accademico, i centri internazionali sono divisi per ricerche specifiche. Una buona panoramica potrà essere raggiunta mantenendo in equilibrio gli aspetti correlati alla fisica in tutte le sue manifestazioni: ottica, fisica dei quanti, fisica dello stato solido, e così via a supporto degli studiosi di altre discipline correlate. Materiali sulla fisica statistica potrebbero essere di interesse per particolari settori, andrà quindi valutata l'acquisizione di eventuali testi sull'argomento. Fondamenti filosofici e storia della fisica sono argomenti di interesse culturale assai affascinanti di cui la collezione dovrebbe tener conto soprattutto nell'ottica di un'offerta culturale integrata con altre discipline. Questa collezione è strettamente correlata alla collezione astrofisica, dove ci possono essere delle connessioni tra la fisica celeste, corpi celesti e questioni legate alla luce. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane laddove esistenti ed europee (in lingua inglese in prevalenza, ma anche tedesco e russo se necessario). Copertura geografica. Maggiore attenzione per la fisica di origine europea, soprattutto in relazione al vicino CERN (il centro internazionale per la fisica delle alte energie più grande del mondo) con sede a Ginevra, che svolge (oltre all'attività sperimentale e di ricerca) anche un'intensa attività di formazione didattica e di divulgazione scientifica. Saranno tenute in considerazione anche le opere di altri paesi. Le opere italiane dei centri nazionali di fisica saranno collezionate se di livello non prettamente scientifico/accademico. Cronologia. Materiale recente. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. La collezione dovrebbe contenere molti supporti multimediali, come per esempio i materiali delle "summer school" dei centri internazionali per gli studenti a vari livelli scolastici. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Accessi ai server di preprint nazionali e internazionali dovrenno essere previsti (materiale ad accesso gratuito e a testo pieno). Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti.
CHIMICA La collezione coprirà la chimica e scienze affini, chimica fisica e teoretica, tecniche di laboratorio, chimica analitica, chimica quantitativa e qualitativa, chimica organica e inorganica e cristallografia, ma verrà comunque lasciata ad un livello di profondità di tipo 2. Allo scopo si fa presente come la maggior parte della letteratura internazionale del settore sia prodotta da società chimiche e istituzioni accademiche. Tale scarso livello di approfondimento potrà comunque essere innalzato in un secondo momento, laddove per esempio si notassero, per effetto di un trascinamento dovuto al legame con altre discipline, esigenze particolari di approfondimento in materie correlate alla biochimica, alla biofisica dei materiali, ingegneria chimica ecc. Verrà comunque data priorità ai materiali che trattano la chimica organica e inorganica, medicinali, e ambiente chimico, soprattutto in relazione alle questioni ambientali e di sicurezza sociale degli ambienti. Attenzione dovrà essere posta ad eventuali utenze provenienti dal settore chimico e industriale lombardo. Scopo e lingua. La collezione sarà per forza di cose, in prevalenza straniera, in lingua inglese e anche tedesca. Quanto possibile in lingua italiana dovrà essere collezionato. Copertura geografica. La copertura geografica non è fattore rilevante Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Poiché il materiale storico è essenzialmente utile ai ricercatori del settore, nella collezione si terrà conto del solo materiale corrente. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Atti di convegni e materiale di livello più specializzato saranno disponibile come risorsa elettronica e potranno comprendere manuali di laboratorio, dizionari e directories particolari. Data di pubblicazione. Solo edizioni recenti.
GEOLOGIA Sono qui incluse idrologia, metrologia, petrologia, geologia economica e scienze della terra, compresa la geologia strutturale e la geologia storica. La paleontologia è collezione a sé stante. La letteratura corrente prodotta in questo campo è in gran parte proveniente da società geologiche di tutti i paesi o da agenzie governative (statunitensi in maggioranza per il settore più strettamente accademico). Scopo e lingua. La collezione sarà ad un livello Conspectus 2a/2b al massimo, in quanto si propone di soddisfare le esigenze di lettura informativa e ricreativa e di servire da supporto ai primi studi universitari. Copertura geografica. Il range di copertura spazia da aspetti regionali ad aspetti globali della geologia. Al fine di offrire una panoramica estensiva nella limitatezza della profondità del livello di collezione, sarà opportuno collezionare materiale sulle seguenti regioni: Europa come fulcro principale, ma anche zone del Nord America, zone del Canada, Alaska, zona Artica, California, Arizona, l'area della Nuova Inghilterra, e altre zone della Terra di particolare interesse dal punto di vista geologico. Cronologia. Non ci sono restrizioni. Lavori storici che segnano lo sviluppo della disciplina verranno privilegiate. Supporti, tipologia e genere di materiale. Monografie, periodici, indici e abstracts, e manuali. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Materiale al massimo relativo agli ultimi cinquant'anni se testi fondamentali. Il resto corrente.
PALEONTOLOGIA La collezione, strettamente correlata a quella di geologia, includerà paleoclimatologia, paleoceanografia e glaciologia. Scopo e lingua. La collezione sarà ad un livello Conspectus 2a/2b al massimo in quanto si propone di soddisfare le esigenze di lettura informativa e ricreativa e di servire da supporto ai primi studi universitari Copertura geografica. Il range di copertura varia. Cronologia. Non ci sono restrizioni. Supporti, tipologia e genere di materiale. Monografie, periodici, indici e abstracts, e manuali. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici Data di pubblicazione. Materiale al massimo relativo agli ultimi cinquant'anni se testi fondamentali. Il resto corrente.
SCIENZE DELLA VITA,
BIOLOGIA La collezione di biologia rifletterà un campo disciplinare che spazia dai microorganismi alle piante, alla biologia animale, dalla biologia molecolare alla biologia animale, assumendo un carattere di intedisciplinarità assai strutturato. Aree di interesse su cui porre l'enfasi in questa collezione corrispondono a branche che si potrebbero raggruppare in quattro grosse sezioni "virtuali". La prima toccherà i temi dell'ecologia, ambiente ed evoluzione degli esseri viventi e dell'ecosistema. La seconda sarà essenzialmente rivolta agli studi sulle cellule e sulla biologia molecolare in generale e in applicazione ad altre scienze. In questa sezione anche la genetica sarà rappresentata in modo esaustivo. Una terza sezione si occuperà di offrire una panoramica sull'ambiente marino e sugli esseri che popolano l'ambiente sottomarino in raccordo con altre collezioni affini. La quarta sezione, strettamente correlata alla collezione di medicina, tratterà a livello più approfondito questioni riguardanti la fisiologia, l'endocrinologia e le neuroscienze, da un punto di vista funzionale-cellulare e biochimico. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane laddove esistenti ed europee (in lingua inglese in prevalenza). In lingua italiana testi che toccano temi di dibattito pubblico o di vasto interesse generale. Copertura geografica. La copertura sarà sia locale che nazionale per gli aspetti correlati all'ambiente e ai problemi ecologici, ma temi di significato ambientale saranno anche visti a livello globale. Tutte le aree geografiche saranno quindi interessate per gli aspetti relativi all'ambiente e agli essere viventi che popolano la Terra. Per le opere e i lavori che investono i temi della biologia cellulare o molecolare il livello è internazionale e quindi lo scopo è di non limitare la collezione ad determinate aree geografiche. La collezione di biologia si fonda essenzialmente su buoni periodici correnti sui campi della biologia molecolare, biochimica e neurobiologia, questo per studiosi che vogliono approfondire le loro conoscenze. Per le aree più tradizionali e più descrittive della biologia, come l'anatomia, la botanica e la zoologia o la storia naturale, si rimanda alle relative collezioni strettamente connesse a questa di biologia. I nuovi studi nel campo della biologia connessi a queste aree disciplinari risultano essere più un complemento che una sostituzione di lavori precedenti che magari possono essere presenti nelle collezioni affini. Cronologia. Gli ultimi cinquant'anni risultano fondamentali per tracciare una fisionomia di collezione che descriva adeguatamente la crescita fenomenologica ed evolutiva all'interno dei processi delle scienze sperimentali che hanno pervaso la biologia già a partire dal dodicesimo secolo. Vi sono alcuni periodici, tuttora correnti, assai prestigiosi che raccolgono e riportano la letteratura internazionale che ha segnato queste tappe fondamentali per la ricerca in biologia. Ad ogni modo, per questa collezione tutti i periodi cronologici possono essere rappresentati senza esclusione. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. I periodici rivestono importanza fondamentale in questo settore, soprattutto quelli elettronici, come pure le banche dati in connessione con i servizi del NCBI National Center of Biotechnology Information statunitense. Le banche dati messe a disposizione gratuitamente dal NCBI sono integrate all'interno del servizio pubblico PubMed della National Library of Medicine di Bethesda con la banca dati MEDLINE per le scienze mediche. Tali banche dati che hanno i record integrati con connessioni reciproche conducono spesso ai testi pieni degli articoli molti ad accesso gratuito. Banche dati NCBI sono Nucleotide sequence database (Genbank), Protein sequence database, Structure: three-dimensional macromolecular structures, Genome: complete genome assemblies, PopSet: Population study data sets, Taxonomy: organisms in GenBank, OMIM: Online Mendelian Inheritance in Man. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi fondamentali ma fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
BOTANICA La collezione di botanica includerà gli aspetti correlati alle origini, evoluzione, crescita e sviluppo, struttura, distribuzione ed ecologia delle piante. La raccolta dovrà prevedere utenze generali con interessi nel campo della flora, orticoltura, inclusi ambientalisti e naturalisti in genere. Parte del materiale afferente in quest’area disciplinare, specie quella di carattere eminentemente divulgativo, troverà posto nel settore d’ingresso, nella sezione dedicata al tempo libero. La botanica economica potrebbe essere un settore per il quale prevedere un’espansione. Scopo e lingua. La collezione dovrà essere limitata ai titoli più significativi a carattere generale in quanto si propone di soddisfare le esigenze di lettura informativa e ricreativa e di servire da supporto ai primi studi universitari.
Copertura geografica. Visto il non elevato numero di pubblicazioni italiane in materia, sarà possibile offrire un panorama rappresentativo della produzione scientifica nazionale. Importanti sono le produzioni di contenuto di altri paesi considerato il tipo di collezione. Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Supporti, tipologia e genere di materiali. Tutti i supporti. Illustrazioni di botanica e in particolare collezioni anche in versione elettronica. Data di pubblicazione. Materiale corrente. Materiale più antico solo in risposta a particolari richieste.
ZOOLOGIA La zoologia includerà gli aspetti correlati alle origini, evoluzione, crescita e sviluppo, struttura, distribuzione ed ecologia degli animali. Vari possono essere gli utenti interessati, quali gli ecologisti, i naturalisti, gli ambientalisti. Anche i "bird watchers" potrebbero essere interessati a trovare materiale in questa sezione. Parte del materiale afferente in quest’area disciplinare troverà posto nel settore d’ingresso, nella sezione dedicata al tempo libero. Scopo e lingua. La collezione dovrà essere limitata ai titoli più significativi a carattere generale in quanto si propone di soddisfare le esigenze di lettura informativa e ricreativa e di servire da supporto ai primi studi universitari. Copertura geografica. Generale. Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti. Data di pubblicazione. Materiale corrente. Materiale più antico solo in risposta a particolari richieste.
MEDICINA La collezione di medicina copre tutti i materiali che si riferiscono alla prevenzione, diagnosi, cura e trattamento delle malattie. Include anatomia umana e fisiologia, salute pubblica, farmacologia, medicina generale e clinica, chirurgia. Ginecologia ed ostetrica saranno trattati in questa collezione in modo da offrire punti di vista e livelli diversificati per diverse fasce di utenza. Saranno collezionati anche materiali relativi all'odontoiatria ed infermieristica. Alla medicina forense e alla medicina del lavoro dovrà essere riservato uno spazio adeguato, in quanto temi correlati al mondo del lavoro in generale e a questioni di carattere legale. Varie possono essere le fasce di utenza e le categorie interessate in questa collezione, ma sostanzialmente possiamo riassumerle in tre grosse categorie. La prima si può ricondurre ad un'utenza generica che si aspetterà delle risposte semplici e immediate anche su temi come medicina alternativa e trattamenti medici non tradizionali. Grande attenzione si dovrà quindi porre a queste ultime branche della medicina da offrire a fasce di utenza poco esperte, per le quali può esserci un rischio di dis-informazione. Per tale fascia di utenza sarà assai importante stabilire dei criteri base in ordine a testi riconducibili a temi sulla "prevenzione", "salute pubblica" e così via. Bisogni informativi immediati da soddisfare e informazione rapidamente fruibile saranno i due elementi cardine da tenere presente per la costruzione di questa collezione per la fascia bassa di utenza. Un secondo livello, riconducibile a studenti universitari o studiosi di altre discipline sarà necessario, ma potrebbe essere meno impegnativo a livello di selezione in quanto vi è una "responsabilità minore" nell'offerta, poiché il panorama delle pubblicazioni mediche sia nazionali che estere, a livello didattico è assai collaudato. Sarà comunque necessario un'opera di stretta selezione in quanto non essendo la BEIC specializzata in tale settore ed essendo la letteratura nel campo sterminata, non sarà facile costruire una buona raccolta per tutti gli usi. Fondamentale sarà prevedere anche un livello adeguato per i professionisti, medici e paramedici che potrebbero ruotare attorno alla BEIC, in particolare per chi non è inserito in una struttura ospedaliera o di ricerca e quindi può incontrare difficoltà nel curare la propria formazione continua e il proprio aggiornamento: infatti, pur essendo vero che per i professionisti esistono biblioteche di settore, va detto che spesso i medici generici o di base non frequentano le biblioteche accademiche od ospedaliere. Una collezione medica ben strutturata da questo punto di vista per i professionisti potrebbe essere una grande opportunità. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane ed europee (in lingua inglese soprattutto). Copertura geografica. Non è un fattore rilevante per questa collezione. Cronologia. Materiale corrente. La storia della medicina risulta essere argomento culturale di ampio respiro. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Moltissimo il materiale documentario e informativo multimediale. Grandi quantità di periodici elettronici da acquisire in forme consortili con le biblioteche accademiche della zona. Utilizzo di banche dati, soprattutto prodotte dalla NLM National Library of Medicine di Bethesda ad accesso gratutito. NLM e NIH National Institutes of Health mettono a disposizione oltre che banche dati bibliografiche, numerose pubblicazioni, guide, atlanti, encliclopedie, banche dati sui farmaci ecc. Dalla pagina <http://www.math.unipd.it/~adr/database/medlars.htm> si possono raggiungere le numerose banche dati attraverso gateway a vari livelli ove è possibile recuperare informazione di qualità ad accesso gratuito. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori.
PSICOLOGIA E PSICANALISI
La psicologia è la disciplina scientifica che coinvolge lo studio dei processi mentali e ambientali dell'uomo e di altri animali. Molte sono le discipline correlate alla psicologia e includono la medicina per gli aspetti relativi alle malattie del sistema nervoso e ai disordini mentali, la sociologia e psicologia sociale. La collezione si propone di garantire l’acquisizione e l’aggiornamento di conoscenze relative alle principali aree tematiche della disciplina, a partire dal livello divulgativo fino al livello di corsi universitari. A livello divulgativo la collezione conterrà anche documenti di psicologia generale, inconscio e subconscio, metodi parapsicologici e occultistici, parapsicologia e occultismo, sogni e misteri, grafologia divinatoria, psicologia comparativa, e psicologia applicata, psicologia differenziale e genetica. Numerose le interrelazioni fra discipline che possono incrociare quest’area disciplinare: nel capitolo 7 relativo ai periodici è stato già segnalato, ad esempio, l’interesse che anche gli studi di critica letteraria stanno manifestando nei confronti della psicanalisi. Sebbene la collezione sia ad un livello di base che va dal livello 2 al livello 3 vi trovano spazio opere dei padri della moderna psicologia rendendo questa collezione uno strumento utile ad una crescita culturale in rapporto anche ad altre discipline. Scopo e lingua. L'enfasi è posta sugli utenti non specialisti sebbene dovrà essere presente nella collezione anche materiale di interesse per i professionisti che operano nei dei settori dei servizi sociali. Materiale focalizzato sugli aspetti umanistici e sociali della psicologia moderna orienterà la collezione a studiosi di altre discipline. Sarà necessario quindi, data la struttura della CDD, scindere per quanto possibile le due "anime" di questa collezione, per così dire l'anima meramente "divulgativa" comprensiva di argomenti "ameni" e quella prettamente più scientifica. Copertura geografica. Non è un fattore rilevante per questa collezione. Cronologia. Materiale corrente. La storia della psicanalisi per esempio risulta essere argomento culturale di ampio respiro. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori.
AGRICOLTURA, ZOOTECNIA
E TECNICHE CORRELATE La collezione include un range di tecnologie che coprono la produzione e i prodotti derivanti da piante e animali. Attività dell'agricoltura, coltivazioni e gestione dei terreni, pesca, scienze forestali, storia e disegno di giardini, sono comprese in questa sezione. Veterinaria rientra in questo settore, in connessione con medicina. Giardinieri, proprietari di animali d'allevamento, apicoltori, pescatori e tutti i lavoratori di fattori o piccole industrie alimentali, con interessi specifici nelle questioni di agribusiness e zooprofilassi sono il target d'utenza potenziale per una collezione di agricoltura. Bisognerà indagare se vi è realmente un'utenza di questo tipo che ruota attorno alla BEIC o se invece vi sia solamente un interesse di tipo ricreativo da parte di qualche utente non professionalmente impegnato nel settore. Il materiale a carattere amatoriale e prevalentemente indirizzato all’utilizzo del tempo libero troverà posto nel settore d’ingresso. Una buona collezione di testi di veterinaria potrebbe essere di supporto ai professionisti della zona e per quanti si volessero dedicare alla cura di piccoli animali domestici o per animali di allevamento. Se si riscontrasse un vasto interesse per la medicina veterinaria, tale settore potrebbe essere inserito nella collezione di medicina. Scopo e lingua. Scopo di una collezione di questo tipo potrebbe essere il supporto ad aziende o istituzioni di ricerca nel settore dell'agricoltura e delle tecnologie alimentari, zooprofilassi compresa. Una collezione così strutturata verrebbe incontro alle esigenze informative specifiche degli addetti ai lavori e al contempo potrebbe soddisfare i bisogni informativi della comunità in generale su argomenti di attualità correlati alle problematiche della produzione alimentare, della tutela della salute. Tale scopo condurrebbe però ad un livello di profondità della collezione di tipo 3, piuttosto che l'attuale 2, stabilito ad esempio per i periodici (nel capitolo 7 tale collezione viene posta nella zona tempo libero). Prevalentemente materiale in italiano. Copertura geografica. Non è un fattore rilevante per questa collezione. Cronologia. Solo materiale corrente. Supporti, tipologia e genere di materiale Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Solo edizioni recenti.
INGEGNERIA, MANIFATTURE
E COSTRUZIONI In questa collezione verranno coperte le maggiori tecnologie incluse l'ingegneria civile, meccanica, elettrica ed elettronica, tecnologia chimica, produzione e prodotti assemblati nei campi dell'ingegneria, edifici e costruzioni. All'interno della collezione verranno trattati anche gli aspetti correlati all'ingegneria navale e militare. Rientrano in questo settore la produzione chimica industriale come per esempio la tecnologia per la produzione dei vini. Manufatti e produzioni primarie, economia domestica e questioni correlate sono incluse in questa collezione. La collezione dovrà essere correlata ad altre collezioni riguardanti discipline affini quali la matematica per la parte correlata alle applicazioni (metodi e modelli), meccanica dei fluidi, aerodinamica, oppure la medicina e la chimica dei materiali per la bioingegneria. La parte relativa all'ingegneria civile avrà connessioni con le scienze geologiche. Scopo e lingua. Utenti non professionisti ma con buone conoscenze di base del settore troveranno nella collezione spunti per approfondimenti, così come inventori, utenti con hobby correlati alle scienze ingegneristiche, independent learners e utenti non professionisti con buone conoscenze di base, archeologi industriali, vari professionisti nei settori dell'ingegneria e nei campi provenienti da comunità di tipo "small business". La lingua primaria sarà l'italiano solo per la base di base, mentre la maggior parte della collezione sarà in inglese. Se esistenti traduzioni in italiano di testi correnti saranno acquistati. Copertura geografica. Internazionale. Cronologia. Si privilegiano pubblicazioni recenti, eccetto le connessioni per gli aspetti correlati alla geologia. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. La collezione includerà trattati per il largo pubblico, periodici, manuali e dizionari, enciclopedie, directories, bibliografie, atlanti, mappe topografiche, indici e repertori, scritti in onore, atti di convegni ecc. Report tecnici e brevetti potrebbero essere acquisti a richiesta, anche online. Data di pubblicazione Preferenza per le edizioni più recenti e migliori.
URBANISTICA E ARCHITETTURA
La collezione di urbanistica e architettura conterrà documenti su valutazioni e stime, tecniche e procedure, apparati, attrezzature e strumenti, materiali. Varie le figure di utenti potenziali che potranno spaziare tra artisti, architetti, storici, amanti dell'arte, collezionisti, fotografi, illustratori, restauratori, e fornitori di materiale per il settore. Scopo e lingua. La collezione sarà focalizzata sull'architettura classica, sul design, offrendo testi sugli architetti di tutto il mondo, ma anche testi e manuali sui materiali all'interno di sistemi ambientali dal punto di vista meccanico e strutturale in correlazione con altre discipline (per esempio ingegneria). Molti i testi in italiano per questa collezione. Copertura geografica. Internazionale. Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. La collezione offrirà anche classici e tutto quel materiale disponibile solo su supporto microformato. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
8.3. Dipartimento SUS - Scienze umane e sociali Questo dipartimento occupa, anche da un punto quantitativo, una rilevanza notevole nell’economia di servizio della BEIC, tanto che, come è stato già detto, si era anche presa in considerazione l’ipotesi di suddividerlo in due parti, rispettivamente dedicate alle scienze umane e alle scienze sociali. L’area dipartimentale si rivolge nel suo complesso a fasce di utenza molto ampie. Anche se con alcune differenze tra le singole discipline, che possono avere bisogni informativi molto diversi tra loro, la raccolta in queste aree disciplinari dovrà contribuire al soddisfacimento di bisogni che possono andare dalle richieste generiche di informazione e documentazione, alle esigenze di studio per la scuola secondaria superiore e, in alcuni casi, per l'università. Per un certo numero di materie, dovrebbe poter rispondere inoltre alle esigenze di aggiornamento degli insegnanti. Infine, per un limitato numero di materie, dovrebbe offrire risorse adeguate per sostenere la ricerca degli studiosi. FILOSOFIA La filosofia è una disciplina fondamentale per tutti i rami della conoscenza. Ha un impatto non solo sulle teorie scientifiche, ma anche su questioni pratiche: lo stato, la società, le leggi, le arti. In un’era di conoscenza altamente specializzata, con la richiesta ed il bisogno di studi interdisciplinari, la filosofia rimane il suolo comune ed il legame fra aree disciplinari diverse. Oltre alla filosofia antica e medievale, una collezione ben equilibrata includerà filosofia sociale, filosofia del linguaggio, filosofia della scienza, logica, epistemologia, fenomenologia, strutturalismo, ed altre scuole più recenti. Includerà inoltre opere di interesse generale, importanti per lo studio della cultura e civiltà e della storia intellettuale. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario; offrirà un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane ed europee (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Sono inclusi, inoltre, testi latini e greci di filosofia antica e medievale e testi fondamentali di tutto il mondo. Opere in lingue diverse da quelle sopra citate sono rappresentate molto selettivamente, eccetto i testi originali di tutti i maggiori filosofi. Per opere secondarie di critica, non si cercherà l’edizione in lingua originale se il materiale è disponibile in traduzione italiana. Copertura geografica. Maggiore attenzione per la filosofia di origine europea, ma anche il pensiero di altri paesi sarà adeguatamente rappresentato. Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non siano disponibili riproduzioni.
RELIGIONE [CDD 200-299] Lo studio della religione tenta di comprendere ed interpretare la storia, le tradizioni, la letteratura, il pensiero, la struttura sociale e le forme di personalità nelle svariate tradizioni e culture religiose. La collezione includerà opere dei principali autori, comprendendo le idee, la filosofia, la psicologia, l'antropologia e la politica della religione. Sono esclusi teologia pastorale, studio pastorale, studi devozionali ed altre materie trattate da istituti di religione. Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare le esigenze informative di base fino al livello di primi studi universitari, offrendo una collezione significativa di monografie e periodici, per lo più a carattere generale. I testi e le opere secondarie sono in tutte le principali lingue europee, con enfasi su italiano, tedesco, francese, inglese. Latino e greco sono inclusi. Si cercherà di acquisire anche traduzioni in lingua italiana di tutti i testi principali. Copertura geografica. Soprattutto paesi europei e la tradizione giudaico-cristiana; Medio Oriente; maggiore selettività per i paesi dell’estremo oriente e dell’India. Cronologia. Non vi sono esclusioni di tipo cronologico.
Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti cartacei stampati. Esclusi manoscritti, libri di testo, pubblicazioni generali di autori di scarso rilievo. Sono incluse memorie, autobiografie, epistolari, bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Le edizioni più recenti vanno preferite alle più vecchie, ma al fine di colmare le eventuali lacune occorrerà acquistare anche opere antiche, quando siano disponibili e non esistano in riproduzione.
GEOGRAFIA [CDD 910-919] La collezione di geografia si propone di comprendere e approfondire gli aspetti politici, sociali ed economici delle geografia umana. Il campo include studi sulla popolazione, organizzazione sociale, classe, razza, aspetti sociali. Include inoltre urbanistica, soprattutto pianificazione, crescita e declino urbano, servizi. Aspetti ambientali includono risorse naturali e protezione dell’ambiente. La geografia economica include sviluppo, politica regionale, ubicazione e sviluppo industriale, economia urbana e regionale. Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare le esigenze informative di base fino al livello di primi studi universitari, focalizzando la propria attenzione sull'Europa; in particolare, la copertura bibliografica relativa alla Lombardia sarà tale da supportare l'attività di ricerca. Materiale in tutte le lingue europee principali. Copertura geografica. Interesse per tutti i paesi, con enfasi su quelli europei, soprattutto l’Italia, la Lombardia, Milano. Cronologia. Tutti i periodi sono inclusi. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti pertinenti. Incluse le pubblicazioni ufficiali, le mappe (soprattutto per l’Italia e la regione lombarda), le risorse elettroniche (Geographic Information Systems) Data di pubblicazione. Si preferiscono le edizioni recenti ed in commercio.
STORIA DEL MONDO ANTICO [CCD 913; 931-939] La natura interdisciplinare di questa materia richiede uno stretto coordinamento con le aree di letteratura classica e di archeologia e storia dell’arte. L’enfasi cade naturalmente sugli autori classici greci e romani in tutti i generi letterari dai tempi più antichi alla caduta dell'impero romano, e sui siti archeologici dell’area mediterranea dalla preistoria al tardo impero romano. Scopo e lingua. La collezione dovrà proporsi normalmente come supporto allo studio della disciplina fino al livello di studi universitari, e fino al livello di ricerca per le aree di particolare importanza quali l’Italia e la Grecia, offrendo una ricca collezione di monografie e periodici sia generali sia, in minor misura, specializzati. Tutti i testi di scrittori antichi greci e latini sono nella lingua originale e nella traduzione italiana. Opere secondarie ed edizioni critiche sono acquisite nelle principali lingue europee (soprattutto inglese, francese, tedesco: collane Loeb, Budé, Teubner, Valla, UTET). Copertura geografica. Per l’archeologia enfasi sui siti principali greci e dell'Italia, ma tutte le aree Greco-romane nel Mediterraneo, nel Vicino Oriente, e nel continente europeo sono adeguatamente rappresentate. Cronologia. Non vi sono esclusioni di tipo cronologico. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti rilevanti per il contenuto, incluse risorse elettroniche, diapositive. Si collezionano enciclopedie, bibliografie, lessici, fonti, iscrizioni, monografie, atlanti, concordanze, periodici. Data di pubblicazione. Si preferiscono le edizioni recenti; le edizioni antiche sono acquisite se non esistono in riproduzione.
STORIA GENERALE D’EUROPA E DEGLI ALTRI CONTINENTI [CDD 940-949; 951-959; 961-969; 971-979; 993-999] Data la vastissima estensione della materia, le biblioteche di solito focalizzano la loro attenzione su aspetti particolari o su specifiche aree geografiche. La collezione BEIC si concentrerà sulla storia politica, economica e sociale dei paesi europei, con particolare attenzione alla storia italiana e lombarda. Scopo e lingua. La collezione BEIC mira ad offrire un panorama a livello introduttivo della storia di tutti i paesi del mondo; una rappresentanza di opere che trattano epoche ed eventi storici importanti in tutto il mondo; un sostegno fino allo studio universitario per la storia dei paesi dell’Europa; una raccolta a livello di studio più approfondito per l'Italia, con una collezione di ricerca per la storia della Regione Lombardia e dintorni. Materiale in tutte le principali lingue europee, con l’inclusione di testi importanti in lingua originale per le lingue extraeuropee Copertura geografica. Tutto il mondo, con enfasi su Europa, Italia, Lombardia. Cronologia. Non vi sono esclusioni di tipo cronologico. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti rilevanti per il contenuto, inclusa una vasta raccolta di risorse elettroniche. Si collezionano enciclopedie, bibliografie, dizionari, atlanti, manuali, biografie, monografie, fonti, scritti in onore, atti di convegni, periodici Data di pubblicazione. Si preferiscono le edizioni recenti; le edizioni antiche sono acquisite se non esistono in riproduzione.
SOCIOLOGIA E ANTROPOLOGIA
Include i documenti che riguardano la teoria, la storia e la metodologia della ricerca sociale e che riflettono l’uso delle tecniche per l’analisi dei processi micro e macro-sociologici. Vi saranno rappresentati diversi ambiti di ricerca, che toccano il fondamento epistemologico e il linguaggio delle scienze sociali; l’analisi dei gruppi; la lettura sociologica dei fenomeni culturali, politici, della comunicazione; il rapporto tra società, economia e lavoro; il rapporto tra ambiente e società; l’analisi dei fenomeni di cosiddetta devianza, ecc. La sezione include altresì i documenti che si occupano delle culture, delle concezioni e dei comportamenti umani nelle diverse civiltà e nei diversi contesti etnico-sociali. Scopo e lingua. Si dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato, offrendo un'ampia scelta di monografie e periodici e garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Opere in altre lingue saranno rappresentate selettivamente. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Particolare attenzione per l’analisi della società italiana ed europea, ma adeguata estensione verso i fenomeni e i processi sociali che interessano l’intero mondo occidentale e verso i temi della globalizzazione, delle società e delle culture non occidentali, dei rapporti tra culture diverse, della società multietnica. Cronologia. Nessun periodo viene escluso, ma enfasi sulla realtà contemporanea. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità, ma con l’impegno di acquisire anche testi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
SCIENZA POLITICA [CDD 320-328] La collezione si propone di documentare la formazione, l'organizzazione e il funzionamento degli organismi statali, ma si allarga anche a comprendere partiti, gruppi e associazioni che interagiscono con i primi. Particolare attenzione sarà posta a temi delicati e di attualità, come il problema dei diritti politici e civili o quello dell'emigrazione. La collezione dovrà garantire sia un approccio diacronico (storia delle istituzioni, delle idee politiche, dei partiti ecc.) che sincronico (dibattito attuale, approfondimento delle questioni legate all'attualità), nonché sottolineare l'approccio interdisciplinare, che caratterizza la materia (rapporto della scienza politica con la filosofia, la storia, l'economia ecc.). Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare le esigenze di informazione a vari livelli, da quelle di base a quelle di studio universitario avanzato. Le pubblicazioni in italiano saranno consistenti, ma dovranno essere accolte anche pubblicazioni in altre lingue, almeno quelle più significative a livello europeo (francese, inglese, tedesco, spagnolo). Copertura geografica. L'enfasi sarà posta sull'Italia e sull'Europa, ma dovrà essere garantita anche la copertura relativa ad alcuni paesi extraeuropei (ad esempio USA). Cronologia. La collezione è orientata a documentare la realtà odierna, ma dovrà essere garantita almeno l'analisi diacronica dello sviluppo e dell'evoluzione delle principali forme politico-statali. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, incluso quello elettronico. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Si raccolgono tutti i tipi di opere di consultazione (bibliografie, enciclopedie, dizionari biografici ecc.), monografie, periodici, atti di convegni. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, senza escludere comunque la possibilità, per opere particolari, di ristampe anastatiche o altro tipo di riproduzione.
NOMIA
In questa sottosezione saranno raccolti documenti che registrano, interpretano e spiegano nel loro sviluppo le leggi e i fenomeni connessi alla produzione, alla distribuzione e al consumo dei beni materiali nella società. Saranno rappresentati sia il versante storico, teorico-metodologico e analitico della disciplina, sia le indagini applicate e gli interventi sul campo; sia gli studi di sistema (macroeconomici), sia quelli che si occupano dei comportamenti e delle decisioni dei singoli operatori (microeconomici). Saranno considerati tutti i principali campi d’indagine economica: impresa, mercato, equilibrio generale, consumi; economia reale, monetaria e finanziaria; teoria della crescita e dei cicli economici; politiche economiche; economia del settore pubblico, economia applicata. Buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito troverà posto nel settore d’ingresso (Business information). Scopo e lingua. La collezione dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato e anche post-universitario, con una vasta offerta di monografie, letteratura grigia e periodici, garantendo la disponibilità pressoché completa delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto) e fornendo un’ampia scelta delle opere comunque significative. Se disponibile una buona traduzione italiana, non si cercherà l’edizione in lingua originale. Copertura geografica. Marcata attenzione per l’economia italiana (con particolare riferimento all’area lombarda) ed europea, ma adeguata documentazione dei fenomeni economici su scala mondiale. Cronologia. Enfasi sulla contemporaneità, con un adeguato corredo documentario per la storia dell’economia e del pensiero economico. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità, ma con l’impegno di acquisire anche testi fuori commercio, se non sono disponibili riproduzioni.
COMMERCIO, COMUNICAZIONE
E TRASPORTI La sottosezione raccoglierà i documenti che riflettono la teoria economico-politica e la pratica degli scambi interni e internazionali di beni e servizi (importazione, esportazione, transito), le comunicazioni postali e le telecomunicazioni, i sistemi di trasporto e le vie di comunicazione. Buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito tematico troverà posto nel settore d’ingresso (Business information per il commercio; Mediaforum per le telecomunicazioni). La sottosezione dipartimentale ospiterà i documenti che affrontano in termini di studio e approfondimento le suddette problematiche. Scopo e lingua. La collezione dipartimentale dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato; offrirà un'ampia scelta di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Opere in altre lingue saranno rappresentate selettivamente. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Marcata attenzione per la realtà italiana (con particolare riferimento all’area lombarda) ed europea, ma adeguata documentazione dei fenomeni e dei processi commerciali e dei sistemi di comunicazione e trasporto a livello mondiale.
Cronologia. Nessun periodo viene escluso, ma enfasi sulla contemporaneità. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità.
MANAGEMENT La collezione documenterà le problematiche inerenti alla progettazione e gestione delle organizzazioni e delle imprese di qualunque tipo (industria, servizi, professioni, profit, non profit, ecc.) in ordine a finalità di efficienza, efficacia e qualità. Saranno rappresentati la storia del pensiero organizzativo, i suoi fondamenti epistemologici, i suoi diversi campi d’indagine: decisioni, strutture e sistemi, comportamenti individuali e di gruppo, cambiamento e innovazione, apprendimento organizzativo, gestione dei progetti, risorse umane, sistemi di gestione dell’informazione e della conoscenza, comunicazione e marketing, ecc. Buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito tematico troverà posto nel settore d’ingresso (Business information). La sottosezione dipartimentale ospiterà i documenti che affrontano in termini di studio e approfondimento le suddette problematiche. Scopo e lingua. La collezione dipartimentale dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato, con una vasta scelta di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, soprattutto) e fornendo una buona selezione delle opere comunque significative. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Non caratterizzata in modo particolare la collezione. Cronologia. Enfasi sulla realtà odierna, con adeguato corredo documentario per la storia del pensiero organizzativo. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità, ma con l’impegno di acquisire anche testi fuori commercio (per es.: classici delle scienze organizzative), quando non sono disponibili riproduzioni.
DIRITTO [CDD 340-349] La collezione di diritto garantirà la copertura disciplinare, a livello storico, teorico e pratico, delle dottrine giuridiche, delle norme, delle statuizioni giurisprudenziali, fornendo quindi anche una consistente raccolta di leggi e di altri strumenti, che almeno a livello nazionale, dovranno tendere all'esaustività. Saranno coperti gli ambiti specifici del diritto, ma buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito troverà posto nel settore d’ingresso (informazione di comunità; Business information). Scopo e lingua. La collezione di questa sottosezione deve garantire due livelli di esigenze diverse: quello più approfondito di studenti, studiosi e professionisti e quello generale di chi cerca informazioni riguardo ad un testo di legge, di un decreto, di una delibera, ecc., sia a livello europeo che nazionale, ma almeno per la Lombardia anche a livello locale. Sarà prevalente la lingua italiana, ma saranno presenti anche pubblicazioni in altre lingue, almeno quelle prevalenti della Comunità europea. Copertura geografica. Interesse prevalente per l'Italia e per l'Europa, selettivo per gli altri paesi. Cronologia. Copertura corrente, fatta salva la ricostruzione diacronica almeno per l'ambito italiano. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, compresi quelli elettronici, particolarmente consigliati per gli strumenti normativi. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Oltre ai consueti materiali di consultazione, monografie e periodici, dovranno essere presenti raccolte di leggi, gazzette e bollettini ufficiali (a livello nazionale, europeo e locale, limitatamente alla Lombardia) e codici commentati. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio.
AMMINISTRAZIONE PUBBLICA [CDD 350-359] La collezione di questa sottosezione ospiterà la documentazione riguardante l’attività svolta dallo Stato e da altri soggetti di diritto (regioni, province, comuni) per la cura degli interessi pubblici. Essa avrà una copertura bibliografica diversificata. La parte relativa alle problematiche collegate alle amministrazioni centrali e locali si attesterà su livelli di copertura medio-alti, corrispondenti alla media di copertura offerta dalla BEIC. Decisamente più basso può configurarsi il livello di copertura della parte relativa alla scienza militare. La prima parte dovrà garantire la copertura disciplinare relativa alle tematiche comprese nell'area, con particolare riguardo all'amministrazione centrale italiana, ma anche a quelle locali, soprattutto milanesi e lombarde. Per la seconda parte sarà sufficiente un livello di copertura bibliografica introduttivo. Scopo e lingua. La collezione dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio universitario per la parte relativa ai problemi dell'amministrazione pubblica centrale e locale, ma anche materiali di informazione generale sul funzionamento dei vari organi amministrativi, soprattutto a livello locale. Prevalente sarà la lingua italiana, ma non dovrà mancare anche un'adeguata documentazione della produzione fondamentale nelle principali lingue europee. Per la parte relativa alla scienza militare sarà sufficiente garantire un'informazione di livello generale sul funzionamento dell'amministrazione militare, essenzialmente in ambito italiano, ma anche per gli organismi internazionali che interessano l'Italia. Copertura geografica. Prevalente interesse per l'organizzazione amministrativa dell'Italia. Dovrà comunque essere garantita un'adeguata copertura della situazione europea. Cronologia. Enfasi sulla situazione odierna, con l'eventuale eccezione della documentazione relativa all'evoluzione storica dell'amministrazione pubblica italiana. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, cartacei e non. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Si collezionano monografie, periodici, materiali di consultazione, atti di convegni, ma anche eventuali materiali non in commercio per quanto riguarda la produzione di enti locali milanesi e lombardi. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti.
ORGANISMI EUROPEI E INTERNAZIONALI La collezione di questa sezione avrà dimensioni abbastanza snelle, nel senso che l'ambito di copertura sarà limitato agli organismi più rilevanti (ONU, UNESCO, OCSE, Unione europea, ecc.). Per gli enti coperti, tuttavia, la documentazione sarà estensiva. Oltre al materiale già previsto nell'apparato di consultazione (repertori per il controllo bibliografico, retrospettivo e corrente della produzione degli organismi più rilevanti; repertori di organismi internazionali; annuari), si possono ipotizzare eventuali abbonamenti alle banche dati e ai siti più significativi, bollettini, documenti sull'organizzazione e il funzionamento, nonché una documentazione sufficiente a ricostruire l'evoluzione e la storia di tali organismi. Scopo e lingua. La collezione dovrà garantire un'adeguata informazione di carattere generale per esigenze di ricerca di tipo universitario e professionale, nonché la possibilità, tramite l'apparato di consultazione relativo, di ulteriori approfondimenti in altre sede. Prevarranno lingue diverse da quella italiana e, comunque, le lingue ufficiali degli enti produttori. Copertura geografica. Internazionale. Cronologia. Prevalente interesse alla situazione odierna, con un minimo di attenzione alla ricostruzione storica. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Si collezionano materiali di consultazione, monografie, bollettini di informazione (almeno per l’Unione europea). Data di pubblicazione. Preferenza per edizioni recenti. Livello di copertura bibliografica: 3b. SERVIZI SOCIALI La sottosezione documenterà le ricerche e gli studi sullo stato sociale; le problematiche sociali riguardanti l’assistenza, la previdenza e la sicurezza; le manifestazioni e le forme della vita associativa. Buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito tematico troverà posto nel settore d’ingresso (informazione di comunità). La sottosezione dipartimentale ospiterà i documenti che affrontano in termini di studio e approfondimento le suddette problematiche. Scopo e lingua. La collezione dipartimentale dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato; offrirà un'ampia scelta di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Opere in altre lingue saranno rappresentate selettivamente. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Particolare attenzione per l’articolazione, le forme e l’evoluzione dello stato sociale in Italia e in Europa, ma adeguata documentazione delle esperienze degli altri paesi, occidentali (Stati Uniti, in particolare) e non. Cronologia. Enfasi sulla realtà odierna, con adeguato corredo documentario per l’analisi diacronica e comparativa delle diverse espressioni dello stato sociale. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità, ma con l’impegno di acquisire anche testi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
ISTRUZIONE [CDD 370-379] Comprende documenti relativi ai problemi teorici, metodologici e organizzativi dell'istruzione a ogni livello. Raccoglierà quindi documenti che riguardano sia il versante teorico dei problemi relativi all'istruzione (comprese le teorie pedagogiche) che quello applicativo, organizzativo e politico. Scopo e lingua. La collezione dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato; offrirà un'ampia scelta di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Opere in altre lingue saranno rappresentate selettivamente. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Particolare attenzione per l'analisi della situazione italiana ed europea, pur garantendo un buon quadro d’informazione sulle caratteristiche dei sistemi di istruzione di altri paesi. Cronologia. Dovrà essere garantita almeno la ricostruzione diacronica delle principali correnti di pensiero pedagogico e quella del sistema scolastico italiano. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, cartacei e non. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Si collezionano materiali di consultazione, monografie, periodici, atti di convegni, scritti in onore. Data di pubblicazione. Preferenze per le edizioni più recenti, ma con possibilità di acquisire anche opere fuori commercio, quando non siano disponibili riproduzioni.
SCIENZE DELL’INFORMAZIONE
E ORGANIZZAZIONE DELLA CULTURA In questa sezione saranno raccolti materiali informativi e di approfondimento riguardanti la progettazione, l’organizzazione e il funzionamento di biblioteche, centri di documentazione, archivi, musei. Si farà pertanto riferimento da un lato alle competenze scientifiche e agli apparati concettuali della biblioteconomia, della documentazione, dell’archivistica, della museologia e dall’altro alle loro espressioni professionali. La collezione avrà la finalità di documentare adeguatamente storia, metodo e pratica gestionale delle strutture, degli ambienti e degli strumenti che permettono di ordinare, conservare, recuperare e usare le informazioni, la conoscenza, la memoria storica, culturale e artistica dell’umanità. Scopo e lingua. La collezione dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario avanzato; offrirà un'ampia scelta di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e straniere (in lingua inglese, tedesca, francese e spagnola soprattutto). Opere in altre lingue saranno rappresentate selettivamente. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Particolare attenzione per il contesto italiano, europeo e occidentale, ma adeguata documentazione delle altre realtà. Cronologia. Nessun periodo viene escluso, ma enfasi sulla realtà contemporanea. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità, ma con l’impegno di acquisire anche testi fuori commercio, quando non sono disponibili riproduzioni.
COSTUMI, CASA E VITA
FAMILIARE Si raccolgono documenti che trattano i temi della vita quotidiana, delle usanze individuali e collettive, del gusto e del costume (moda), delle relazioni familiari e sociali, della gestione della casa. Buona parte dei materiali d’uso corrente afferenti a questo ambito tematico troverà posto nel settore d’ingresso (casa, tempo libero, curiosità). La sezione dipartimentale ospiterà i documenti che affrontano in termini di studio e approfondimento le suddette problematiche. Scopo e lingua. La collezione dipartimentale dovrà assicurare un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario, con una collezione significativa di monografie e periodici, garantendo la disponibilità delle principali pubblicazioni italiane e una selezione di quelle in altre lingue. Non si cercherà l’edizione in lingua originale per le opere disponibili in buona traduzione italiana. Copertura geografica. Prevalente attenzione all’ambito italiano ed europeo, con adeguata documentazione dei fenomeni e degli eventi di più ampia portata. Cronologia. Enfasi sulla realtà odierna, con adeguato corredo documentario per l’analisi diacronica e comparativa delle diverse espressioni del costume, del gusto, ecc. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti che hanno un contenuto rilevante; cartaceo o altro. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, manuali, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e di qualità.
8.4. Dipartimento AL - Arti e letterature Già è stato detto che la narrativa corrente, in considerazione del suo carattere prevalentemente "di consumo", sarà collocata all’interno del settore d’ingresso. Per una definizione a carattere generale degli scopi delle collezioni e della tipologia d’utenza alla quale ci si rivolgerà, valgono le considerazioni proposte in premessa alla descrizione delle collezioni dell’area dipartimentale Scienze umane. LINGUE E LETTERATURE CLASSICHE [CDD 470-478; 480-488; 870-878; 880-888] La collezione dovrà documentare dal punto di vista filologico, letterario e linguistico i momenti significativi della cultura del mondo classico, greco e latino, dalle origini alla fine dell’evo antico, nonché le opere che riflettono l’impiego delle metodologie della ricerca filologica, critico-letteraria e linguistica, con riferimento alle lingue greche e latina, alla loro storia, ai loro dialetti, alla fortuna della cultura antica. È da sottolineare anche la necessità del raccordo con le sezioni relative alla storia del mondo antico, all'archeologia e alle arti figurative, per cui si rimanda alle schede compilate per quelle sezioni. Si dovrà prevedere sia una collezione significativa di testi classici, in lingua originale e in buone traduzioni, sia una raccolta, altrettanto significativa, di saggi e studi disciplinari. Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare le esigenze informative, di studio e di ricerca fino a livello universitario. La copertura linguistica sarà piuttosto ampia, visto che l'area disciplinare è oggetto di studi a livello internazionale. Si darà la preferenza, dove esista e sia di livello accettabile, alla saggistica tradotta in italiano, senza escludere interventi fondamentali nelle lingue originali. Copertura geografica. È vincolata dall'area disciplinare. Cronologia. Anche in questo ambito sono vincolanti le caratteristiche dell'area disciplinare. Maggiore enfasi sarà posta per i momenti della storia letteraria greca e latina più alti o significativi. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, incluso quello elettronico, particolarmente interessante per il recupero di strumenti fondamentali (thesauri, collezioni di testi, ecc.). Si raccolgono tutti i tipi di opere di consultazione, monografie, periodici, atti di convegni, scritti in onore. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Data di pubblicazione. Pubblicazioni recenti e in commercio, senza escludere la possibilità di acquisizioni, per le opere più significative, di ristampe o altri tipi di riproduzione. Livello di copertura bibliografica. Si può ipotizzare un livello di copertura 3, con oscillazioni da 3a a 3c. Per una più analitica descrizione degli obiettivi, si rinvia alle schede predisposte per le sezioni relative alla storia del mondo antico e all'archeologia.
Lingua e letteratura italiana [CDD 450-458; 850-858] La collezione documenterà sistematicamente lo sviluppo e la storia della lingua e della letteratura italiana dalle origini ad oggi, evidenziando i momenti salienti, gli autori e le correnti fondamentali. Comprenderà le ricerche sulla lingua italiana e sui dialetti parlati in Italia (strutture fonetiche, fonologiche, morfologiche, ecc.) e sui relativi usi e tradizioni. Comprenderà, altresì, i testi e la saggistica riguardante la letteratura italiana dalle origini all’età contemporanea, con riferimento ai generi letterari, alle metodologie di ricerca proprie della filologia e della critica storico-letteraria, alle diverse espressioni della critica militante. La copertura sarà assicurata da una congrua collezione di testi (le edizioni nazionali dei classici, collane di testi in edizione critica, ecc.) e da una raccolta di saggi e interventi, sulla base di un'ampia selezione fra la produzione più significativa sia in ambito linguistico, che in ambito storico-critico-letterario e filologico. Dovranno essere adeguatamente rappresentati tutti i generi letterari (narrativa, poesia, teatro, ecc.). Scopo e lingua. Si può ragionevolmente presumere che la sezione possa avere un'utenza variegata, anche se le categorie più direttamente interessate saranno studenti (sia di scuola superiore che universitari), insegnanti, ma anche studiosi. Dovrà quindi rispondere ad esigenze informative variamente modulate, fino allo studio universitario avanzato. La lingua prevalente sarà l'italiano, ma dovrà essere presente anche la produzione in altre lingue (prevalentemente europee), qualora essa assicuri una documentazione più completa e non sia disponibile in traduzione. Copertura geografica. Definita dall'area disciplinare. Cronologia. Non si prevedono esclusioni all'interno dell'ambito disciplinare. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, tradizionali ed elettronici. Si raccolgono tutti i tipi di opere di consultazione pertinenti, monografie, periodici, atti di convegni, scritti in onore. Non si raccolgono manoscritti e tesi di laurea. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, ma anche anastatiche, o altre forme di riproduzione, di opere ritenute indispensabili. In alcuni casi non è da escludere il ricorso al mercato antiquario.
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE Le collezioni delle sezioni relative alla lingua e alla letteratura degli altri paesi documenteranno l'evoluzione linguistica e la storia della letteratura delle aree specifiche, anche se tale documentazione non potrà essere approfondita come quella prevista per la lingua e la letteratura italiana. Dovranno comunque essere presenti i documenti indispensabili ad illustrare non superficialmente gli approcci analitici alle diverse lingue nelle loro dimensioni sincroniche, diacroniche e strutturali, nonché gli autori più significativi delle singole aree e almeno i principali studi sulle loro opere letterarie, condotti con le metodologie della ricerca filologica, linguistica e critico-letteraria.. Sono previste anche in queste sezioni collezioni di testi (o quantomeno una scelta significativa) in lingua originale (almeno per le aree francese, tedesca, inglese, spagnola, portoghese e russa) e in buone traduzioni. Ad esse si affiancherà la saggistica più significativa. Per alcune aree linguistico-letterarie, sono state predisposte schede analitiche. Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare esigenze di informazioni a vari livelli, fino a quello universitario intermedio, almeno per le aree più significative (corrispondenti alle aree linguistiche prevalentemente documentate dalla BEIC), ma fermandosi ad un livello di buona introduzione per le altre aree. La selezione linguistica sarà ampia e diversificata area per area. Si tenderà a reperire buone traduzioni in italiano, prevedendo comunque anche la presenza di opere in lingua originale. L'italiano sarà prevalente per la sezione 11 (altre lingue e letterature). Copertura geografica. Determinata dalle singole aree disciplinari. Cronologia. Non si prevedono esclusioni, all'interno comunque degli ambiti disciplinari. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, tradizionali ed elettronici (soprattutto per gli strumenti bibliografici). Si collezionano monografie, periodici, atti di convegni. Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, senza escludere la possibilità in alcuni casi di ristampe anastatiche o altro tipo di riproduzione. Livello di copertura bibliografica. Il livello di copertura sarà diversificato: da 3a a 3b per le aree corrispondenti alle lingue prevalentemente documentate dalla BEIC, 2b per la sezione 11. Per le letterature inglese, americana e tedesca sono state predisposte schede analitiche: si è scelto di privilegiare per il momento queste letterature per l’importanza che la lingua inglese ha assunto come lingua franca e per il peso che la Germania riveste all’interno del continente europeo: ciò non vuol dire, ovviamente, che si trascureranno le altre produzioni letterarie che storicamente hanno avuto un ruolo all’interno della cultura dell’Europa e del mondo intero, come quella francese e quella spagnola, prime fra tutte. Sulla falsariga di quanto è stato fatto per la letteratura anglo-americana e per quella tedesca, si potrà operare per la letteratura degli altri paesi, in particolare per quelli europei.
LINGUA E LETTERATURA
INGLESE E AMERICANA L'offerta di pubblicazioni relative alla lingua e alla letteratura inglese rappresenta, per una biblioteca che si definisca europea, un elemento di fondamentale importanza. In particolare, l'inglese è ormai divenuto una sorta di lingua franca non soltanto nell'ambito della comunicazione scientifica internazionale, ma anche nella più generale comunicazione tra persone appartenenti a gruppi linguistici differenti. La BEIC dovrà favorire la diffusione e l'approfondimento della conoscenza della lingua inglese non solo con una collezione che metta a disposizione degli utenti tutti gli strumenti utili, ma anche con specifiche iniziative (che esulano ovviamente dalla politica delle collezioni) mirate a tal fine. Particolare attenzione andrà posta nel fornire un adeguato supporto per l'apprendimento della lingua agli studenti delle scuole secondarie. L'offerta dovrà quindi comprendere trattazioni teoriche dell'argomento, strumenti didattici, e una collezione pressoché esaustiva di dizionari, dizionari etimologici e grammatiche. Dal canto suo, la collezione di letteratura dovrà testimoniare adeguatamente la produzione letteraria inglese e americana, consentendo l'apprendimento e l'approfondimento di tutti gli aspetti della materia e soddisfacendo bisogni informativi che vanno dall'informazione generica allo studio universitario. Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario. Per quanto riguarda la lingua inglese, dovrà offrire la possibilità sia di uno studio introduttivo che dell'approfondimento delle conoscenze, puntando su strumenti multimediali. Per quanto riguarda la letteratura, dovrà offrire un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle opere di tutti i principali autori sia in lingua originale che in traduzione italiana, nonché della relativa letteratura secondaria. Per gli studi di critica letteraria non si cercherà l’edizione in lingua originale se il materiale è disponibile in traduzione italiana. Copertura geografica. Maggiore attenzione per la letteratura inglese, ma anche la letteratura americana sarà adeguatamente rappresentata. Cronologia. Nessun periodo viene escluso. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti pertinenti. Particolare attenzione alle pubblicazioni multimediali, soprattutto per quanto riguarda la lingua. Non si collezionano tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, dizionari biografici, storie letterarie generali, storie letterarie regionali, antologie, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non siano disponibili riproduzioni.
LINGUA E LETTERATURA TEDESCA [CDD 430-438; 830-838] Per quanto meno conosciuta e diffusa in Italia rispetto a inglese e francese, la lingua tedesca riveste comunque un ruolo di estrema importanza nell'ambito della Comunità europea, sia per il peso politico ed economico dell'area germanofona, sia per l'importanza della cultura e della produzione letteraria tedesca. La BEIC dovrà quindi favorire la diffusione e l'approfondimento della conoscenza della lingua tedesca, offrendo agli utenti sia gli strumenti teorici che gli strumenti pratici necessari. Particolare attenzione andrà posta nel fornire un adeguato supporto per l'apprendimento della lingua da parte degli studenti delle scuole secondarie. La collezione di letteratura dovrà testimoniare adeguatamente la produzione letteraria tedesca, consentendo l'apprendimento e l'approfondimento di tutti gli aspetti della materia e soddisfacendo bisogni informativi che vanno dall'informazione generica allo studio universitario Scopo e lingua. La collezione deve garantire un supporto adeguato allo studio fino al livello universitario. Per quanto riguarda la lingua tedesca, dovrà offrire la possibilità sia di uno studio introduttivo che dell'approfondimento delle conoscenze, puntando su strumenti multimediali. Per quanto riguarda la letteratura, dovrà offrire un'ampia collezione di monografie e periodici sia generali che specialistici, garantendo la disponibilità delle opere di tutti i principali autori sia in lingua originale che in traduzione italiana, nonché della relativa letteratura secondaria. Per gli studi di critica letteraria non si cercherà l’edizione in lingua originale se il materiale è disponibile in traduzione italiana. Copertura geografica. Maggiore attenzione per la letteratura tedesca, ma anche le altre letterature germaniche saranno adeguatamente rappresentate. Cronologia. Non vi sono esclusioni di tipo cronologico.
Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti pertinenti. Particolare attenzione alle pubblicazioni multimediali, soprattutto per quanto riguarda la lingua. Non si collezionano manoscritti, tesi di laurea. Si collezionano bibliografie, enciclopedie, dizionari, dizionari biografici, storie letterarie generali, storie letterarie regionali, antologie, biografie, monografie, scritti in onore, atti di convegni, periodici. Data di pubblicazione. Preferenza per le edizioni più recenti e migliori, ma con l’impegno di acquistare anche testi antichi fuori commercio, quando non siano disponibili riproduzioni.
Arti figurative [CDD 730-759] La collezione documenterà il percorso storico delle arti figurative (scultura, pittura e disegno) e le attuali tendenze artistiche, con particolare riguardo per l'arte italiana ed europea, dalle origini ad oggi. Saranno comunque presi in considerazione le figure e i principali movimenti artistici a livello internazionale, senza discriminanti cronologiche, nonché gli studi condotti con gli strumenti iconografici e iconologici, di storia e critica dell’arte, di riflessione epistemologica sulle discipline artistiche. Oltre alla documentazione necessaria a ricostruire il percorso storico e critico, dovrà essere presente il materiale iconografico indispensabile a sostenere qualsiasi ricerca in questo ambito disciplinare. Scopo e lingua. La collezione dovrà soddisfare le esigenze di informazione a vari livelli, da quelle di base, a quelle espresse da specifiche categorie: studenti, fino al livello universitario; insegnanti; figure professionali che operano nelle soprintendenze e nei musei. La copertura linguistica sarà ampia: è prevista la presenza in lingua originale della produzione storico-critica più significativa, quando non sia disponibile in traduzione italiana. Copertura geografica. Non ci sono limitazioni, anche se l'interesse sarà prevalente per l'Italia e per l'Europa. Cronologia. Non ci sono esclusioni. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, incluso quello elettronico. Si collezionano tutti i tipi di opere di consultazione, monografie, periodici, atti di convegni, scritti in onore, materiale iconografico (cataloghi di mostre, rassegne personali, ecc.). Non si collezionano manoscritti e tesi di laurea. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, senza escludere la possibilità di riproduzioni o acquisizioni sul mercato antiquario per opere classiche, non più in commercio e non riprodotte in altro modo. Livello di copertura bibliografica. Almeno 3c per l'Italia; 3b per l'Europa; 3a per le altre aree. Una descrizione più analitica delle varie sezioni e suddivisioni dovrà essere fatta in raccordo con la progettazione della collezione del mediaforum, che ospiterà materiale audiovisivo che in parte si sovrappone con quello previsto in questa parte del Dipartimento. Arti grafiche e fotografia [CDD 760-779] La collezione documenterà sia i risvolti tecnici che quelli artistici dell'area, nonché l'evoluzione storica dell’incisione, della grafica, della fotografia, dalle origini fino alla loro produzione nella società industriale e postindustriale. Particolare riguardo sarà riservato da un lato ai momenti e alle figure più significative e dall’altro al rapporto tra linguaggio grafico e linguaggio multimediale. Anche in questo ambito consistente sarà il materiale iconografico (cataloghi di rassegne personali, mostre tematiche, ecc.). Una parte dei materiali d’uso corrente, in particolare per la fotografia, troverà posto nel settore d’ingresso (spazio giovani). Scopo e lingua. La collezione deve soddisfare esigenze diversificate: da quelle di base, di semplice curiosità, a quelle professionali e di studio universitario. Prevarrà la lingua italiana, con una selezione mirata di documenti in altre lingue. Copertura geografica. Non ci sono limiti, ma particolare enfasi sulla produzione italiana, europea e nordamericana. Cronologia. Nessuna esclusione. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti. Si collezionano opere di consultazione, monografie, periodici, materiali iconografici. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, salvo possibili eccezioni. Livello di copertura bibliografica: da 3a a 3b. Come si è detto, una descrizione più analitica delle varie sezioni e suddivisioni dovrà essere fatta in raccordo con la progettazione della collezione del mediaforum e dello spazio giovani, che ospiteranno materiale che in parte si sovrappone con quello previsto in questa parte del Dipartimento.
MUSICA, SPETTACOLI E SPORT [CDD 780-789; 790-799] Questa sezione raccoglierà materiali e studi riguardanti la storia, la teoria, la critica musicale, il linguaggio musicale, gli strumenti musicali; raccoglierà, altresì, documenti relativi alla storia, alla teoria, all’organizzazione, alla metodologia e alla tecnica della messa in scena (regia, recitazione, sceneggiatura, scenografia, ecc.), in particolare di quella teatrale e cinematografica; ospiterà, inoltre, documenti sulla storia e sulla realtà attuale delle diverse discipline e competizioni sportive e sulla pratica sportiva oggi (caratteristiche e regole dei singoli sport, attitudini atletiche, allenamento, valutazione del rendimento, ecc.); renderà infine disponibili documenti e materiali relativi ai giochi, alla loro storia, alle loro caratteristiche (passatempo, competizione, simulazione, ecc.), ai risvolti socio-psicologici delle attività ludiche. Sarà dato particolare risalto a figure e momenti significativi nella storia della musica, dello spettacolo, dello sport; agli aspetti sperimentali di queste discipline; ai rapporti artistici, tecnici, di linguaggio e alle commistioni fra i diversi settori delle arti e dello spettacolo; alla componente organizzativa e produttiva (industria dello spettacolo e dello sport). Buona parte dei materiali d’uso corrente, troverà posto altrove (settore d’ingresso, spazio giovani, Mediaforum). Scopo e lingua. La collezione deve soddisfare esigenze diversificate: da quelle di base (informazione di carattere generale, ma anche di primo apprendimento: uso di uno strumento; nozioni per la messa in scena di uno spettacolo; supporto a un’attività sportiva, ecc.) a quelle semi-professionali o professionali e di studio universitario avanzato. Prevarrà la lingua italiana, ma con un’ampia selezione di documenti in altre lingue. Copertura geografica. Nessun limite. Cronologia. Nessuna esclusione. Supporti, tipologia e genere di materiale. Tutti i supporti, con enfasi sulla multimedialità. Si collezionano opere di consultazione, opere musicali, film, monografie, periodici, materiali di laboratorio e apprendimento artistico, ecc. Data di pubblicazione. Edizioni recenti e in commercio, salvo possibili eccezioni. Livello di copertura bibliografica: da 3a (giochi e sport) a 3b-c (musica, teatro, cinema). Sarebbe opportuno ipotizzare un livello 3c-4 per gli aspetti produttivi e organizzativi degli spettacoli e dello sport, in particolare sintonia con le esperienze e le tradizioni in questo campo dell’area lombarda. Una descrizione dettagliata delle collezioni dovrà essere fatta in raccordo con la progettazione del settore d’ingresso, che ospiterà materiale audiovisivo che in parte si sovrappone con quello previsto in questa parte del Dipartimento.
Cap. 9. Altre collezioni Accanto alle sezioni di consultazione e alle aree dipartimentali, nelle quali verrà collocato gran parte del materiale periodico e monografico, la BEIC prevede, come si è già accennato nel precedente capitolo 2, un ricco settore d’ingresso e lo sviluppo di alcune collezioni "speciali" che, sia pure quantitativamente meno impegnative, contribuiscono in misura notevole a dare alla biblioteca una fisionomia documentaria coerente con la sua mission. Nei paragrafi che seguono vengono fornite alcune indicazioni di massima rispetto alle caratteristiche di tali collezioni.
9.1. Attualità e prime informazioni Nell’area di ingresso della BEIC si prevede un’esposizione, continuamente rinnovata, di circa 10.000 documenti di recente acquisizione e di altri 10.000 titoli di letteratura corrente, pari al totale della migliore produzione italiana (in Italia vengono pubblicati ogni anno circa 12.000 titoli di fiction, di cui circa la metà sono novità e altrettante sono ristampe e nuove edizioni; ogni anno vengono riproposti poi circa 2.000 "classici" della letteratura) e straniera. Sempre nella stessa area si prevede l’allestimento di una sezione relativa al tempo libero, per il quale si prevede una dotazione di circa 20.000 documenti (le guide turistiche e di viaggio prodotte annualmente in Italia sono circa 1.500, mentre la produzione relativa a hobby e sport si aggira intorno ai 600 titoli prodotti annualmente) 9.2. Mediaforum All’interno delle varie sezioni della biblioteca verranno acquisiti e offerti un notevole numero di documenti multimediali. Gli elaborati progettuali prevedono poi la costituzione di un Mediaforum che ospiterà sia documenti audiovisivi che documenti cartacei, relativi alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo, all’informazione radiotelevisiva, per un totale di almeno 50.000 documenti audiovisivi e 10.000 documenti cartacei di supporto. Non si dispone di dati certi e completi sull’offerta editoriale di titoli in CD-Rom sul mercato italiano. Si tratta di alcune migliaia di titoli, che a volte seguono itinerari distributivi diversi (accanto alle librerie, le edicole, i negozi di informatica, le cartolerie, la grande distribuzione, le vendite a domicilio e rateali) da quelli solitamente utilizzati per l’editoria su carta. La tumultuosa crescita di questo settore produttivo, come quello delle risorse elettroniche accessibili online e degli e-book, è destinata a vanificare qualsiasi previsione, sia in termini di quantità prodotte sia in termini di utilizzi.
9.3. Sezione ragazzi La principale e più "visibile" delle sezioni speciali previste è la sezione ragazzi, articolata in
La produzione italiana di "libri per ragazzi" (una categoria che però non copre tutte le tipologie di documenti che dovrà trovare posto in questa sezione) si aggira intorno ai 3.000 titoli all’anno (con un prezzo medio di copertina che si aggira intorno alle 15.000 lire). I generi che verranno rappresentati sono:
Cap. 10. Criteri di ordinamento e di organizzazione fisica dei materiali 10.1. Considerazioni preliminari La maggiore difficoltà che si incontra nel tracciare le linee generali di ordinamento delle collezioni di una biblioteca di grandi dimensioni e dalle notevoli ambizioni di servizio risiede probabilmente nell’impossibilità di far combaciare perfettamente ordinamento concettuale dei saperi e delle conoscenze, ordinamento bibliografico e catalografico della produzione documentaria e ordinamento fisico dei documenti. La difficoltà sorge dapprima sul piano logico e successivamente su quello operativo. Si tratta peraltro di un problema che attraversa la storia delle biblioteche e della biblioteconomia: il passaggio da un livello all’altro è segnato da inevitabili scostamenti di percorso, così che la terza esigenza (quella di ordinare fisicamente i documenti) finisce con l’assumere la prima in termini inevitabili ed esclusivi di approssimazione. La complessità della questione, almeno dentro l’universo gutenberghiano, è legata a un’antinomia di fondo: quella che contrappone la dimensione intellettuale delle opere scientifiche e creative alla unicità fisica dei documenti che le ospitano. La prima è multiforme, ipertestuale, spesso ubiqua rispetto a singoli contesti, che siano culturali, disciplinari, di genere o semantici; la seconda è prigioniera della sua materialità: scelto un criterio di contiguità fisica tra i documenti si perdono automaticamente tutti gli altri, a meno di non disporre di un numero assolutamente inimmaginabile di esemplari. Laddove possono parzialmente riuscire gli apparati indicali, in particolare quelli elettronici di ultima generazione, "falliscono" gli ordinamenti fisici. Il problema, come si diceva, non nasce oggi, ma oggi appare ancora più difficile, sia se si pensa alle modalità costitutive del sapere contemporaneo (che rifiuta di lasciarsi ingabbiare nelle gerarchie e nelle griglie concettuali, che nasce negli interstizi disciplinari e si sviluppa nel confronto interdisciplinare), sia se si pensa alle forme inedite in cui si manifesta la domanda di informazione e cultura. Ma ovviamente c’è dell’altro: la crisi dello stesso mondo gutenberghiano, la moltiplicazione e l’integrazione dei supporti, il tendenziale primato della realtà e degli ambienti digitali, delle reti nella formazione, organizzazione e diffusione "immateriale" della conoscenza. Tutto ciò rappresenta non tanto lo scenario, quanto il problematico campo aperto su cui far agire ogni progetto biblioteconomico di sviluppo, gestione e insieme di ordinamento delle collezioni. E dunque, le ipotesi iniziali di ordinamento delle raccolte BEIC dovranno in primo luogo essere individuate a partire da queste premesse di carattere generale. In secondo luogo, esse dovranno servirsi dell’analisi comparativa delle soluzioni adottate per le biblioteche pubbliche nei contesti biblioteconomicamente avanzati, con particolare riferimento ai modelli maggiormente orientati all’utente (reader-interest-classification, biblioteca tripartita, declassification, ecc.). Infine, ma sarebbe il caso di dire soprattutto, dovranno lasciare aperta la possibilità di successivi interventi e revisioni. Sul piano strategico si tratta poi di raccordarle con la missione della BEIC, cioè di una grande biblioteca pubblica a vocazione europea, che sorgerà nell’area metropolitana milanese, con un ricchissimo bacino di utenza, in buona parte giovanile, con ambiziose finalità di allestimento di un ventaglio molto ampio e multiforme di servizi informativi e di documentazione, con una decisa opzione per la multimedialità e l’uso delle reti, con dotazioni documentarie quantitativamente imponenti e ad ampia copertura, con un’articolazione dell’offerta documentaria e degli spazi di servizio rispondente a bisogni di informazione e cultura estremamente diversificati. Emergono alcuni obiettivi di fondo, per raggiungere i quali va in azionata anche la leva dell’organizzazione e dell’ordinamento delle collezioni:
prevista mobilità d’uso interna ed esterna e dei relativi flussi di circolazione;
10.2. Modelli di organizzazione e ordinamento Una chiara distinzione tra aggregazione prevalente per temi, categorie ed iniziative di servizio (in alcuni settori) e aggregazione prevalente per discipline (segnatamente nelle aree dipartimentali) dovrebbe rispondere in modo adeguato a due diverse tipologie di domanda: l’una che si esprime in maniera piuttosto informale, come curiosità o interesse contingente, l’altra più strutturata e sistematica. Per l’ordinamento del materiale si propongono allora due modelli distinti: il primo largamente declassificato; il secondo solo parzialmente declassificato (lo si potrebbe definire "Dewey derivato"). La segnatura di collocazione rifletterà strutturalmente questa distinzione, ma mantenendo uno sviluppo sequenziale dei simboli che alluderà anche al carattere unitario dell’identità e dell’offerta documentaria della BEIC: modello 1 per i settori: sigla di settore / numero di sottosettore o di categoria-genere o di ambito d’interesse-argomento; modello 2 per le aree dipartimentali: sigla di area/ numero di sezione-sottosezione/ notazione Dewey tendenzialmente breve (di norma, non oltre le 6 cifre). In entrambi i casi seguiranno altri elementi: prime tre-quattro lettere del cognome dell’autore più (o sostituito da) un acronimo tratto dal titolo dell’opera / eventuale simbolo numerico a distinguere più unità della stessa opera / eventuale lettera a distinguere più copie dello stesso documento / eventuale simbolo relativo alla natura fisica dei documenti non cartacei. Per i magazzini è stato elaborato un modello a parte (vedi relativo paragrafo). I modelli 1 e 2 si ispirano, con gli indispensabili adattamenti, al metodo angloamericano di composizione del Call number ("numero di chiamata", corrispondente alla nostra segnatura di collocazione). Il Call number è generalmente formato:
relative ai singoli volumi di un opera o ai singoli esemplari di un documento. Mentre il Class number ha natura semantica, gli altri elementi svolgono una funzione selettiva di carattere identificativo. Rispetto a questo schema, la complessa articolazione settoriale/dipartimentale della BEIC suggerisce di anteporre al Class Number un elemento di natura strutturale, a rappresentare appunto il settore o l’area dipartimentale di riferimento. Per ciò che riguarda il Book number, anche se la doppia sequenza di lettere autore/opera può ingenerare qualche rischio di sovrapposizione, è preferibile rinunciare all’uso di tavole tipo Cutter-Sanborn, per almeno tre ragioni: il loro scarso orientamento all’utente, la loro estraneità alla tradizione italiana, l’allungamento dei tempi operativi di compilazione della segnatura. Muovendosi dentro queste coordinate, e riferendo il discorso alle sezioni principali elencate nel documento/stralcio, è già possibile fare un primo inventario dei problemi da affrontare in sede di progettazione e prospettare anche alcune linee, molto generali e senz’altro rivedibili, di orientamento.
10.3. Criteri di ordinamento proposti per i vari settori della BEIC
10.3.1. Settore d’ingresso Al fine di comunicare buona accoglienza e ospitalità e di rendere attraente il soggiorno in biblioteca e l’uso informale degli spazi e dei documenti, si studieranno adeguate soluzioni per gli ambienti, la segnaletica e le tipologie di arredo (salottini, spazi per bighellonare, ambienti per gli incontri, espositori ecc.). Contestualmente, occorrerà mettere a punto criteri fisico-spaziali di organizzazione modulare, temporanea, e di esposizione dei documenti adatti a cinque diversi punti di incontro con i lettori (le "zone" del settore d’ingresso). Si potrebbero testare tre modalità generali di organizzazione ("a" vetrina; "b" rassegna; "c" scaffale), da replicare, con le variazioni del caso, in tutte e cinque le zone. Nello spazio "a" saranno transitoriamente esposte (di piatto) le novità, le prime informazioni, le nuove accessioni, secondo un criterio generale di esposizione a tempo per temi e ambiti di interessi e/o per autori o per collane. Nello spazio "b" saranno esposti (anche qui di piatto) documenti di varia natura e provenienza (arrivi recenti, ma anche documenti recuperati dalle aree dipartimentali e dai magazzini), aggregati per un certo periodo in funzione di iniziative legate all’attualità, o promozionali, o sollecitate dagli interessi dei lettori (l’autore del momento; particolari ambientazioni o temi; "personali" e mostre, ecc.). Nello spazio "c" troverà posto la parte generale (frequentemente rinnovata) della raccolta di zona. Entrando un po’ di più nel dettaglio, si potrebbero ipotizzare cinque punti di incontro/zone: A) Casa, tempo libero, curiosità; B) Informazione di comunità, Informagiovani e documentazione locale; C) Narrativa corrente; D) Saggistica corrente; E) Emeroteca. Punto d’incontro A). Casa, tempo libero, curiosità. Esposizione alfabetica per ambiti di interesse. Esempi: - animali - bricolage
L’opzione prevalente di ordinamento interno a ciascun ambito di interesse potrebbe essere ancora quella alfabetica (per tipi di gioco, per nomi degli sport; per luoghi turistici, ecc.). Punto d’incontro B). Informazione di comunità; Informagiovani e documentazione locale. Esposizione alfabetica per temi di interesse e argomenti. Esempi:
L’elemento ordinatore interno dovrà probabilmente esser riferito ai nomi dei soggetti erogatori dei servizi e delle prestazioni. Punto d’incontro C). Narrativa corrente. In questa zona saranno ospitati i romanzi e le raccolte di racconti degli autori contemporanei (XX e XXI secolo), italiani o tradotti in italiano, in edizione corrente (o comunque non invecchiata). L’allestimento della narrativa corrente nel settore d’ingresso mira a soddisfare e a stimolare esigenze di lettura non connotabili in termini di studio delle lingue e delle letterature nazionali, ma in termini più liberi di gusto e di piacere. Nello spazio "a" (vetrina), saranno transitoriamente esposte (di piatto) le nuove accessioni, secondo un criterio generale di ordinamento per autori o per collane, eccezion fatta per i romanzi "di genere", da ordinare invece per generi/autori o per generi/collane (si veda lo schema di seguito proposto per l’ordinamento a scaffale). Nello spazio "b" saranno esposti, insieme con i romanzi, anche documenti di altra natura. Nello spazio "c" troverà posto la parte generale della raccolta di zona, per la quale si propone un primo schema di undici categorie, basate sui generi maggiormente frequentati (un’articolazione più estesa appare sconsigliabile, in quanto comporterebbe rischi di eccessiva frammentazione):
Alla categoria 1 sono riconducibili le opere non sicuramente etichettabili in termini di appartenenza a un determinato genere letterario. La segnatura di collocazione a scaffale si basa sul modello 1. Ecco alcuni esempi: Jean Rhys, Il grande mare dei sargassi, Milano, Adelphi, 1980. N/1 RHY gms Francisco Coloane, I balenieri di Quintay, Parma, Guanda, 1998. N/5 COL bq Seconda copia: N/5 COL bq/a Carlo Lucarelli, L’isola dell’angelo caduto, Torino, Einaudi, 1999. N/7 LUC iac Sarà opportuno valutare, caso per caso, ipotesi di eventuali collocazioni per collane. La presenza di libri in lingua originale diversa dall’italiano (presenza che si suppone rara) potrà essere segnalata con etichette colorate. Punto d’incontro D). Saggistica corrente. In questa zona saranno messi a disposizione del pubblico libri, riviste e altri materiali divulgativi e di informazione generale, aggiornati e organizzati secondo grandi aree tematiche e un semplice ordinamento interno per autori e/o collane. Un primo schema potrebbe configurarsi nel modo seguente:
Esempi di collocazione a scaffale secondo il modello 1: Isaac Asimov, L'universo invisibile. Storia dell'infinitamente piccolo dai filosofi greci ai quark , Milano, Mondadori, 1994. SC/2 ASI ui Dimitri Meeks, Christine Favard-Meeks, La vita quotidiana degli egizi e dei loro dei, [Milano], Biblioteca universale Rizzoli, 1995. SC/3 MEE vqe Punto d’incontro E). Emeroteca. Per l’allestimento dell’emeroteca si punterà probabilmente a un offerta del tipo:
Il criterio di esposizione dovrebbe corrispondere grosso modo a queste tre ripartizioni, con ordinamento alfabetico interno per lingue e testate nel caso dei giornali stranieri e ovviamente solo per testate nel caso dei giornali italiani. 10.3.2. Servizi di business information I 20.000 documenti in esposizione, di taglio informativo e pratico e con frequenti aggiornamenti, andrebbero aggregati per ambiti di interesse e argomenti piuttosto dettagliati. Nell’allegato 1 si troverà uno schema esemplificativo semi-classificato, in gran parte frutto dell’adattamento di voci d’indice tratte dal sito http://www.ilsole24ore.com. La segnatura di collocazione si basa sul modello 1. Esempi: Antonio La Picirella, Capire i mutui. Strumenti finanziari indispensabili per consulenti e operatori immobiliari/finanziari; con un pratico programma di calcolo del piano di ammortamento, Rimini, Maggioli, 1995, + 1 floppy disk. BI/11.2 LAP cm BI/11.2 LAP cm/fd Guida pratica per le PMI. Il manuale per la gestione e l'amministrazione delle piccole e medie imprese, [Milanofiori, Assago], IPSOA, [1995]. BI/10.4 gp In questo settore (ma non solo in questo, ovviamente) bisognerà riservare particolare cura all’organizzazione dei documenti non convenzionali e cosiddetti "minori". Sono da evitare, per quanto è possibile, modalità separate di ordinamento, in favore di accorpamenti mirati all’interno dello schema generale: ambito d’interesse/argomento/nome dell’ente di emissione/titolo del documento.
10.3.3. Spazio bambini (3-5 anni) Alcuni punti di metodo su cui basare l’organizzazione dell’offerta di documenti per i più piccoli potrebbero essere, in estrema sintesi, i seguenti: - la combinazione gioco/lettura;
10.3.4. Biblioteca ragazzi (6-13 anni) Anche per i diversi spazi di questa sezione occorrerà soffermarsi in modo particolare sulle scelte di contesto (qualità della segnaletica; primato della esposizione sulla collocazione; facilità di contatto e uso; varietà e vivacità dell’offerta, multimedia, ecc.). In linea generale, è da conservare anche un criterio di ordinamento che privilegi l’aggregazione transitoria per centri di interesse (il gioco, l’amicizia, la scuola, la famiglia, gli animali, l’ambiente, lo sport, ecc.) e per specifici eventi o iniziative di animazione. Al fine di aiutare i ragazzi a familiarizzare con il mondo del libro e con il linguaggio indicale della biblioteca, sarà però utile organizzare alcuni spazi (quelli destinati ai più grandi, dai dieci anni in su) anche secondo modalità di presentazione più strutturate, per esempio per collane e per autori, con la fiction separata dalla non fiction. Sotto questo profilo sono da accogliere anche i suggerimenti offerti dalla letteratura professionale circa la possibilità e l’opportunità di attivare soluzioni originali di raccordo tra catalogo e collocazione (immagini dei documenti associate alla loro descrizione, note di contenuto, ecc.). Occorrerà infine valorizzare (ma senza esagerazioni) l’impiego di simboli pittografici nelle segnature e/o di etichette colorate, così da rendere il più possibile stimolanti e piacevoli le attività di browsing dei piccoli lettori. Nello spazio adulti della biblioteca ragazzi i documenti (1000 volumi, 200 audiovisivi) potranno essere aggregati ed esposti per temi di interesse (la scuola, il gioco, rapporto tra genitori e figli, ecc.).
10.3.5. Spazio giovani (14-17 anni) L’offerta documentaria e l’organizzazione di servizio e fisica dello spazio giovani dovrebbero poggiare sostanzialmente su due indirizzi strategici:
Per l’ordinamento a scaffale andrebbero forse disegnati due sottosettori: uno per le opere creative, l’altro per la saggistica. Nel sottosettore I potrebbero essere incluse le seguenti categorie:
Per ciò che concerne l’offerta di informazione nel sottosettore II, sembrerebbe opportuno lavorare su di un impianto di tipo categoriale/tematico molto semplice e diretto, adatto peraltro all’ordinamento di opere di carattere generale e di buon taglio divulgativo o di prima informazione. Si riportano, a titolo esemplificativo e con qualche integrazione, alcune delle categorie già considerate per il settore d’ingresso. I rischi di sovrapposizione dovrebbero essere fugati in sede di scelta dei materiali. Nello spazio giovani avranno la preminenza prodotti espressamente concepiti per il pubblico giovanile. Lo schema di partenza potrebbe prevedere: 1. enciclopedie generali e dizionari 2. storia dell’universo e della terra 3. storia dell’uomo 4. archeologia e geografia 5. il pensiero dell’uomo 6. società, economia e lavoro 7. scuola e formazione 8. moda e costume 9. scienza e tecnica 10. informatica ed elettronica 11. salute, benessere e sessualità 12. arti, fotografia e spettacoli 13. letteratura Da verificare l’opportunità di aggiungere altre voci come : animali, casa, tempo libero e collezionismo, viaggi, sport e giochi, ecc., per le quali è molto marcata la sovrapposizione con il settore d’ingresso, mentre per "Musica e cinema" è preferibile ipotizzare una collocazione nel contiguo Mediaforum. La segnatura di collocazione si basa sostanzialmente sul modello 1. Esempi: Chloë Rayban, Accidenti! Perché non mi guarda? Eppure per me è stato amore a prima vista, Milano, Mondadori, 2000. SG/I/6 RAY Apg Gianfranco Ferré, A un giovane stilista, Milano, Pratiche, [1996]. SG/II/8 FER ags Anche qui sarà opportuno valutare, caso per caso, ipotesi di eventuali collocazioni per collane. La presenza di libri e altri documenti in lingua originale diversa dall’italiano potrà essere segnalata con etichette colorate. 10.3.6. Mediaforum Anche per il Mediaforum si può affidare al modello vetrina-rassegna-scaffale l’organizzazione concettuale e spazio/funzionale dei documenti. Per l’ordinamento a scaffale l’obiettivo è quello di combinare visibilità dell’offerta, facilità d’uso e tutela. In ogni caso, è senz’altro da privilegiare l’accorpamento per contenuti su quello per supporti, per cui libri, cd, videocassette, ecc. figureranno fianco a fianco sullo stesso scaffale (criterio da estendere, peraltro, a tutte le sezioni della BEIC). Considerate la varietà dei materiali e la complessità dei nessi interni di relazione strutturale e semantica che il settore propone, per il criterio di ordinamento a scaffale potrebbe essere conveniente non allontanarsi troppo da un procedimento di semi-classificazione, fermo restando che solo via OPAC e attraverso puntuali connessioni relazionali (in particolare del tipo FRBR) sarà possibile sfruttare tutte le chiavi e le combinazioni di accesso ai documenti. In sede di ordinamento fisico integrato delle raccolte multimediali, sarà tuttavia giocoforza fissare un criterio di equipollenza tra le diverse manifestazioni della responsabilità intellettuale e artistica, al fine di scegliere con un minimo di coerenza il book number (book name, nel nostro caso). Per i film in videocassetta (o DVD) punto di riferimento potrebbe, per esempio, essere il regista (talvolta l’attore), per i cd musicali si individuerà caso per caso la figura prevalente (compositore, cantante, esecutore, direttore d’orchestra, ecc.). A scaffale potrebbero figurare sei sezioni, secondo uno schema puramente orientativo: 1. Comunicazioni, telecomunicazioni 2. Musica
3. Cinema 3.1 Linguaggio e tecnica 3.2 Cinematografie nazionali 3.3.I registi 3.4 Gli attori
4 Radio 5. Televisione 6. Varia Anche nel caso del centro multimediale tutto il materiale di reference sarà accorpato in un’unica area introduttiva. Per tutte le sezioni e le sottosezioni si possono prevedere ripartizioni ulteriori. Per le videocassette (o DVD) si potrà adottare un criterio prevalente di collocazione nella sottosezione 3.3 delle opere degli autori cinematografici di maggiore personalità. Collezioni video dedicate a singoli attori o a particolari generi troveranno posto nelle rispettive sottosezioni. Soluzioni di analoga flessibilità si imporranno per l’ordinamento dei cd audio nelle sottosezioni della sezione 2. La segnatura di collocazione si basa sul modello 1. Tuttavia, per i saggi a carattere monografico, dedicati a singole figure (es.: una monografia su Mozart o su Orson Welles), sarà opportuno anteporre il soggetto al nome dell’autore del saggio nella composizione del book name, al fine di tenere accostate le opere di un artista e la letteratura che lo riguarda. Esempi: 30ème anniversaire, interpr. Edith Piaf, EMI records, 1993, 1 cd + opuscolo. MF/2.8 PIA ta/cd MF/2.8 PIA ta/all Barry Lyndon, regista Stanley Kubrick, Warner Bros, 1975, 1 videocassetta VHS (Warner Home Video). MF/3.3 KUB bl/vhs Enrico Ghezzi, Stanley Kubrick, Milano, Il castoro, 1995. MF/3.3 KUB/Ghe sk Nel caso di opere a specifica copertura geografica, il codice numerico sarà affiancato da una seconda indicazione, tratta dalla tavola 2 della Classificazione Decimale Dewey. Esempio: Vito Zagarrio, Cinema italiano anni Novanta, Venezia, Tascabili Marsilio, 1998. MF/3.2 (45) ZAG cian 10.3.7. Sezioni speciali Si elencano solo schematicamente alcune soluzioni ipotizzabili in prima battuta per le eventuali sezioni speciali: libri rari e di pregio: scaffali chiusi, ordinamento principale per formato, numerazione a correre; manoscritti: scaffali chiusi, ordinamento principale per lingua, ordinamento secondario per formato, numerazione per volumi; mappe e cartografia: ordinamento principale per sezioni geografiche, ordinamento secondario alfabetico per località; collezioni a carattere locale e collezioni tematiche: ordinamento dipendente dalle peculiarità dei filoni da seguire e dalle caratteristiche dei singoli fondi.
10.3.8. Consultazione generale e reference L’ordinamento delle dotazioni di reference di tipo generale seguirà lo schema semi-classificato predisposto da Gianna Del Bono. La segnatura di collocazione si basa sul modello 1. Esempi: Walford’s guide to reference material, 7. ed., London, Library Association Publishing, 1996-1998, 3 voll. R/2.3 wgr/1-3 Nel caso di repertori a specifica copertura geografico/linguistica, il codice numerico sarà affiancato da una seconda indicazione, tratta dalla tavola 2 della Classificazione Decimale Dewey. Esempio: Bibliografia nazionale italiana. Nuova serie del Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa. Libri per ragazzi, 1-, 1995-. R/4 (45) bni (lr)
10.3.9. Aree dipartimentali Nel loro insieme le aree dipartimentali corrispondono in parte al concetto di settore centrale a scaffale aperto, presente nel modello tedesco della biblioteca tripartita. L’offerta documentaria e di servizio si presume latamente finalizzata al soddisfacimento di esigenze di informazione, studio, formazione e autoformazione di un’utenza di tipo professionale/quasi professionale e di livello culturale medio-alto (professionisti, insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori, studenti universitari, ecc.). A differenza di altri settori della BEIC, l’ordinamento dei materiali risponde perciò alla necessità di costruire percorsi di ricerca, conoscenza e accesso in qualche modo interni a una ripartizione del sapere per aggregati disciplinari, piuttosto che per singoli temi di interesse. Si pone però il problema di superare alcune rigidità ideologiche e funzionali connesse alle classificazioni tradizionali di tipo gerarchico-enumerativo, in particolare alla Classificazione Decimale Dewey. Alcuni esempi: informatica lontana dalle altre scienze; collocazione della psicologia in ambito esclusivamente filosofico; urbanistica e architettura intese come espressioni artistiche, piuttosto che prevalentemente scientifico-professionali; disarticolazione delle scienze umane; separazione delle scienze pure dalle scienze applicate; lettura riduttivamente "tecnologica" del management; separazione delle lingue dalle letterature, ecc. L’impianto sistematico della CDD conserva peraltro un’innegabile validità e utilità, se valutato da un lato sotto il profilo della comprensione e della estensione multidisciplinare e dall’altro sotto il profilo della sua visibilità e del suo largo impiego a livello nazionale e internazionale per la repertoriazione, l’allestimento di apparati catalografici e lo stesso ordinamento delle collezioni. La CDD si propone ancora come una sorta di modello di riferimento, quasi uno standard, con il quale confrontarsi e rispetto al quale provare a definire interventi correttivi (non stravolgimenti) ispirati a flessibilità d’uso e ad accostamenti disciplinari più aderenti allo sviluppo integrato e reticolare delle conoscenze e dei saperi che stiamo vivendo. Resta peraltro in piedi la necessità di adottare procedure anche economiche, anzi efficienti, nel lavoro quotidiano di accorpamento dei materiali (lavoro da integrare nel ciclo gestionale BEIC e da collegare in particolare all’allestimento degli apparati catalografici): da questo punto di vista, lo sviluppo notazionale della CDD rappresenta una risorsa vantaggiosa, cui forse non conviene rinunciare. Da queste premesse nasce l’ipotesi di articolare l’offerta secondo uno schema area/sezione/sottosezione/notazione CDD (cfr. § 8.1.1.), che "declassifica" sensibilmente il sistema CDD, ma tende a farlo in modo "sostenibile". Le sezioni corrispondono ad ampi e consolidati raggruppamenti di discipline contigue nell’ambito di ciascun dipartimento; le sottosezioni delimitano singole discipline o raggruppamenti più ristretti nell’ambito delle sezioni. L’ordinamento CDD viene rigorosamente, e si spera proficuamente, mantenuto all’interno delle sezioni per:
A rafforzare la visibilità delle interrelazioni di contesto, di statuto epistemologico, di metodo e infine di pratica professionale tra più discipline, il materiale di reference sarà organizzato per livelli (secondo lo schema proposto nel capitolo 5) in chiave metadisciplinare e introduttiva. La segnatura di collocazione delle aree dipartimentali si basa sul modello 2. Esempi: Aldo Nicoli, Navigazione astronomica, Udine, Del Bianco, [1994]. ST/3 527 NIC na Herman Melville, Benito Cereno, Torino, Einaudi, [1994]. AL/6.2 813.3 MEL bc Per i saggi a carattere monografico dedicati a singole figure, si potrebbe testare anche nelle aree dipartimentali il criterio di anteporre il soggetto al nome dell’autore del saggio nella composizione del book name, al fine di mantenere una contiguità stretta tra fonti e letteratura secondaria corrispondente. Esempi: Eugenio Garin, Vita e opere di Cartesio, Roma [ecc.], Laterza, 1984. SUS/1 194 DES/Gar voc Rosanna Bettarini, Lacrime e inchiostro nel Canzoniere di Petrarca, Bologna, CLUEB, 1998. AL/5.2 851.1 PET/Bet lic Un aggiustamento del genere potrebbe rivelarsi utile, anche se non può rappresentare una soluzione "perfetta" del problema. Per la segnatura di collocazione dei materiali di reference si propongono i seguenti esempi: L'enciclopedia della scienza e della tecnologia, nuova ed., Novara, Istituto geografico De Agostini, [1997]. ST/r 503 est Clarence Wilbur Taber, Dizionario enciclopedico di scienze mediche, 2 v., Milano [ecc.] : McGraw-Hill libri Italia, 1994. ST/7/r 610.3 TAB/1-2 desm Cristina Santinelli, Spinoza in Italia. Bibliografia degli scritti su Spinoza dal 1675 al 1982, Urbino, Università degli studi, 1983. SUS/1/r 016.1 SPI/San sii Nel magazzino annesso all’area dovrebbe essere mantenuto il medesimo ordinamento previsto per le sale. La segnatura di collocazione verrebbe ampliata con l’aggiunta di una lettera alla sigla dell’area dipartimentale: ST/M/3 527 NIC na
10.3.10. Magazzini Nei magazzini gli obiettivi da privilegiare sono l’economia di spazio, la buona conservazione del materiale, la rapidità delle operazioni di collocazione e ricollocazione, la possibilità di procedere agevolmente alle operazioni di revisione e scarto. L’elemento attorno a cui si dovrebbe progettare un’ipotesi funzionale di ordinamento delle raccolte è sicuramente il formato, associato ad altri elementi selettivi. I formati in cui ripartire le raccolte dovrebbero essere non più di tre o quattro (esempio: grande, oltre 30 cm.; medio: tra 15 e 30 cm.; piccolo: meno di 15 cm.). Rinunciando alla numerazione progressiva unica di catena (un "mito" da abbandonare, secondo qualche autore), ci si potrebbe ispirare, ma solo in parte, al cosiddetto "sistema del numero corrente". Per arricchire la segnatura dal punto di vista informativo interno e per renderla più funzionale alle operazioni di revisione, occorrerebbe intanto integrare il sistema del numero corrente con un elemento selettivo d’apertura, di tipo cronologico, costituito dal periodo di pubblicazione del volume (scandito per lustri). Nella segnatura di collocazione ciascun formato sarebbe poi rappresentato da una lettera minuscola: a = grande; b = medio; c = piccolo. La posizione del documento sarebbe infine determinata da un numero di catena interno (invece del numero d’ingresso assunto dal modello di partenza), scomposto in serie di diecimila numeri. Per esempio, un libro di medio formato, pubblicato nel 1992, con numero di catena interno 15.743, avrebbe la seguente segnatura di collocazione: 991-5 1. b 5743 La collocazione per formato va in ogni caso corretta per quanto riguarda gli esemplari decisamente fuori misura. I formati molto grandi dovrebbero essere ospitati in armadi a parte; i formati molto piccoli dovrebbero essere conservati in appositi contenitori (un simbolo nella segnatura di collocazione servirà a distinguere gli uni e gli altri).
10.3.11. Periodici Per i periodici occorrerà definire criteri di ordinamento adeguati alle varie modalità del servizio, ma con generale prevalenza del criterio espositivo (annata corrente/ultime annate). Una scelta importante riguarda l’opportunità o meno di organizzarli in sequenza separata rispetto alle monografie (ma, va da sé, all’interno di ciascun settore o sezione/sottosezione di area: non si prevede un unico settore periodici). Un orientamento di carattere generale potrebbe essere quello di scegliere:
Nel caso "b" si opterà secondo esigenza per accorpamenti di sezione o accorpamenti di sottosezione. Elementi fissi della segnatura saranno la sigla di area o settore / il numero di sezione-sottosezione o categoria-genere o ambito d’interesse-argomento / il codice lingua (tratto dalla tavola 2 della CDD) / un acronimo tratto dal titolo del periodico / eventuale simbolo relativo alla natura fisica dei documenti non cartacei. Esempi: Journal of plant pathology. An international journal of the Italian phytopathological society, Vol. 78 (Mar. 1997)- . Pisa, ETS, [1997]- . ST/P/6.2 (42) jpl Rivista di letteratura italiana.1., 1 (1983)-. Pisa, Giardini editori e stampatori, 1983-. AL/P/5.2 (45) rli Allegato 1 ORDINAMENTO DEL SETTORE DI BUSINESS INFORMATION 1. Ambiente e territorio 1.1 Rifiuti 1.2 Tutela dell'ambiente 2. Economia 2.2 Concorrenza e antitrust 2.3 Congiuntura 2.4 Fiere ed esposizioni 2.5 Politica economica
3. Finanza 3.1 Accordi e joint ventures 3.2 Antitrust 3.3 Assicurazioni 3.4 C.d.A. e Assemblee 3.5 Capitale Sociale 3.6 Credito 3.7 Dati di Bilancio 3.8 Fusioni e acquisizioni 3.9 IPO 3.10 Nomine 3.11 Opa-Opv 3.12 Partecipazioni, azionariato 3.13 Rating 4. Imprese e attività produttive 4.1 Aiuti agevolazioni 4.2 Appalti e commesse 4.3 Bilanci 4.4 Business to business
4.7 Finanziamenti 4.8 Grandi gruppi 4.9 Indicatori aziendali 4.10 Investimenti 4.11 P.M.I. 4.12 Prodotti e servizi 4.13 Ristrutturazioni
5. Lavoro 5.1 Contratti 5.2 Licenziamenti e cassa integrazione 5.3 Occupazione e mercato del lavoro 5.4 Professioni 5.5 Scioperi
6. Management 6.1 Comunicazione e marketing 6.2 Knowledge management 6.3 Leadership e risorse umane 6.4 Project management 6.5 Ricerca e sviluppo
7. Mercati Finanziari 7.1 Azionario 7.2 Cambi 7.3 Istituzioni e Associazioni di 7.4 Categoria 7.5 Materie prime 7.6 Mercato dei capitali 7.7 Normativa 7.8 Società quotate
8. New Economy 8.1 e-commerce 8.2 Hardware 8.3 High-tech finanza 8.4 Sicurezza 8.5 Software 8.6 TLC
9. Normativa 9.1 Agevolazioni e aiuti alle imprese 9.2 Agricoltura 9.3 Ambiente e territorio 9.4 Artigianato 9.5 Assicurazioni 9.6 Banche e clienti 9.7 Condominio 9.8 Enti locali 9.9 Fisco
10. Lavoro 10.1 Legge Finanziaria 10.2 Libere professioni 10.3 Marchi e brevetti 10.4 Normativa comunitaria 10.5 Previdenza 10.6 Pubblica amministrazione 10.7 Sanità 10.8 Scuola e formazione 10.9 Società e associativa (normativa) 10.10 Trasporti 10.11 Urbanistica ed edilizia
11. Risparmio 11. 1 Investimenti finanziari 11. 2 Mutui, depositi e impieghi bancari
12. Trasporti e viabilità 12.1 Automobili 12.2 Cicli e motocicli 12.3 Veicoli commerciali e Industriali
13. Unione europea 13. 1 Fiscalità 13. 2 Fondi 13. 3 Istituzioni 13. 4 Moneta unica 13. 5 Normativa 13. 6 Politica
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